Export agroalimentare: Verona, Cuneo e Parma sul podio

di Redazione

Ultima Modifica: 10/05/2018

Il cibo italiano nel mondo non ha rivali. Ora c’è anche la classifica delle città esportatrici di agroalimentare italiano. In questa graduatoria la prima è Verona con 3 miliardi di euro circa, seguita da Cuneo con 2,8 miliardi e Parma con 1,7 miliardi. Milano invece è quarta con 1,5 miliardi, il 4% del totale. Scorrendo le posizioni, Bolzano è quinta, Salerno sesta e Modena settima. Tra le prime venti della classifica, la crescita maggiore ad Alessandria (+28,3%), Mantova (+17,5%) e Ravenna (+12,6%).

I numeri mostrano inoltre che la Lombardia, con 6,4 miliardi di export, rappresenta circa un sesto del totale italiano. Oltre a Milano, quarta in Italia, tra le prime 20 ci sono anche Bergamo 12esima e Mantova 14esima (era 18esima lo scorso anno). A crescere di più sono Lodi (+34,1%), Monza e Brianza (+19,1%), Mantova (+17,5%) e Cremona (+15,2%).

Ricerca realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi

Questi dati provengono dalla ricerca “L’agroalimentare italiano nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano, Monza, Brianza, Lodi con Promos, azienda speciale della Camera di commercio per le Attività Internazionali. Numeri che emergono da dati Istat per gli anni 2016 e 2015.

Stando allo stesso studio Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna concentrano la metà delle esportazioni agroalimentari dell’Italia nel mondo, che valgono 40,2 miliardi di euro all’anno e crescono del 5,5%. Tutte le principali destinazioni sono in crescita, in particolare la Spagna con 1,6 miliardi (+13,3%) che supera quest’anno la Svizzera. Prima la Germania (+2,5%) seguita da Francia (+8,1%), Stati Uniti (+4,9%) e Regno Unito (+2,7%). In forte crescita la Russia 17esima (+23,8%) e la Cina 20esima (+14,8%). Ma i prodotti alimentari “Made in Italy” raggiungono anche Canada (11esimo), Giappone (12esimo), Australia (16esima).

Le destinazioni dei prodotti made in Italy

Se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti soprattutto per vini, acque minerali e oli, la Spagna per pesce fresco, le Filippine e la Grecia per alimenti per animali. L’Austria è al secondo posto per cereali e riso, il Regno Unito per frutta e ortaggi lavorati e conservati. In forte crescita la Russia per bevande (+46%), alimenti per animali (+51%), il Portogallo per cioccolato, caffè e spezie (+57%), la Turchia per granaglie (+63%), l’Algeria per oli (+128%), Hong Kong per carni (+30%), l’Albania per pesci lavorati e conservati (+33%), Giappone e Cina per gelati (rispettivamente: +57%, +46,1%).

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