5.408 firme per l’Arte “di fare il Panettone” Patrimonio Unesco

Stanislao Porzio: “una opportunità per il comparto dell’arte pasticciera e dell’industria dolciaria non solo della Lombardia, ma di tutta l’Italia”

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 11/12/2019

Mentre si festeggia, a Napoli e non solo, il secondo anniversario dell’Arte del pizzaiolo, riconosciuto dall’ Unesco il 7 dicembre 2017 , si rafforza e viene rilanciata la richiesta per l’Arte “di fare il Panettone” Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO.

Chi punta con maggiore forza al riconoscimento Unesco per l’arte di fare il Panettone è Stanislao Porzio, autore di una monografia storica sul Panettone milanese e inventore della manifestazione dedicata al dolce milanese, “Re Panettone”, che si svolge con grande successo a Milano e a Napoli.

Stanislao Porzio a Informacibo: punto al riconoscimento Unesco per il Panettone sulla scorta di quanto già avvenuto con la Pizza napoletana

Proprio durante la recente edizione di Re Panettone 2019 svoltasi a Milano nell’area di Expo 2015 Stanislao Porzio a Informacibo aveva riaffermato di puntare al riconoscimento Unesco per l’Arte di fare il Panettone sulla scorta di quanto già avvenuto per la pizza napoletana. “Mentre sono scettico sul riconoscimento Dopha precisato ad Informacibo Porziosono impegnato con tutte le forze a lavorare per il riconoscimento Unesco. Se l’ arte del panettone è “nata” a Milano –ha aggiunto- certamente il panettone ha gli ingredienti provenienti da tutta italia. Si pensi ai canditi di Calabria e ai mandarini siciliani”.

Un grande risultato: raccolte oltre 5.000 firme petizione pro Unesco

La notizia di questi giorni è il grande risultato raggiunto: sono già state raccolte 5.408 firme a sostegno della candidatura dell’Arte di fare il Panettone a Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO.

Il commento di Stanislao Porzio

Il loro alto numero -sottolinea Porzio- è ancora più significativo, perché è stato ottenuto senza appoggi politici e nella sostanziale indifferenza delle Istituzioni, praticamente solo con il passaparola. Auspico che d’ora in poi si prenda coscienza delle opportunità di questa candidatura per il comparto dell’arte pasticciera e dell’industria dolciaria non solo della Lombardia, ma di tutta l’Italia”.

Le firme a sostegno dell’iniziativa sono state raccolte in cartaceo presso pasticcerie partecipanti all’evento – anche del Centro e del Sud Italia, a testimonianza dell’apprezzamento del Panettone in territori lontani dalla sua origine storica – e online sul sito Change.org e sul sito www.repanettone.it, sul quale è tuttora possibile firmare attraverso un link dalla homepage.

Ecco alcuni stralci dalla petizione di Stanislao Porzio al Presidente pro-tempore della Commissione Nazionale Italiana presso l’UNESCO, che ben motivano la candidatura:

Il panettone è una fra le specialità dolciarie più note della tradizione italiana. Nato a Milano, è considerato in tutt’Italia il simbolo del Natale, oltre che l’emblema della città stessa. […]

Farina, burro, zucchero, uova e frutta vi s’incontrano con quello che è l’ingrediente principe, il lievito naturale o lievito madre. Questo composto di acqua e farina, bizzoso e difficile da gestire, è l’elemento caratterizzante del panettone, quello che gli dà la struttura soffice, elastica e alveolata che lo rende unico; ma guai a sbagliare: un piccolo errore e si butta via l’intero impasto. L’altro ingrediente specifico della preparazione è immateriale: il tempo. Per fare un panettone occorrono almeno 36 ore, ma spesso molto di più e questo, insieme alla difficoltà della gestione del lievito madre, scoraggia molti. Solo i pasticcieri più volenterosi, più competenti e più caparbi vincono questa sfida.

Per questo panettone vuol dire cultura, sia nel senso di una mirabile tecnica di preparazione, modellatasi nel tempo con l’apporto della sapienza artigianale d’ignoti fornai e pasticcieri milanesi, sia nel senso di identità storica di un popolo, che lo ha collocato al centro dei festeggiamenti natalizi e non solo: nel dizionario Milanese-Italiano del Cherubini (1839) si afferma che, se il panattón di una o più libbre faceva la sua apparizione solo a Natale, i piccoli panattonin erano presenti sui banchi degli offellai tutto l’anno. Amato da Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi, ha dato spunti per composizioni poetiche in milanese e prove narrative in italiano, da Giovanni Barrella a Dino Buzzati, fino a Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Persino Topolino gli ha dedicato una storia. […]

Per la versione completa clicca qui.

Un incontro sul tema “Panettone Unesco” svoltosi quest’anno a Re Panettone alla presenza di: Carlo Montalbetti, Stanislao Pozio, Silvia Famà (ideatrice della campagna “Il Panettone è italiano”)  l’avvocato Stefano De Bosio, Matteo Cunsolo, Presidente dell’Associazione dei Panificatori Confcommercio Milano e Provincia, e Luigi Cremona

La campagna Unesco è stata lanciata lo scorso anno a Re Panettone® Milano da Stanislao Porzio, ed erano presenti esponenti dell’Associazione Patrimonio Paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato UNESCO, paesaggi dai quali proviene l’Asti spumante, ideale abbinamento per il panettone, Carlo Montalbetti, direttore del Consorzio Comieco, sostenitore della candidatura per l’importanza della confezione in cartone come custode della qualità del panettone, Luigi Cremona, celebre giornalista enogastronomico, Achille Zoia, maestro dei maestri pasticcieri, soprannominato dal Gambero Rosso “Papà del panettone moderno”.

Alvè da Parma aderisce alla petizione e ci invia il suo Panettone

Il panettone artigianale di Eliana Caggiati

Il forno-bottega Alvè (sito a Parma in zona Oltretorrente via Costituente 45/b) di Eliana Caggiati, bakery chef diplomata ad Alma, nell’aderire alla petizione per l’Arte di fare il Panettone Unesco, lanciata da Slanislao Porzio, ci invia la foto del suo panettone.

Ci spieghi l’Arte “per fare” i  panettoni firmati Alvè

il nostro panettone viene fatto con la lavorazione classica a doppio impasto. Ovviamente è fatto solo con pasta madre e senza alcun conservante o additivo.

Quali ingredienti utilizza?

Sono tutti  alta qualità, eccoli:

– farina di grano tenero 00

– tuorli di uova fresche allevate a terra

– burro di centrifuga olandese

– miele d’acacia

– zucchero

– sale

– uvetta sultanina, cedro candito, arancia candita (Agrimontana)

– pasta d’arancio (Agrimontana)

– vaniglia bourbon del Madagascar

Mentre nella versione Pera e Cioccolato la pera candita è sempre Agrimontana e i Chunks di puro cioccolato fondente.

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