Coldiretti, crolla la produzione di miele -50%

Diego Pagani, presidente Consorzio nazionale apicoltori: “la peggiore stagione della storia"

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 03/09/2019

Crolla la produzione di miele, con quasi il 50 per cento in meno nella raccolta di miele in Italia nel 2019 per effetto dell’andamento climatico anomalo che non ha risparmiato gli alveari e fatto soffrire le api, un indicatore sensibile dello stato di salute dell’ambiente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti.

Abbiamo dovuto affrontare la peggiore stagione della storia. La produzione msi è dimezzata con punte che arrivano al 70%. Per questo abbiamo chiesto la calamità naturale al ministero dell’Agricoltura”,  dice Diego Pagani, presidente del Conapi, il Consorzio nazionale apicoltori. Il consorzio raggruppa 270 aziende, circa 700 apicoltori, con circa 100 mila alveari in tutta Italia (il 45% bio) in grado di produrre fino a 3 mila tonnellate di miele ogni anno.

Al Sana frollini e gelati biologici

Intanto arriva l’annuncio da parte del Conapi che al prossimo Sana, che si apre il 6 settembre, verranno presentati in fiera una nuova linea di prodotti (frollini, gelati) a base di miele biologico.

Albert Einstein sosteneva che: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”

Torniamo ai dati diffusi da Coldiretti sul “crollo” della produzione nazionale di miele.

Causa maltempo le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e il poco miele che sono riuscite a produrre lo hanno mangiato per sopravvivere con il risultato è che quest’anno la produzione nazionale risulterà ben al di sotto delle oltre 23,3 milioni di chili del 2018 mentre le importazioni sono risultate pari a 9,7 milioni di chili nel primi cinque mesi del 2019 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat dalle quali si evidenzia che circa la metà arriva dall’Ungheria  e quasi il 10% dalla Cina.

Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” consiglia la Coldiretti.

Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

Nel BelPaese esistono 50 varietà di miele

In Italia – spiega la Coldiretti – esistono più di 50 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane – conclude la Coldiretti – ci sono 1,4 milioni gli alveari curati da 51.500 apicoltori di cui 33.800 circa produce per autoconsumo (65%) e il resto con partita iva che producono per il mercato (35%).

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