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Villa di Franciacorta: quando la viticoltura diventa pratica virtuosa per l’ambiente

L’azienda sta facendo della zonazione della biodiversità un tratto distintivo

di Emanuele Scarci

Ultima Modifica: 12/10/2021

L’azienda sta facendo della zonazione della biodiversità un tratto distintivo. Vogliamo dimostrare come la viticoltura possa essere una pratica virtuosa che arricchisce l’ambiente piuttosto che depauperarlo

è questo il biglietto da visita di Roberta Bianchi, proprietaria della storica cantina Villa di Franciacorta e dell’agriturismo Villa Gradoni, gestiti insieme al marito Paolo Pizziol.

Roberta Bianchi, proprietaria della storica cantina Villa di Franciacorta
Roberta Bianchi, proprietaria della storica cantina Villa di Franciacorta

La cura dell’ambiente circostante e il recupero conservativo dell’antico borgo a Monticelli Brusati, in piena Franciacorta, confermano la determinazione per uno sviluppo etico e sostenibile della famiglia Bianchi che, per i suoi vini, conta esclusivamente sulle uve provenienti dai 37 ettari vitati di proprietà.

Fiore all’occhiello della filosofia aziendale è la scelta di commercializzare unicamente Franciacorta millesimati: esaltano le peculiarità dei terreni e offrono la possibilità di leggere in ogni millesimo l’andamento climatico delle vendemmie.

<<La vendemmia è conclusa – aggiunge, a metà settembre, Bianchi – ma ora metteremo mano al Curtefranca bianco. Abbiamo registrato un calo del 20% delle quantità, ma la qualità è ottima. Purtroppo la gelata primaverile ha colpito in maniera differente le varie aree dei vigneti e, in alcuni casi, più parcelle. Tuttavia non abbiamo riscontrato casi di marcescenza. Siamo fortunati ad avere terreni dislocati in varie aree>>.

La vostra non è stata una vendemmia precoce.


Villa di Franciacorta è sempre una delle ultime a vendemmiare nella nostra denominazione. Conserviamo la peculiarità dei millesimati e la possibilità di fare vendemmie dedicate a ogni singola parcella. Questa vendemmia ha dato parametri interessanti dal punto di vista polifenolico, con un acido malico davvero importante. Il nostro consulente enologo Angelo Divittini è rimasto sorpreso dai parametri chimici.

Divittini opera da solo?

No, coordina 3 giovani enologi. Inoltre collaboriamo con l’Università di Firenze nella selezione dei lieviti autoctoni e fra 300 disponibili ne abbiamo scelti 2 per Villa di Franciacorta, depositati in banca dati sempre a Firenze. Li produce uno spin off dell’università toscana. A noi non piacciono le fermentazioni spontanee ma, con la riproduzione, siamo certi che siano proprio loro.

Quanti sono i vostri vini base?

Sono 24, ma in realtà aumentano per effetto dei lieviti.  Poi il vino finisce in barrique e varia ancora.  Insomma preferiamo disporre di una tavolozza di colori e fare delle scelte. 

Come avete vissuto il 2020?

E’ stato un anno terribile, anche per la scomparsa di mio padre, il fondatore, ma l’azienda ha continuato a lavorare normalmente. L’estero è cresciuto, è passato dal 15% al 30-35% dei volumi, mentre l’Italia ha ceduto. 

E con la riapertura?

Dopo il lockdown è arrivato il boom in estate. E quest’anno il copione si è ripetuto: a San Valentino avevamo avuto uno spunto interessante seguito da una gelata, ma poi c’è stata una brusca ripartenza. Non riuscivamo a stare dietro a ordini e riordini, addirittura settimanali. L’estate è stata straordinaria, con una performance particolare della Costa Smeralda. 

Contate di recuperare i livelli di vendita del 2019?

Fino a oggi il trend dei primi 8 mesi è non solo meglio del 2020, ma anche del 2019. Contiamo di finire l’anno con questo trend, però è meglio aspettare prima di esporsi.

Quest’anno il calo della produzione del 20% consentirà di produrre quante bottiglie?

Saremo intorno alle 220 mila bottiglie. Ma non è drammatico: nel 2017, causa maltempo, la produzione crollò a 30 mila bottiglie. 

La vendemmia scarsa e il boom dei prezzi delle materie prime (imballaggi, energia, trasporti) avrà impatti sul vino?

I nostri fornitori continuano a scriverci di aumenti dei prezzi e alcuni non riescono nemmeno a dare un prezzo preciso. Altri lamentano mancate forniture di carta e imballaggi. I nostri listini sono invariati dal 2019, ma dovremo intervenire sulla scontistica o sui prezzi per adeguarci.  

 

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L'Autore

giornalista