Export vino italiano +3,3% nel 2018

Superati i 6,2 miliardi nel 2018. Ricci Curbastro (Federdoc): “Aumento frutto di valorizzazione ed impegno anche da parte dei Consorzi di Tutela”

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 13/03/2019

Mentre ci avviciniamo alla prossima edizione di Vinitaly, dal 7 al 10 aprile 2019, i dati sul mondo del vino assumono particolare importanza sia per i vignalioli che per i consumatori.

Gli ultimi dati sull’export arrivano dall’Istat.

Nel 2018 le esportazioni di vino italiano superano i 6,2 miliardi di euro per una crescita in valore del +3,3% rispetto al 2017 (a fronte di un calo del -8,1% in quantità).

I dati Istat sono stati rielaborati dall’Osservatorio Qualivita Wine che sottolinea come il segno positivo dell’export è la costante in tutti i principali mercati di destinazione: dal +4% di USA e Germania, fino al +10,1% della Francia e il +7,5% della Svezia.

Le elaborazioni dell’ Osservatorio Qualivita Wine su dati Istat

Nella “Top ten” si riscontra un lieve flessione solo per Giappone (-0,6%) e Danimarca (-5,9%). Proseguendo, anche Cina e Russia mostrano un freno per l’export vinicolo made in Italy (-2,4%), mentre trend relativi importanti si riscontrano in Polonia (+23,3%), Australia (+18,5%), Corea del Sud (+14,6%). Il 61% dell’export vinicolo italiano in valore è destinato in Europa (+3,2%), il 31% in America (+3,3%), il 7% in Asia (+2,4%).

Volumi: si registra un calo in quantità del -8,1% del totale export

In termini di quantità si registra un calo del -8,1% del totale export vinicolo made in Italy 2018. La flessione soprattutto nel mercato dei paesi europei in cui, considerata la crescita del +3,2% in valore, si è riusciti ad affermare un prezzo decisamente più alto del prodotto esportato: dal -9,6% in Germania, al -8,4% in Regno Unito e addirittura al -18,3% in Francia, sono evidenti le flessioni in volume rispetto ai buoni risultati in termini di valore. Mediamente stabile il volume esportato in America, anche se gli Stati Uniti presentano un +1,5%.

I commneti di Ricci Curbastro (Federdoc) e Ambrogio Manzi, direttore dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna

I dati riportano un risultato evidente per il quale Federdoc sta lavorando da alcuni anni – commenta il presidente Riccardo Ricci Curbastro –, ed è sicuramente una buona notizia, perché indica che c’è un aumento nella remunerazione del vino made in Italy che interessa tutta la filiera a partire dai viticoltori che sono il primo baluardo del sistema dei vini a denominazione. Un trend che si registra già da alcuni anni, e che i dati del 2018 confermano in maniera importante, dovuto all’impegno e alla valorizzazione portata avanti dall’azione delle imprese e dei Consorzi di tutela”.

La crescita dell’export del vino italiano è un risultato importante – commenta Ambrogio Manzi, direttore dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna – e lo è soprattutto alla luce di un dato che evidenzia l’affermarsi del valore riconosciuto alle nostre produzioni in tutto il mondo che significa una maggiore remunerazione per le filiere. Parte di questo successo è da attribuire ai numerosi progetti OCM che consentono attività di promozione commerciale e che riescono ad affermare il valore del nostro vino nei mercati maturi e a sostenere lo sviluppo nelle nuove piazze altrimenti difficili da raggiungere”.

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