Accordo che tutela 36 Dop e Igp a Singapore - InformaCibo

Accordo che tutela 36 Dop e Igp a Singapore

Il ministro Gian Marco Centinaio sul via libera all’accordo: "Risultato importantissimo per sistema agroalimentare italiano"

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 15/07/2019

L’Italia, nel quadro della procedura di entrata in vigore dell’Accordo di libero scambio fra l’UE e Singapore, ha ottenuto la registrazione e la protezione, da parte delle autorità locali competenti (Intellectual Property Office of Singapore- IPOS), di ben 36 Indicazioni Geografiche tra cui Aceto balsamico di Modena, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Arancia Rossa di Sicilia, Mele dell’Alto Adige, Grappa, Chianti, Francia corta, Prosecco e diverse altre tra le più importanti denominazioni italiane d’eccellenza.

Lo annuncia, in una nota dell’ufficio stampa del Mipaaft,  il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio.

Si attende adesso la conclusione della procedura di valutazione da parte di IPOS per ulteriori domande di protezione e registrazione presentate dai Consorzi italiani.

La dichiarazione del Ministro delle Politiche agricole alimentari e del turismo Gian Marco Centinaio

“L’accordo bilaterale siglato con Singapore -dichiara il Ministro Centinaio-  è un risultato davvero significativo per l’intero sistema agroalimentare italiano. Un traguardo che ci permette di avere, in un Paese piccolo ma ricco, lo strumento giuridico necessario per poter difendere le nostre indicazioni geografiche contro imitazioni che danneggiano non soltanto i produttori italiani ma anche i consumatori locali, sulle cui tavole rischiano di giungere prodotti spacciati per italiani che nulla hanno in realtà a che vedere con gli elevati standard qualitativi e i sistemi ineccepibili di controllo delle nostre filiere. Questo accordo si aggiunge all’ottimo lavoro che stiamo facendo per combattere e sradicare ovunque nel mondo il fenomeno dell’abuso delle indicazioni geografiche italiane e la contraffazione dell’agroalimentare di qualità del nostro Paese, a difesa internazionale delle nostre rinomate e prestigiose Igp, Dop, Doc e Docg”.

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