Il panettone del Duomo di Milano lo fa Davide Oldani

C’è un panettone dedicato al Duomo di Milano. E anche un pandoro: li fa entrambi Oldani

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 26/11/2025

Mai pensato che dietro un panettone potesse celarsi una cattedrale? Eppure è proprio così: nel cuore di Milano, tra le guglie che puntano al cielo e i marmi con sei secoli di storia, nasce D’Om de Milan. Un nome (dòmm è il Duomo in dialetto meneghino) che celebra il simbolo della città per eccellenza e racconta attraverso il cibo le storie, gli aneddoti e la cultura cresciuti nei secoli attorno al cantiere della Cattedrale.

A dare forma e sostanza a questa iniziativa è Davide Oldani, chef stellato che per il secondo anno collabora con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, preparando non solo il celebre panettone ma anche il pandoro, novità del Natale 2025, e una serie di altri prodotti di pasticceria.

Il progetto D’Om de Milan

panettone-duomo-milano-oldani
D’om il Panettone del Duomo di Milano di Davide Oldani.

Per comprendere appieno il significato di D’Om de Milan, bisogna fare un passo indietro. Anzi, molti passi: fino al 1387, anno in cui iniziò la costruzione del Duomo di Milano. Un cantiere monumentale che durò secoli, un crocevia di maestranze provenienti da tutta Europa: scalpellini lombardi, architetti francesi e mastri vetrai fiamminghi portarono con sé non solo competenze tecniche, ma anche tradizioni culinarie.

Attorno a quel cantiere infinito nacque un microcosmo fatto di osterie, botteghe, mercati. Il cibo diventava il collante sociale tra chi lavorava alla gloria di Dio attraverso la pietra: operai che si nutrivano di zuppe dense e polente, mastri che si concedevano arrosti nelle giornate di festa, vetrai che maneggiavano spezie preziose per colorare le grandi vetrate istoriate della Cattedrale.

Il risotto allo zafferano nato tra le guglie del Duomo

Proprio tra i ponteggi del Duomo, alla fine del Cinquecento, sarebbe nata una delle ricette più iconiche della cucina milanese: il risotto allo zafferano. Una leggenda? Forse. Ma come tutte le leggende che si rispettano, contiene un nucleo di verità che ci parla di un’epoca e di un modo di vivere.

La storia racconta di un mastro vetraio soprannominato Zafferano per le enormi quantità di questa spezia preziosissima che utilizzava quotidianamente nel suo lavoro. Lo zafferano, infatti, non serviva solo in cucina: era un pigmento fondamentale per colorare di giallo luminoso le grandi vetrate istoriate della Cattedrale. Durante il banchetto per le nozze della figlia del maestro Valerio di Fiandra, uno dei grandi vetrai operanti in Duomo, Zafferano avrebbe avuto un’intuizione geniale. O forse fu solo una golosa imprudenza. Con la probabile complicità dell’oste che serviva il pranzo nuziale, intinse dei pistilli di zafferano nel risotto destinato agli invitati.

Il risultato? Un piatto color dell’oro, profumato e inaspettato, che lasciò tutti gli ospiti estasiati. Da quel giorno, il risotto giallo divenne il risotto alla milanese.

È questa stessa filosofia che anima oggi il progetto D’Om de Milan: l’idea che il cibo possa raccontare storie più grandi di sé, che possa essere veicolo di memoria collettiva e di identità culturale. Non a caso, tra le novità 2025 ci sono proprio i biscotti al riso e zafferano, un omaggio diretto a questa leggenda che unisce il Duomo al risotto più famoso del mondo.

“Oldani è rimasto affascinato dai racconti gastronomici della tradizione popolare, fioriti proprio qui, attorno al Duomo – sottolinea Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano -. Questa ispirazione ha generato l’idea di un progetto da realizzare insieme”. Da qui è nato l’anno scorso D’Om de Milan, un progetto che non è solo commerciale, ma culturale: un modo per riavvicinare i milanesi e i visitatori alla loro “casa” monumentale, facendola riscoprire attraverso i sapori che ne hanno accompagnato la nascita e la crescita.

PanD’Om, il pandoro secondo Oldani

Novità dell’edizione 2025 è il PanD’Om, il pandoro firmato da Davide Oldani: un lievitato soffice, profumato di vaniglia e realizzato con ingredienti selezionati. La sua superficie velata di zucchero a velo richiama la neve che si posa sulle guglie del Duomo e rimanda alla definizione di Mark Twain, che nel 1869 lo descrisse come una “montagna di pietra dal tetto color neve”.

Lo chef lo racconta così: “PanD’Om, insieme ai biscotti allo zafferano e riso, è la novità di questo Natale. Nei nostri prodotti c’è la bontà che nasce dal tempo della lievitazione naturale, come il tempo che custodisce il Duomo nella sua unicità”.

La visita al Duomo in regalo con panettone e pandoro

duomo-di-milano

Con l’acquisto del Panettone D’Om de Milan o del PanD’Om, entrambi al prezzo di 52 euro e disponibili al Duomo Shop o sul sito, sono inclusi due biglietti per la visita del Complesso Monumentale del Duomo di Milano. Non un semplice ingresso, ma un percorso completo che comprende la Cattedrale, la salita alle Terrazze in ascensore (per ammirare Milano dall’alto, tra le guglie e le statue) e il Museo del Duomo, dove sono conservati tesori artistici straordinari.

Un dono nel dono, appunto: la dolcezza da gustare e la bellezza da contemplare. Un invito a non separare mai il piacere del cibo dalla scoperta culturale, perché l’uno e l’altra si nutrono reciprocamente.



Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici