850 olivi da 32 paesi: in Umbria nasce la più grande collezione di olivi al mondo
A Gubbio, su oltre dieci ettari, il CNR-IBBR riunisce genotipi di olivo da tutto il mondo per studiarne biodiversità, adattamento climatico e caratteristiche utili alla ricerca
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 17/09/2026
850 olivi arrivati da 32 Paesi cresceranno d’ora in poi sulle colline di Gubbio. Ci sono varietà coltivate, olivi selvatici e sottospecie che condividono lo stesso terreno in località Montelovesco. Insieme formano Domus Olear∑, una collezione internazionale che riunisce oltre 850 genotipi di olivo geneticamente caratterizzati.
Dietro quei filari c’è il lavoro del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e BioRisorse (CNR-IBBR), realizzato insieme all’Azienda Agricola Di Murro.
.
L’obiettivo? Mettere a disposizione della ricerca un patrimonio genetico che può aiutare a capire come l’olivo reagisce a clima, patogeni e condizioni ambientali diverse e quali caratteristiche potranno essere utili all’olivicoltura del futuro.
Leggi anche: I territori dell’olio extravergine italiano. A ciascuno il “suo”
Indice
Una casa per gli olivi del mondo

Il nome Domus Olear∑ richiama una casa comune per gli olivi del mondo, mentre il simbolo ∑ richiama l’insieme dei genotipi raccolti nella collezione, destinata a crescere nel tempo.
Il progetto nasce dal lavoro scientifico del CNR-IBBR di Perugia, che ha raccolto, caratterizzato geneticamente e riunito in un unico sito materiali provenienti da diverse aree del mondo olivicolo: oltre 850 genotipi unici da 32 paesi, tra cui più di 400 genotipi di olivo selvatico e sottospecie. Le piante sono state moltiplicate per seme e innesto e messe a dimora sui terreni messi a disposizione dall’Azienda Agricola Di Murro.
Per varietà di provenienze riunite in un unico luogo, si tratta della raccolta più ampia mai realizzata. Il valore della collezione sta nella possibilità di conservare nello stesso spazio una grande diversità genetica e di poterla osservare e confrontare nel tempo.
Il DNA per distinguere varietà e sinonimi
Per identificare con precisione questo patrimonio, il CNR-IBBR ha condotto un lavoro di caratterizzazione molecolare sotto la responsabilità scientifica di Soraya Mousavi e quella tecnica di Roberto Mariotti, nell’ambito del progetto Omibreed e con il sostegno dei programmi REACH-XY e Bexyl.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’omonimia e la sinonimia varietale: piante diverse possono avere lo stesso nome, mentre la stessa pianta può essere indicata con nomi differenti. Attraverso marcatori genetici avanzati è stato possibile distinguere questi casi e attribuire alle accessioni un’identità genetica certa.
Un passaggio necessario per una collezione scientifica: conoscere con precisione l’identità del materiale conservato permette infatti di utilizzarlo in modo affidabile negli studi successivi.
Leggi anche: Olio extravergine d’oliva: quanto lo conosci veramente?
Gubbio come laboratorio per l’olivicoltura del futuro

A Montelovesco i diversi genotipi vengono osservati nello stesso ambiente. Le condizioni del territorio di Gubbio permetteranno di confrontare la risposta delle piante agli stress climatici e ai patogeni, studiandone le caratteristiche di adattabilità e resistenza.
Il patrimonio di Domus Olear∑ sarà inoltre messo a disposizione di programmi di breeding e genome editing, mentre lo studio dei metaboliti secondari potrà contribuire ad approfondire le caratteristiche dei diversi genotipi e il loro possibile rapporto con la qualità dell’olio.
La collezione diventa così non soltanto un archivio di biodiversità, ma un insieme di materiali che possono essere studiati per comprendere meglio le caratteristiche dell’olivo e le sue possibilità di adattamento.
Una collezione inserita in una rete internazionale
Domus Olear∑ è collegata a una rete di collezioni italiane e internazionali. Alla struttura è stato assegnato il codice identificativo FAO IT481, che ne consente l’inserimento nei circuiti internazionali e può favorire nuove collaborazioni.
Il patrimonio genetico dialoga con altre collezioni, tra cui quelle del CNR-IBE a Follonica, del CNR-IBBR e del CNR-ISAFOM a Lugnano in Teverina e Assisi, del CREA-OFA e le Banche Mondiali del Germoplasma di Cordoba, Marrakech e Izmir, oltre alle altre collezioni gestite dal Consiglio Olivicolo Internazionale.
Condividi L'Articolo
L'Autore