Gen Z e Made in Italy DOP: la nuova frontiera della comunicazione agroalimentare - InformaCibo

Gen Z e Made in Italy DOP: la nuova frontiera della comunicazione agroalimentare

Il caso dell'Olio Riviera Ligure DOP mostra come i giovani creator possano ridefinire la narrazione delle eccellenze certificate italiane attraverso strategie digitali multicanale

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 10/10/2025

La promozione del Made in Italy agroalimentare cambia pelle e linguaggio, affidandosi alla Generazione Z per raccontare le eccellenze certificate a un pubblico sempre più digitale e frammentato. Il caso del Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP rappresenta un esempio concreto di questa evoluzione: 370 aziende consorziate hanno scelto di dialogare con consumatori di tutte le età attraverso una strategia di comunicazione digitale sviluppata da Kroma Studio, realtà genovese under 30 specializzata in digital marketing.

Una strategia multicanale per pubblici diversi

Il progetto di comunicazione, cofinanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Liguria, ha puntato su un approccio multipiattaforma che va da TikTok e Instagram fino a LinkedIn, passando per YouTube, Facebook, blog e newsletter. L’obiettivo dichiarato è intercettare segmenti di pubblico eterogenei: dal consumatore esperto che ricerca informazioni tecniche sulla certificazione DOP fino al diciottenne che si avvicina per la prima volta a una spesa consapevole e di qualità.

La strategia si è sviluppata dopo un’analisi di mercato che ha evidenziato come la comunicazione tradizionale delle produzioni certificate – spot televisivi e campagne istituzionali – non riesca più a raggiungere efficacemente le nuove generazioni. La risposta è stata individuata nei linguaggi nativi digitali e nella collaborazione con creator autentici e credibili.

Il ruolo degli influencer nella valorizzazione del territorio

Una componente centrale del progetto è stata proprio la selezione di influencer e content creator attraverso KromAI, un software di scouting basato sull’intelligenza artificiale sviluppato dalla complementare Kroma Agency, specializzata in influencer marketing. Il processo di selezione ha combinato l’analisi algoritmica con una valutazione umana, privilegiando profili in grado di trasmettere valori di qualità, sostenibilità e legame con il territorio.

Non solo food blogger, ma anche divulgatori culturali, travel creator e figure educative: una scelta che ha permesso di dare visibilità al prodotto DOP come espressione di identità territoriale, oltre che di eccellenza qualitativa. Vale la pena ricordare che la denominazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) garantisce non solo caratteristiche organolettiche specifiche, ma anche un legame inscindibile con il territorio di produzione, elemento che i giovani creator hanno valorizzato attraverso storytelling autentici e immersivi.

Parlare di un Olio Riviera Ligure DOP a un ragazzo di 18 anni non significa semplificare, ma trovare il linguaggio giusto. Questo progetto nasce dalla sfida di trasformare l’eccellenza agroalimentare italiana in un messaggio comprensibile e condivisibile dalla Gen Z, senza perdere la forza dei valori che la rendono unica“, racconta Federico Mazzanti, co-founder di Kroma Studio insieme a Christian Stocchi. I due imprenditori, rispettivamente 26 e 27 anni, incarnano essi stessi il ponte generazionale che stanno costruendo tra tradizione e innovazione.

Gen Z

Un modello replicabile per il settore

Il caso dell’Olio Riviera Ligure DOP si inserisce in un fenomeno più ampio che sta interessando l’intero comparto agroalimentare italiano. Secondo il XXII Rapporto Ismea-Qualivita 2024, le produzioni DOP e IGP italiane rappresentano un patrimonio economico di 20,2 miliardi di euro nel 2023 (il 19% del fatturato agroalimentare nazionale), ma la loro comunicazione ha spesso faticato a raggiungere le generazioni più giovani. L’approccio multicanale e data-driven adottato da Kroma Studio potrebbe rappresentare un modello replicabile per altri consorzi e produttori.

La sfida è riuscire a mantenere l’autorevolezza e la solidità della tradizione, adattando però i linguaggi e i formati alle piattaforme dove le nuove generazioni trascorrono il loro tempo e costruiscono le loro scelte di consumo.

Prospettive future

L’esperienza del Consorzio ligure dimostra come la valorizzazione delle eccellenze certificate passi oggi necessariamente attraverso una comunicazione capace di parlare a pubblici diversi con linguaggi specifici. Per i produttori e i consorzi di tutela, questo significa ripensare profondamente le strategie di marketing, investendo in competenze digitali e nella collaborazione con professionisti che conoscono dall’interno le dinamiche della comunicazione social.

Il Made in Italy agroalimentare, per mantenere la sua competitività sui mercati e la sua attrattività presso le nuove generazioni di consumatori, dovrà continuare su questa strada: fedele ai valori di qualità e tradizione, ma capace di raccontarsi con linguaggi contemporanei e autentici.

Condividi L'Articolo

L'Autore

Giornalista

Scrivo "nel bere e nel mare". Mi piace raccontare le storie che finiscono nei nostri bicchieri e tutto ciò che riguarda il prezioso Mediterraneo. Ne parlo su testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage (La Repubblica). Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.