Cheese - Le forme del Latte a Bra dal 18 al 21 settembre - InformaCibo

Cheese – Le forme del Latte a Bra dal 18 al 21 settembre

di Informacibo

Ultima Modifica: 17/09/2015

Dal 18 al 21 settembre a Bra (Cn) si tiene la decima edizione di Cheese – Le forme del Latte, manifestazione biennale organizzata da Slow Food Italia e Città di Bra. In queste dieci edizioni di Cheese il mondo dei formaggi è cambiato profondamente.
Era il 1997 quando la manifestazione dedicata alle forme del latte ha innescato per prima il dibattito sul settore lattiero-caseario, con tante battaglie vinte, come quella sul latte crudo, e molte ancora da affrontare, come quella sui fermenti. Il tutto sempre con un approccio che privilegia il piacere legato al cibo e la voglia di approfondire, attraverso le degustazioni e le conferenze, l’incontro con casari e affinatori e le attività per i più piccoli.

Inaugurazione venerdì 18 settembre 2015, ore 10,30
Palco, piazza Caduti per la Libertà
Bra
Intervengono:

Bruna Sibille, sindaco Città di Bra
Sergio Chiamparino, presidente Regione Piemonte
Maurizio Martina, ministro Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Carlo Petrini, presidente Slow Food

Durante la cerimonia saranno consegnati i premi di Resistenza Casearia, dedicati a quei pastori e a quei casari artigiani che rifiutano le scorciatoie della modernità e che testardamente continuano a produrre formaggi rispettando naturalità, tradizione, gusto.

A seguire, taglio del nastro in piazza XX Settembre. In rappresentanza dei giovani casari presenti a Cheese, taglierà il nastro Guilherme “Capim” Ferreira, veterinario e produttore di formaggi di São Roque de Minas (Brasile), tra i premiati di Resistenza casearia.
In caso di maltempo la Cerimonia si terrà presso il Teatro Politeama Boglione, in piazza Carlo Alberto.

Il programma Cheese 2015 offre la possibilità di passeggiare tra le vie del comune di Bra e scoprire e assaggiare centinaia di varietà di Formaggi fra i vari stand presenti.
La Gran Sala dei Formaggi ospita quest'anno la produzione casearia spagnola. Ai Formaggi iberici vengono abbinati vini selezionati dalla Banca del Vino di Pollenzo e disponibili anche nell'Enoteca, spazio dell'evento dedicato al vino che offre più di 700 etichette italiane.
Per chi al vino preferisse un boccale di birra, la Piazza della Birra offre un elenco di etichette che variano dai classici Baladin, Beba e Birra del Borgo a nuove realtà come Canediguerra.

Cheese dispone inoltre di un'area Mixology dove è possibile non solo assaggiare cocktail innovativi e originali ma anche imparare a realizzarli attraverso i laboratori tenuti da esperti bartender.
Tra i vari abbinamenti, immancabile è l'associazione del Formaggio alla pizza. Per questo, nella Piazza della Pizza si potranno gustare specialità realizzate da alcuni dei migliori pizzaioli italiani dell'Associazione Verace Pizza Napoletana. Per la decima edizione, due novità: uno spazio didattico dedicato ai più piccoli, che potranno divertirsi con le mani in pasta e i Laboratori di Pizza, dove i maestri pizzaioli svelano i segreti del mestiere.

Formaggi a parte, all'evento è possibile degustare panzerotti, arancini, panini e tante altre golosità street food offerte dal Consorzio della Focaccia di Recco, Migliori Olive all'Ascolana, Zena Zuena e Meataly La Granda.
Non mancano i Laboratori del Gusto, che propongono 35 incontri con esperti del settore sulla biodiversità casearia. All'interno dei laboratori vengono organizzate degustazioni per guidare il consumatore all'analisi sensoriale delle diverse tipologie di Formaggio.
Altri appuntamenti imperdibili sono quelli curati da Slow Food Educazione.

Tra questi, il Master of Food offre lezioni di abbinamento Formaggio/birra artigianale ai giovani under 30.Conferenze, incontri con gli chef e con i produttori, l'offerta è ampia per chi vuole acquisire delle conoscenze sul prodotto. Fra i temi che verranno approfonditi c'è quello del benessere animale, argomento che passa spesso in secondo piano quando si parla di gastronomia e che verrà analizzato nei Laboratori del Latte. Ma non dimentichiamo il tema principale: la montagna. Gli stessi laboratori si impegnano a comunicare al pubblico l'importanza degli alpeggi e di tutta la filiera dei latticini che vengono prodotti nelle aree montuose della Penisola.A intrattenere gli ospiti, Cheese on Stage, spettacolo che prevede proiezioni e appuntamenti musicali tutte le sere.

L'ingresso è libero, ma alcune sale sono a pagamento: la Gran Sala dei Formaggi, l'Enoteca, i Laboratori del Gusto e il Master of Food.
Cheese 2015 | Bra (CN) | dal 18 al 21 settembre 2015 | via Mendicità Istruita, 14 | tel. 0172 419611 |

 
Parmigiano Reggiano al Cheese:
obiettivo puntato sugli Stati Uniti e sull'alimentazione delle bovine
 
Il direttore Deserti: "dalla naturalità dei foraggi l'eccellenza in qualità". Si consolida il rapporto con la Whole Foods Markets. Obiettivo: battere i falsi Usa. Focus sul Parmigiano Reggiano di montagna, che vale 3,5 milioni di q.li di latte trasformato
Reggio Emilia, 17 settembre 2015. Occhi puntati sulla qualità, ma anche sul rafforzamento degli scambi con il mercato statunitense, che continua ad aumentare l'import: il Consorzio del Parmigiano Reggiano si presenta così a Cheese di Bra, la manifestazione che Slow Food dedica alle eccellenze del mondo dei prodotti lattiero caseari e che quest'anno si tiene dal 18 al 21 settembre.

"Abbiamo calendarizzato tante iniziative – spiega il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti (nella foto), finalizzate a valorizzare la completa naturalità del prodotto e l’attenzione che viene riservata alle materie prime, partendo direttamente dalla scelta e dalla cura dell’alimentazione delle bovine che producono il latte per il Parmigiano Reggiano".
Proprio in questo senso, tra gli eventi del Consorzio assume una particolare rilevanza il convegno "Good feed for good cheeses”, che vedrà fianco a fianco il Parmigiano Reggiano e il Comté AOP: "due eccellenze – spiega Deserti – che in comune hanno proprio l'assoluta naturalità e una particolare cura dell'alimentazione delle bovine da latte, nella quale è assolutamente proibito l'uso di materie prime fermentate o insilate".
E' proprio a questo appuntamento (domenica 20 settembre alle ore 11,00 nella sala stampa di Slow Food) che interverrà Cathy Strange, la selezionatrice di formaggi della famosa catena distributiva americana Whole Foods Markets, il colosso della distribuzione Usa che nel luglio scorso ha scelto il Parmigiano Reggiano come prodotto di punta per qualificare l'intera offerta di formaggi della catena, orientandosi su un prodotto selezionato di almeno 24 mesi che viene porzionato nel punto vendita.

"Quell'accordo e questa presenza di Cathy Strange – sottolinea il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano – rappresentano una delle migliori risposte possibili – in assenza di tutele anche legislative che stiamo sollecitando nell'ambito dei negoziati TTIP in corso tra Unione Europea e Stati Uniti – al fenomeno delle frodi, che negli Usa si traducono in circa 100.000 tonnellate all'anno di consumi di "parmesan" immesso sul mercato e venduto facendo presumere (con il ricorso a marchi, bollini, simboli che richiamano il tricolore) che abbia un'origine italiana".

Al convegno, insieme al presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, al direttore Riccardo Deserti e a Cathy Strange, interverranno il direttore Comité Interprofessionnel du Gruyére de Comté, Valéry Elisseeff, e il prof. Silvio Greco, docente di Produzioni agroalimentari all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Molto spazio, nell'ambito dell'edizione 2015 del Cheese di Bra, sarà riservata ai caseifici del Parmigiano Reggiano (impegnati in degustazioni anche con abbinamento con vini, aceto balsamico tradizionale di Modena e birre di qualità) e, soprattutto, al formaggio di montagna delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna (sinistra Reno).
Con 3,5 milioni di latte trasformato annualmente, il Parmigiano Reggiano rappresenta, infatti, la più importante Dop per la montagna italiana ed europea.

 

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano e il tema di Cheese 2015

 

Il tema di Cheese 2015, “alle sorgenti del latte” – calza perfettamente con gli obiettivi della partecipazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano, che è anche sostenitore della manifestazione, obiettivi che seguono due direttrici.

Innanzi tutto, saranno presentati nello stand del Consorzio i caseifici produttori di Parmigiano Reggiano delle zone di montagna, per i quali l’ente di tutela ha dato piena applicazione del Pacchetto qualità del 2012 (Reg. UE 1151/2012), che autorizza di definire il “Parmigiano Reggiano – Prodotto di montagna”.
La normativa europea infatti consente di portare a conoscenza dei consumatori la particolarità dell’origine del prodotto alimentare fatto in montagna, cercando di favorire una maggiore valorizzazione delle produzioni fatte in zone disagiate e con maggiori costi produttivi.
Verranno presentate anche le regole del Progetto qualità del Consorzio, che porteranno a un’ulteriore differenziazione tramite un’accurata selezione qualitativa del formaggio di montagna.
Sempre per evidenziare il legame al territorio ed alla produzione artigianale dei nostri caseifici, sarà in programma un interessante Laboratorio del gusto, organizzato da Slow Food in collaborazione col Consorzio, che avrà come tema: “Alti incontri: il Parmigiano Reggiano di montagna incontra il Barolo”, in cui saranno presentati in degustazione guidata dei formaggi di caseifici dell’Appennino emiliano abbinati con il più rinomato dei vini rossi piemontesi.

L’altro tema che il Consorzio vorrà evidenziare sarà “il latte da erba e da fieno”.
La qualità finale del formaggio, infatti, nasce dalla cura nella produzione dei foraggi e nell’alimentazione delle mandrie. Questo è strettamente in accordo con il tema della manifestazione; “alle sorgenti del latte” deve infatti esserci la scelta di alimentare le bovine in modo naturale. E la scelta che fecero i produttori riuniti nel Consorzio scrivendo il primo disciplinare nel 1954 fu da subito molto precisa: basare l’alimentazione delle vacche sui foraggi locali naturali, cioè l’erba fresca o il fieno, proibendo i foraggi fermentati, su tutti l’insilato di mais; scegliendo quindi la via dei prati stabili e dell’erba medica, fresca o essiccata, condizione indispensabile per l’altra grande via maestra, produrre senza additivi.
Scelte queste che ancora oggi vengono salvaguardate nel disciplinare e nella pratica dei produttori di Parmigiano Reggiano, che vogliono custodire così una fedeltà alla tradizione, base per l’affermazione e il riconoscimento del Parmigiano Reggiano sui mercati.

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