Con lo chef Massimo Spallino alla scoperta erbe magiche della notte di San Giovanni

Alla scoperta delle antiche tradizioni agresti della notte di San Giovanni, con un "Cicerone" d'eccezione, lo chef Massimo Spallino, che accompagnerà i piccoli ospiti in un magico viaggio

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 23/06/2020

Sta arrivando la notte più magica dell’anno, la “notte delle streghe”: San Giovanni, il 24 giugno, è un periodo in cui le tradizioni agresti e ancestrali si ripetono da millenni, e riportano in vita antiche usanze contadine che celebravano così l’arrivo della bella stagione, della terra feconda e dei prossimi racconti.

A raccontare questa speciale usanza, ci pensa lo chef Massimo Spallino, del hotel e ristorante Alla Vecchia Stazione di Roana, sull’Altopiano di Asiago. Lo chef si trasformerà per l’occasione in un magico folletto che accompagnerà i bimbi ospiti dell’hotel alla magica creazione del veliero e delle tradizioni di questa “notte magica”.

Tradizioni antiche che rendono protagonisti fiori ed erbe aromatiche di stagione proprio in questo periodo, come l’Iperico, fiore giallo detto non a caso “l’erba di San Giovanni”, artemisia, ruta, verbena, menta e…albumi d’uovo.

Le erbe di San Giovanni

erba di san giovanni

I piccoli ospiti della “Vecchia Stazione” assieme allo chef Spallino scopriranno così anche le erbe spontanee tipiche di questo periodo e creeranno dei piccoli mazzetti di iperico, da mettere davanti alla porta delle loro camerette, per chiamare la buona sorte.

“Sarà un modo per far scoprire in modo giocoso ai più piccoli antiche tradizioni agresti del nostro territorio, oltre alle erbe spontanee e ai fiori tipici del luogo in questo periodo. Sarà davvero una notte magica” promette chef Spallino,

L’acqua di San Giovanni

Si dice che la rugiada della notte di San Giovanni sia particolarmente magica, per questo ci sono diversi “riti” per raccogliere la “rugiada degli Dei”. Dal rotolarsi nel giardino al mattino presto, al preparare l’acqua di san Giovanni. Questo si fa mettendo in una ciotola una misticanza di erbe e fiori spontanei, scelti tra le specie che nascono spontanee nel proprio territorio, e solitamente dove non devono mancare malva, menta, rosmarino, salvia, fiori di iperico, fiordalisi, lavanda, camomilla, rose…

Il veliero a San Giovanni

A San Giovanni infatti ricorre l’usanza beneaugurante del “veliero”  o della “barca di San Pietro”. È una tradizione rurale diffusa soprattutto in Nord Italia, e in particolare nel triveneto. In alcune zone si usa farlo di rito nella notte tra il 28 e 29 giugno, nel giorno dei SS San Pietro e Paolo, ma in gran parte del nord Italia si usa “crearlo” durante la “magica” notte di San Giovanni.

L’usanza è quella di riempire d’acqua una caraffa, un barattolo, un vaso o  una boule di vetro trasparente per poi versare dentro l’albume di un uovo e riporre il tutto fuori dalla finestra al chiaro di luna, o nel giardino o nell’orto, nella notte tra il 28 e il 29 giugno, o nella notte di San Giovanni, tra il 24 e 25 giugno.
La credenza vuole che San Pietro apostolo – in origine un pescatore – vada a soffiare all’interno dei contenitori facendo apparire una barca, e dimostrando così la sua vicinanza ai fedeli.

La stagione è iniziata sull’Altopiano di Asiago

L’ottima gestione sanitaria della regione Veneto e il continuo calo dei contagi, sempre in calo, ha permesso l’apertura della stagione, mantenendo rigorosi standard di sicurezza ma anche il permesso di vivere le destinazioni turistiche in relax. Anche in montagna “Si abbiamo riaperto da qualche settimana, mantenendo alti standard di sicurezza e innovando l’offerta per permettere ai clienti di godersi il territorio” spiega Massimo Spallino.

I picnic green dello chef

picnic massimo spallino

D’altronde, in montagna, le occasioni per vivere una vacanza nel rispetto del distanziamento sociale ci sono. E dalla prossima settimana, arriveranno anche i “picnic” dello chef.

“I clienti potranno ritirare delle box con i miei piatti, una coperta, e gustare il loro picnic direttamente in natura” spiega Spallino.

Tutto il materiale è in compostabile, in modo che possa essere gettato nell’umido una volta terminato il pranzo

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L'Autore

giornalista