Arriva il lecca lecca al gusto di polpetta Ikea

Arriva il lecca lecca al gusto di polpetta Ikea e puoi assaggiarlo gratis

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 15/04/2026

All’inizio sembrava una di quelle trovate da social media manager in vena di pesci d’aprile. E in effetti era così. Poi, però, ci hanno pensato bene e la notizia è che il lecca-lecca al gusto polpetta è diventato reale.

Il primo aprile, IKEA e Chupa Chups avevano lanciato la provocazione: un lecca-lecca ispirato al gusto delle iconiche polpette svedesi. Una trovata perfetta per il calendario, a metà tra ironia e marketing. Oggi, a distanza di due settimane, quella che sembrava una gag si trasforma in prodotto. In edizione limitata, ma pur sempre reale.

Dal pesce d’aprile allo scaffale

La notizia segue una dinamica interessante: non è stata l’azienda a inventare il prodotto, ma il pubblico a decretarne la nascita. Dopo l’annuncio del 1° aprile, la reazione è stata talmente entusiasta da convincere IKEA e Chupa Chups a fare sul serio.

Come ha spiegato Javier Quiñones, commercial manager del Gruppo Ingka, l’idea era troppo divertente per restare solo uno scherzo. E così è partita la produzione: un milione di lecca-lecca distribuiti nei negozi IKEA di tutto il mondo nel mese di giugno. Ma se vieni al Fuorisalone, potrai assaggiarlo in anteprima.

Attenzione però: non si comprano. Si assaggiano gratis, come un piccolo premio per chi entra in negozio.

Che sapore ha esattamente?

La domanda che tutti ci stiamo ponendo è la stessa: che sapore ha questo esattamente? Diciamo subito che non si tratta di una semplice polpetta zuccherata, ma di una reinterpretazione più complessa: Chupa Chups ha trasformato in versione dolce il profilo aromatico delle celebri meatballs IKEA, includendo anche il contrasto del loro contorno più iconico, la salsa ai mirtilli rossi.

Il risultato? Difficile da immaginare ma l’azienda sostiene che il lecca-lecca si muove su un equilibrio delicato tra dolce e salato. Diciamolo: probabilmente non diventerà il tuo snack preferito. Ma tanto non è stato creato per essere buono, semmai per essere raccontato, condiviso, fotografato e vivere sui social.

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici