L’importanza della vitamina D in una serie in sei atti tra i Borghi più belli d’Italia
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 16/03/2026
A prima vista sembra un abbinamento strano. Salute, territorio, fiction, borghi. Eppure, è esattamente il tipo di connessione che cerco quando racconto l’Italia che mi piace — quella in cui il luogo non è mai uno sfondo, ma un personaggio a tutti gli effetti.
“Tra il Dire e il Fare” è la web serie realizzata da Format Medicom e promossa da IBSA Farmaceutici Italia, dedicata al tema dell’ipovitaminosi D. Sei episodi da circa nove minuti ciascuno, disponibili sul canale YouTube di IBSA e sul sito istituzionale.
Un progetto che ha scelto di raccontare la vitamina D non attraverso grafici o spot televisivi, ma attraverso storie ambientate in altrettanti borghi certificati dal circuito I Borghi più belli d’Italia.
Le location sono state girate tra giugno e luglio 2025: Maruggio in Puglia, Monteverde in Campania, Montechiarugolo in Emilia-Romagna, Laigueglia in Liguria, San Gemini in Umbria e Clusone in Lombardia. Una mappa dell’Italia minore, del paesaggio quotidiano, del luogo vissuto. Non le solite cartoline.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio de I Borghi più belli d’Italia, che ne ha riconosciuto — cito il comunicato — il valore culturale e territoriale. Non è un dettaglio. Significa che questi borghi non sono stati scelti come semplici scenografie, ma come interlocutori.
Indice
La carenza di vitamina D in Italia
Prima di parlare del format, vale la pena fermarsi sul dato che ne è all’origine. Secondo un Rapporto ISS del 2023, circa il 60% della popolazione italiana presenta livelli insufficienti di vitamina D, con punte superiori al 70% nella fascia anziana. Un Paese soleggiato come l’Italia, dove la carenza di un elemento prodotto principalmente attraverso l’esposizione alla luce solare colpisce più di metà dei cittadini.
Le cause sono molteplici: stili di vita sempre più indoor, abitudini alimentari che escludono i principali alimenti fonte (pesce grasso, uova, latticini interi), scarsa consapevolezza dei sintomi — che spesso si confondono con stanchezza ordinaria. È un tema di salute pubblica che fatica a trovare spazio nel dibattito quotidiano, proprio perché i segnali sono silenziosi.
Ed è qui che entra in gioco la scelta narrativa di IBSA che non vuole essere allarmistica ma di approfondimento e chiarezza.
Fiction e scienza per spiegare l’importanza della vitamina D
La struttura della serie è pensata a due livelli. La componente di fiction mette in scena situazioni concrete, quotidiane, riconoscibili. Al termine di ogni episodio, specialisti — riuniti in un board multidisciplinare con competenze in reumatologia, ortopedia e metabolismo osseo — riprendono i temi emersi e li contestualizzano sul piano scientifico. Un raccordo tra racconto e realtà clinica.
Dario Nuzzo, giornalista, autore televisivo e fondatore del Metodo MEDICOM®, spiega così la logica del progetto: “Oggi la compliance non nasce dall’allarmismo, ma dalla riconoscibilità narrativa. Se il paziente non si vede nel racconto, difficilmente agirà nel reale.” Il Metodo MEDICOM® è un sistema proprietario di comunicazione audiovisiva applicato al farmaceutico, che integra narrazione emozionale, validazione scientifica e distribuzione omnicanale.
Il progetto sarà presentato come caso studio all’interno del Master in Divulgazione Scientifica dell’Università di Siena, nel modulo dedicato all’evoluzione dello storytelling farmaceutico, previsto per maggio 2026. Un riconoscimento accademico che dice qualcosa sul valore metodologico dell’iniziativa, al di là dei numeri di visualizzazione.
Perché il territorio fa la differenza
Quello che mi colpisce di più, da chi si occupa di comunicazione territoriale, è la scelta dei borghi come elemento strutturale del racconto — non decorativo. Le persone che incontrano la vitamina D (o il suo deficit) in questi episodi vivono in questi posti. Si svegliano con quella luce, camminano su quelle pietre, mangiano in quei cortili.
Intrecciare salute e quotidianità nei luoghi e nelle comunità è la scelta più audace del progetto, e forse la più riuscita. Perché la salute, come il cibo, non è astratta. È sempre incarnata in un contesto, in un paesaggio, in un’abitudine.
DOVE VEDERE LA SERIE
“Tra il Dire e il Fare” è disponibile gratuitamente sul canale YouTube ufficiale di IBSA Farmaceutici Italia e sul sito istituzionale ibsafarmaceutici.it. Sei episodi, circa 9 minuti ciascuno.
Borghi coinvolti: Maruggio (Puglia) · Monteverde (Campania) · Montechiarugolo (Emilia-Romagna) · Laigueglia (Liguria) · San Gemini (Umbria) · Clusone (Lombardia)
Un modello replicabile — e una domanda aperta
Nuzzo parla di modello replicabile in altre aree terapeutiche. Ed è qui che mi fermo a pensare come giornalista, non come spettatrice. Se la Disease Awareness — la comunicazione sulla salute rivolta ai pazienti — imparasse davvero a parlare attraverso il territorio, cosa cambierebbe?
Potrebbe essere un modo per fare si che il paziente smettea di essere un destinatario passivo di informazioni e diventi un abitante di un racconto. L’infotainment — termine un po’ abusato ma qui pertinente — può fare educazione sanitaria senza rinunciare alla dignità narrativa.
Non so ancora se la serie di IBSA raggiungerà gli obiettivi di comprensione e memorabilità dichiarati. I dati di engagement arriveranno. Ma il tentativo è onesto, il tema è importante. Vale la pena vederla, anche solo per informarsi di più sull’importanza della Vitamina D per la nostra salute.
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