Dazi: dal Wto via libera agli Usa per 7,5 miliardi - InformaCibo

Dazi: dal Wto via libera agli Usa per 7,5 miliardi

L’Italia potrebbe essere il paese più colpito nel settore dell’agroalimentare: vini, formaggi, salumi, pasta

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 02/10/2019

L’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha dato a Washington il via libera alle alle tariffe su beni di importazione dell’Ue per 7,5 miliardi di dollari (6,8 miliardi di euro) in rappresaglia per il supporto illegale del blocco europeo ad Airbus. Con questa decisione gli Usa potranno applicare dazi, anche del 100%, si vedrà la lista di Trump, ma intanto il made in Italy è nel mirino.

Arrivano i primi commenti

L’Italia rischia di pagare un conto di oltre un miliardo per il via libera del WTO all’ aumento delle tariffe all’importazioni fino al 100% del valore attuale che potrebbe colpire per circa la meta’ dell’importo il cibo ma anche la moda, i materiali da costruzione, i metalli, le moto e la cosmetica se gli Stati Uniti decideranno di mantenere le stesse priorità della black list indicata dal Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) e pubblicata nel Registro Federale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al verdetto del Wto nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus.

Tra i settori più a rischio c’è quello dei formaggi, con Parmigiano e Grana Padano in testa, con la filiera mobilitata da Coldiretti, nei giorni scorsi a Bologna, alla presenza del Premier Conte.

L’importo odieno (7,5 miliardi) – secondo la Coldiretti – “è pari a 1/3 dei 21 miliardi minacciati inizialmente dagli Stati Uniti che ora devono avviare la procedura con la pubblicazione già ad ottobre nel registro Federale la nuova lista di prodotti europei da colpire con aumenti di tariffe fino al 100%.  Se saranno mantenute le stesse priorità l’Italia – precisa la Coldiretti – potrebbe essere dopo la Francia il paese più colpito e a pagare il conto più salato rischia di essere proprio l’agroalimentare con vini, formaggi, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua, superalcolici e caffè.

In pericolo – continua la Coldiretti – sono soprattutto i formaggi per le pressioni della lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che ha addirittura scritto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni dal Wisconsin alla California fino allo Stato di New York”.

Da ricordare che quello americano è, dopo la Germania, il secondo mercato estero per Parmigiano Reggiano e Grana Padano per i quali la tassa passerebbe da 2,15 dollari a 15 dollari al kg, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al kg. Ad un simile aumento corrisponderà inevitabilmente un crollo dei consumi stimato nell’80-90% del totale, secondo il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Confagricoltura, scelta lesiva per l’Italia

Gli USA sono il primo mercato extraeuropeo per il comparto agroalimentare, con un valore di oltre 4 miliardi di euro e questa scelta è fortemente lesiva per l’Italia, dichiara a sua volta la Confagricoltura.

Ripercussione anche nel settore vino

E l’Italia enoica, che ha negli Usa il suo primo mercato straniero (1,5 miliardi di dollari nel 2018) qualche ripercussione la sentirebbe, considerando anche che, secondo i dati di WineMonitor-Nomisma, il prezzo medio al litro del vino italiano esportato in Usa è di 5,8 dollari, se si parla di quello in bottiglia, e quindi con margini non elevatissimi.

Secondo la Cia, in ogni caso, i dazi sul vino ora vanno dai 4 ai 15 centesimi di dollaro a bottiglia, e potrebbero raddoppiare.

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