Via libera dal governo al Bonus ristorazione: 600 milioni a fondo perduto - InformaCibo

Via libera dal governo al Bonus ristorazione: 600 milioni a fondo perduto

Soddisfazione di Federcuochi, Coldiretti e Origin Italia. Sostegno per l’acquisto di prodotti Dop e Igp da parte di Origin: “Riconosciuto ruolo strategico delle indicazioni geografiche nel Made in Italy”

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 08/08/2020

Ieri sera, 7 agosto 2020, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto Dl agosto.

Con il decreto, il Governo ha stanziato ulteriori 25 miliardi di euro, da utilizzare per proseguire e rafforzare l’azione di ripresa dalle conseguenze negative dell’epidemia da COVID-19 e sostenere lavoratori, famiglie e imprese, con particolare riguardo alle aree svantaggiate del Paese.

Le risorse complessive per reagire all’emergenza arrivano a 100 miliardi di euro

Con il decreto, le risorse complessive messe in campo per reagire all’emergenza arrivano a 100 miliardi di euro, pari a 6 punti percentuali di PIL.

Il decreto legge  contiene, tra le altre misure, il Bonus filiera della ristorazione.

Lo stanziamento è di 600 milioni a fondo perduto: le aziende potranno scegliere tra questo finanziamento e la misura voluta dal ministro Franceschini sui centri storici delle città turistiche.

Il commento della ministra Bellanova

“La ristorazione è una filiera che ha pagato un prezzo altissimo con un calo di fatturato del 60%: dobbiamo sostenere queste 180mila imprese e dare una risposta all’agroalimentare. Oggi con il Bonus Filiera per i ristoranti abbiamo a disposizione uno strumento che dà liquidità al sistema e ossigeno alle imprese”, ha detto, tra l’altro, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova al termine del Consiglio dei Ministri.

La conferenza stampa di presentazione del decreto governativo

Federcuochi, bene bonus, viene così dato respiro al mercato interno

Siamo grati alla ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova e alla vice ministra dell’economia Laura Castelli per aver accolto la nostra proposta di un bonus a favore della ristorazione, finalmente una boccata d’ossigeno ad un intero comparto da troppi mesi sull’orlo del fallimento“. Questo è il commento di Federcuochi.

E’ stato un lavoro di squadra – spiega Alessandro Circiello, il portavoce – portato avanti con Aldo Cursano, vicepresidente FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Abbiamo avuto anche il fondamentale sostegno di importanti soggetti quali Filiera Italia. Il Bonus ristoranti, discusso con la Castelli, mette a disposizione risorse rilevanti e uno strumento che dà liquidità al sistema e ossigeno alle imprese. Le risorse a fondo perduto garantiscono la possibilità immediata per i ristoratori di acquistare prodotti dalle aziende agricole, agroalimentari, della pesca. In questo modo si evita lo spreco alimentare: i vini, la frutta e verdura, i pesci, le carni, si stanno sprecando poiché il comparto ristorazione acquista solo il 40% della loro produzione. Grazie a questa legge viene dato respiro al mercato interno e si contrasta lo spreco alimentare, la perdita di migliaia di posti lavoro e la chiusura delle imprese“. 

Il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, bene bonus a filiera Made in Italy

Per la prima volta si interviene in modo integrato dal campo alla tavola a sostegno della filiera agroalimentare Made in Italy che è diventata la prima realtà economica del Paese con 3,6 milioni di occupati, dall’agricoltura all’industria fino alla ristorazione che rischia di subire per l’intero 2020 un crack da 34 miliardi nel 2020 a causa della crisi economica, del crollo del turismo e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa provocati dall’emergenza coronavirus”E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare l’importanza del “bonus filiera Italia”.

E’ stata aperta una strada per ottimizzare l’utilizzo delle risorse con interventi che valorizzano e sostengono la realtà economica nazionale ma rispondono anche sottolinea Prandinialla svolta patriottica nei comportamenti di acquisto degli italiani con una maggiore attenzione all’origine dei prodotti che mettono in tavola determinata dalla consapevolezza delle difficoltà che sta affrontando il Paese. In un momento difficile per l’economia ora – conclude Prandini – dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza estendendo anche ai ristoranti l’obbligo di indicare in etichetta nei menu’ l’origine di tutti gli alimenti serviti a tavola, dal pesce alla carne, per combattere la concorrenza sleale del falso Made in Italy”.

Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia: “Riconosciuto ruolo strategico delle indicazioni geografiche nel Made in Italy”

Origin Italia, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, dopo il via libera del Decreto legge che valorizza proprio i prodotti Dop e Igp, sottolinea la positività della scelta che “rappresenta un crocevia fondamentale per tutto l’agroalimentare italiano, che con il rilancio della ristorazione può ripartire concretamente”.

«Si tratta di un riconoscimento politico importante – afferma Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia – del ruolo strategico nel paese delle filiere Dop Igp, proprio perché grazie al sostegno alla ristorazione – a patto di acquistare prodotti Made in Italy perlopiù ad indicazione geografica -, si sostiene direttamente la filiera agroalimentare e si evitano le eccedenze di prodotto. Si tratta di un grande risultato, al quale come Origin Italia abbiamo lavorato, supportando fin da subito l’idea della Ministra Bellanova, a cui dobbiamo riconoscere un grande impegno profuso, raggiungendo un risultato importante».

La misura prevede un congruo anticipo al momento della domanda con presentazione dei documenti che attestano gli acquisti effettuati, e ancora non pagati dai ristoratori, saldo alla presentazione di quanto necessario a certificare l’acquisto attraverso modalità di pagamento tracciabili.

«E’ un’occasione importante per i Consorzi di tutela aggiunge Baldrighi -, che grazie a questa misura, possono aiutare le imprese del settore a stabilizzare e rendere più solidi i rapporti con la ristorazione italiana ad ampio raggio, da sempre il vero ambasciatore delle eccellenze italiane».

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