Turismo enogastronomico in montagna: produzioni locali e degustazioni piacciono sempre più - InformaCibo

Turismo enogastronomico in montagna: produzioni locali e degustazioni piacciono sempre più

Sci, escursioni ed esperienze gourmet: dalla nuova edizione del Rapporto sul turismo enogastronomico italiano emerge il desiderio di unire la vacanza in alta quota con la scoperta delle produzioni locali e della ristorazione

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 06/02/2023

Siamo nel pieno della stagione invernale e, fortunatamente, nelle località di montagna è tornato il turismo. Le piste da sci sono state prese d’assalto già prima di Natale e ora si conta molto su febbraio, il mese più importante per le settimane bianche.  E secondo quanto emerge dall’anticipazione dell’edizione 2023 del Rapporto sul turismo enogastronomico italiano, a cura di Roberta Garibaldi e realizzato sotto l’egida dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, nella scelta della vacanza invernale, oggi non conta soltanto la qualità dell’offerta sciistica ma anche, e sempre di più, quella legata alla gastronomia, alla ristorazione e alla produzione di cibi che rappresentano l’espressione del territorio.

Il rapporto (che sarà presentato a maggio) ha analizzato per la prima volta le attese e le propensioni di spesa del turista che sceglie la montagna come destinazione per le proprie vacanze. I risultati non lasciano spazio ai dubbi perché oltre il 90% degli intervistati, senza distinzione tra popolazione femminile e maschile, ha intenzione di unire l’esperienza in montagna con le degustazioni che si possono provare nel territorio.

Nello specifico, il 68% circa vuole degustare in un ristorante locale i piatti tipici del luogo prescelto e più di un intervistato su quattro ha previsto la visita a un ristorante o un bar storico durante la permanenza in montagna. L’esperienza di fine dining tra i monti tenta soprattutto la parte maschile e ancor più la fascia di età 18-24 anni, dove si supera il 27%.

Il binomio enogastronomia e montagna si conferma essere di grande appeal tra i turisti italiani, l’interesse è forte e si traduce nel desiderio di partecipare ad una pluralità di proposte, dalle più tradizionali ai nuovi format tra sport e gusto”, afferma Roberta Garibaldi, vicepresidente della Commissione Turismo dell’OCSE e autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano.

turismo enogastronomico in montagna

Voglia di nuove esperienze e di conoscenza

La cucina tradizionale di montagna resta dunque il punto di riferimento per la maggioranza degli intervistati, ma va segnalato anche che il turista enogastronomico contemporaneo è sempre più aperto a nuove esperienze. Al di là della ristorazione, una vacanza in montagna offre la possibilità di visitare tanti luoghi di produzione del cibo e questo aspetto sta diventando particolarmente interessante per una piena immersione nel mood territoriale. Due turisti su tre manifestano infatti la volontà di approfondire questa conoscenza organizzando attività di vario tipo. La più “gettonata” è la visita a un’azienda agricola (24%) e a seguire troviamo i caseifici (23%) e le cantine (22%). Tra gli uomini si nota una particolare predisposizione a organizzare visite nei birrifici, mentre le donne sono attratte in maggior misura dalle fabbriche di cioccolato.

Tra le altre esperienze da provare compaiono la visita a un mercato locale, scelta da oltre il 40% del campione, e alle attività di piccole botteghe artigiane del gusto con oltre il 37%. Da segnalare poi come più del 57% degli intervistati voglia partecipare a un evento legato all’enogastronomia, meglio se focalizzato sul cibo e a seguire sul vino e sulla birra.

Valorizzare l’enogastronomia nelle aree montane del Belpaese contribuisce ad arricchire l’offertala diversifica e la destagionalizza. È certamente un’opzione percorribile per slegarsi dai tradizionali modelli turistici ed orientarsi verso forme di sviluppo più sostenibili e in grado di generare benefici diffusi per le filiere dell’agroalimentare e del turismo

Roberta Garibaldi

Se si prendono in considerazione invece le esperienze di turismo attivo, a svettare sono i trattamenti di benessere (SPA, massaggi) a tema vino, birra e olio. Tra i più giovani (età 18-24) è particolarmente alta l’intenzione di partecipare ad attività sportive all’aria aperta come trekking del gusto, tour in bicicletta o mountain bike tra i luoghi di produzione del cibo.

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L'Autore

Giornalista

Giornalista e digital strategist per ViaBagutta Comunicazione. Scrivo di food & beverage per testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage de La Repubblica. Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.