Chiude in anticipo la mostra: Parma è la Gazzetta. 285 anni di giornalismo

Pubblichiamo l’editoriale “Il nostro omaggio alla città” scritto da Claudio Rinaldi direttore della Gazzetta di Parma

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 21/03/2020

Con la sospensione di “Parma capitale della cultura italiana chiude anche la mostra “Parma è la Gazzetta. Cronaca, cultura, spettacoli, sport: 285 anni di giornalismo”, dedicata alla storia del quotidiano che dal 1735 racconta le vicende del territorio e la storia della città.

E’ stata inaugurata ufficialmente il 13 gennaio dopo la visita, in anteprima domenica 12 febbraio,  del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.  Alla chiusura della Mostra, che rientrava tra gli eventi di Parma 2020, è dedicato l’editoriale di oggi, 21 marzo 2020, della Gazzetta di Parma.

Bruno Rossi, già direttore della Gazzetta e Claudio Rinaldi

L’ Editoriale di Claudio Rinaldi, direttore de La Gazzetta di Parma

Questo bruttissimo incubo che stiamo vivendo ci ha portato via anche il sogno di un gran finale della mostra «Parma e la Gazzetta». Abbiamo tristemente smontato i pannelli e rimosso gli oggetti dalle teche, liberando Palazzo Pigorini. È una pagina che si chiude malinconicamente: per il modo, più che per i tempi. Ma la mestizia della chiusura – nulla, sia ben chiaro, in confronto alla tragedia che il mondo sta vivendo – non cancella un mese e mezzo di grandissime soddisfazioni.

Al di là dei numeri (quasi diecimila visitatori in poco più di sei settimane: tantissimi) la più bella soddisfazione è rappresentata dall’entusiasmo dei lettori, che hanno apprezzato il nostro sforzo per raccontare 285 di storia della “Gazzetta” e del territorio attraverso le pagine storiche più importanti (è stata un’impresa, selezionarne “solo” duecento in quasi tre secoli) e tanti oggetti significativi provenienti dai musei della città e da decine di collezionisti privati.

Per tutti la visita alla mostra ha rappresentato un viaggio nel tempo: ha riaperto cassetti della memoria, ha fatto rivivere eventi indimenticabili.
Dai grandi fatti di cronaca alle imprese del Parma e dei campioni dello sport, dalle prime del Regio ai successi dei grandi protagonisti parmigiani della cultura. E ha dimostrato, prima di tutto, lo strettissimo legame tra il nostro giornale e i suoi lettori. È proprio grazie alla fedeltà dei lettori che la “Gazzetta” è diventata il punto di riferimento che è oggi.

La visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci ha fatto il regalo più bello, visitando la mostra in forma privata il giorno prima dell’apertura al pubblico: il suo vivo interesse e i suoi complimenti ci resteranno per sempre nel cuore.

Altrettanto quelli del presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Più di ogni complimento, però, il termometro del successo, ciò che ci ha fatto capire di aver colto nel segno, è stato l’apprezzamento all’unisono di tutti i parmigiani, giovani e meno giovani. E studenti di ogni età: abbiamo puntato molto sulle visite per le scolaresche, dalle elementari alle superiori, perché è giusto che idealmente il patrimonio di cronaca, di storia, di cultura del territorio, che la “Gazzetta” racconta ogni giorno, entri nel bagaglio di ogni studente.

C’è chi è rimasto a bocca aperta vedendo i titoli di cronaca nera, dal caso Carretta alla tragedia del piccolo Tommy, e chi le copie esposte della “Gazzetta” del Settecento, chi la maglia di lana di Bruno Mora o la bici di Adorni del trionfo di Imola o la medaglia olimpica di Giulia Ghiretti, chi l’abito di Carlo Bergonzi per la sua prima opera da tenore e chi il disegno della carrozza funebre costruita per trasportare le spoglie di Maria Luigia in Austria.

Chi è rimasto affascinato dagli aneddoti di quel gigante del giornalismo che è stato Egisto Corradi e chi dagli scatti degli eventi di cronaca e dei personaggi passati da Parma ripresi dai fotoreporter della “Gazzetta”, dai «Parmigiani» di Edoardo Fornaciari e dal Sessantotto raccontato da Franco Furoncoli.

Le visite guidate hanno avuto un grande successo (e tantissime già in programma, ahinoi, sono state annullate dopo lo scoppio dell’emergenza coronavirus, così come tantissime visite di scolaresche), con prenotazioni esaurite in pochi minuti. Così come gli “incontri in mostra” che abbiamo organizzato: dallo storico Umberto Sereni all’ex inviato del “Corriere” e direttore della “Gazzetta” Bruno Rossi, dal giornalista e narratore Davide Barilli al critico Giuseppe Marchetti, dal prorettore alla ricerca scientifica Roberto Fornari alla professoressa Isa Guastalla, dall’assessore alla Cultura Michele Guerra al direttore del complesso monumentale della Pilotta Simone Verde, dal dialettologo Giovanni Petrolini al cultore delle tradizioni Lorenzo Sartorio, dallo storico del teatro Luigi Allegri, all’enogastronomo Andrea Grignaffini. Tanti incontri, abbinati ad altrettante visite, con un minimo comune denominatore: il tutto esaurito nella saletta al secondo piano.

Noi della “Gazzetta” ci abbiamo messo grande impegno per offrire alla città una mostra che raccontasse la nostra storia, tenendo alto il nome glorioso della testata, e la storia della città e della provincia. Con noi, il colto storico Giancarlo Gonizzi, che ha curato con chi scrive la mostra e raccolto gli oggetti abbinati alle pagine storiche, e il bravissimo grafico Giulio Belletti.

In visita alla mostra il giornalista Chicco Corini e l’ex Rettore dell’Università Nicola Occhiocupo

La mostra “rivive” nei due volumi del catalogo, che è un altro nostro grande motivo di orgoglio: in uno abbiamo riprodotto tutte le pagine esposte in mostra, oltre ad alcuni inserti speciali particolarmente significativi e alle edizioni straordinarie del caso Carretta; nell’altro, oltre cinquanta saggi, scritti da giornalisti della “Gazzetta” e da docenti universitari e studiosi illustri, che raccontano eventi, temi e personaggi di quasi tre secoli di storia della città e li approfondiscono, raccontando come la “Gazzetta” li ha descritti.

Il catalogo può essere prenotato in qualsiasi edicola della città e della provincia o nelle filiali di Crédit Agricole.
Sono stati, la mostra e il catalogo, il nostro tributo alla storia del giornale più antico d’Italia, che ogni giorno cerchiamo di fare più bello, più ricco, più interessante, il nostro «grazie» ai lettori e agli abbonati, il nostro omaggio alla città.

Una pagina storica della Gazzetta dedicata al Prosciutto di Parma

Parma 2020, David Sassoli visita la Mostra della “Gazzetta di Parma”

Parma 2020, David Sassoli alla Mostra della “Gazzetta di Parma”

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