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Quantis lancia geoFootprint per calcolare l’impatto ambientale delle colture agricole

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 27/01/2021

Arriva il primo strumento online per calcolare l’impatto ambientale delle colture agricole. A realizzarlo è Quantis, società leader per la consulenza ambientale, che ha appena lanciato geoFootprint, il primo tool online che consente di visualizzare una mappa interattiva del mondo in termini di impatto ambientale delle colture agricole, per permettere alle aziende del settore agricolo di ridurre l’impatto ambientale della propria attività e adottare scelte consapevoli, a partire dai dati.

Iniziativa multi-stakeholder, geoFootprint è stata costruita in collaborazione con più di 25 partner pubblici, privati e accademici con l’obiettivo di accelerare, attraverso l’innovazione, la trasformazione dell’agricoltura nella direzione della sostenibilità.

 

“L’agricoltura è responsabile di oltre il 20% delle emissioni totali di gas ad effetto serra, il settore Food & Beverage – secondo la nostra ricerca – può arrivare a rappresentarne circa il 28%. Tutti gli attori, pubblici e privati, della filiera del cibo, sono però consapevoli di poter giocare un ruolo chiave quali attori del cambiamento rispetto alle sfide della sostenibilità – l’impatto di carbonio, ma anche la scarsità d’acqua, la perdita di biodiversità, l’uso del suolo e l’eutrofizzazione”, spiega Simone Pedrazzini, direttore di Quantis Italia. “geoFootprint è uno strumento altamente interattivo, che può fornire risposte rapide e intuitive a domande complesse. Ci fa molto piacere sapere di poter contribuire alla lotta alle emissioni avendo collaborato con numerosi interlocutori ad un tavolo di confronto internazionale per colmare un enorme divario di conoscenze e accelerare la trasformazione sostenibile dell’agricoltura. Domande su scala planetaria hanno bisogno di risposte globali, ma al tempo stesso siamo pronti a creare sinergie con tutti gli attori italiani della filiera per “mettere a terra” soluzioni scalabili, a partire da esperienze locali”.

 

geoFootprint apre un mondo di possibilità informative nuove, rendendo accessibile la visibilità degli impatti delle scelte agricole (quali deforestazione, uso di fertilizzanti, irrigazione, gestione del suolo, ecc.) direttamente ai responsabili delle decisioni a livello strategico. Combinando i dati delle immagini satellitari con metriche ambientali Life Cycle Assessment (LCA), geoFootprint visualizza infatti l’impronta ambientale delle colture di materie prime chiave su una mappa del mondo interattiva, offrendo la possibilità di scaricare dataset completi ed omogenei su scala globale.

 

In pochi minuti è possibile rispondere ad interrogativi sull’impatto ambientale delle colture cui un tempo sarebbero stati necessari giorni o settimane, o a cui era quasi impossibile trovare una risposta: lo strumento infatti è in grado di offrire visibilità granulare per territorio, perché gli attori della filiera agroalimentare possano identificare e confrontare i principali fattori che determinano l’impronta ambientale specifica di una coltura, effettuare simulazioni per determinare azioni specifiche di miglioramento, e impostare scelte coerenti, a partire dai dati.

 

Infatti, per impostare e monitorare i progressi verso gli obiettivi di sostenibilità, le aziende spesso devono fare affidamento da un lato su dati ambientali incompleti, incoerenti e generici a livello di Paese, dall’altro, a livello di azienda, su dati molto precisi per località selezionate, due livelli di analisi spesso incompatibili per motivi metodologici. Il mercato alimentare è globale, ma l’impronta ambientale deve essere calcolata su base locale, a partire da dati disponibili talvolta solo a livello di singola azienda agricola.

 

Laura Overton, Sustainability Accounting Senior Manager Mars Incorporated, partner di geoFootprint, ha dichiarato: “geoFootprint permette di soddisfare la fondamentale esigenza delle aziende di comprendere meglio e, in ultima analisi, di ridurre il Carbon Footprint. Il potenziale dello strumento sta nel combinare impatti agricoli spazialmente dettagliati con dati di approvvigionamento specifici per località”.

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L'Autore

giornalista