Umbria a Identità Golose: gusto, turismo lento e qualità della vita

L’Umbria porta il suo paesaggio del gusto a Identità Golose

Dal 7 al 9 giugno la regione sarà protagonista a Milano con un racconto che unisce agricoltura, ospitalità, grandi cuochi, turismo lento e qualità della vita.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 12/05/2026

L’Umbria sceglie il gusto come una delle chiavi più efficaci per raccontare la propria identità. Non un semplice capitolo dell’offerta turistica, ma un filo che lega paesaggio, agricoltura, ospitalità, borghi, cammini e qualità della vita. È questa la direzione emersa a Milano ieri durante la presentazione del nuovo piano di comunicazione della Regione Umbria, che guarda al territorio non solo come destinazione da visitare, ma come luogo da vivere.

Alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria, è stato presentato un racconto nuovo del “cuore verde d’Italia”: meno cartolina, più esperienza. Al centro ci sono arte e cultura, aree verdi, turismo lento, ciclovie, cammini, ma anche quella dimensione enogastronomica che in Umbria nasce prima di tutto dalla terra.

Un passaggio importante sarà la partecipazione a Identità Golose, in programma a Milano dal 7 al 9 giugno. L’Umbria sarà tra i protagonisti sia nei palcoscenici del congresso sia nella parte espositiva, con l’obiettivo di valorizzare una filiera che parte dall’agricoltura e arriva all’accoglienza. Una presenza che non punta solo a mostrare prodotti, ma a raccontare un modello: quello di una regione dove il cibo è paesaggio, memoria, comunità e contemporaneità.

claudio ceroni e bruno petronillo Identità golose
Claudio Ceroni e Bruno Petrolillo di Identità Golose

Durante la presentazione è stato sottolineato come «non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti». Una frase che sintetizza bene il senso dell’operazione: affidare anche alla ristorazione il compito di interpretare l’Umbria, trasformando materie prime, tradizioni e luoghi in esperienze leggibili per il pubblico. Claudio Ceroni e Bruno Petronilli di Identità Golose hanno raccontato il percorso che porterà la regione a Identità Golose, anticipando anche l’idea di una cena interamente dedicata ai prodotti umbri.

Il cibo, in questa prospettiva, non è isolato dal resto dell’offerta. Dialoga con il turismo lento, con i cammini francescani, con le ciclovie, con i borghi e con le aree interne. L’assessore Simona Meloni ha richiamato il valore della lentezza come possibilità di rigenerare corpo e mente: attraversare l’Umbria camminando o pedalando significa anche incontrare produttori, tavole, mercati, piccoli musei, luoghi nascosti. È una geografia del gusto che non si consuma in una tappa, ma si costruisce lungo il percorso.

Il piano regionale punta infatti anche sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e sul potenziamento della rete ciclopedonale. Tra gli esempi citati c’è il Trasimeno, con la sua ciclovia e un sistema museale integrato accessibile anche attraverso un biglietto unico. Qui natura, cultura e gastronomia possono diventare parte di una stessa esperienza, pensata per un viaggiatore che cerca autenticità più che consumo rapido.

Sul piano narrativo, l’Umbria vuole uscire dagli stereotipi e dagli slogan facili. I nuovi spot e i portali rinnovati, da Umbria Tourism al portale dedicato a cammini e bike, servono a dare forma a un’offerta più concreta e organizzata. L’obiettivo è parlare a turisti, ma anche a chi guarda alla regione come possibile luogo in cui vivere, lavorare, rigenerarsi.

In questa cornice, la presenza a Identità Golose diventa più di una vetrina gastronomica: è un tassello strategico per posizionare l’Umbria come destinazione del gusto, dell’ospitalità e della qualità della vita. Un territorio dove il “buono” non riguarda solo ciò che arriva nel piatto, ma il modo in cui si abita il paesaggio.

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