Fao: “Dieta mediterranea, esempio di alimentazione”

Al via il progetto “Mediterranean Diet’s principles for Agenda 2030” che rimette al centro del dibattito mondiale identità culturale di comunità locali, sviluppo sostenibile e inclusione sociale.

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 27/09/2019

In una società multietnica, dove tutto si può acquistare e consumare. Dove le tradizioni culinarie si incontrano e si contaminano, la Fao ha pensato bene di rimettere di nuovo al centro del dibattito mondiale la nostra identità gastronomica: la dieta mediterranea. “Un esempio virtuoso di alimentazione che bilancia alla perfezione gusto e valori nutrizionali, e che rappresenta una componente fondamentale dell’identità culturale delle comunità locali e un potente strumento per lo sviluppo sostenibile e l’inclusione sociale”, ha ricordato il nuovo direttore generale della Fao, QU Dongyu, presentando lo scorso 18 settembre a Roma il progetto “Mediterranean Diet’s principles for Agenda 2030”. Il progetto, organizzato e promosso dalla rappresentanza permanente italiana presso l’Onu a Roma, prevede una serie di giornate di studio, riflessioni e approfondimenti scientifici sulla dieta mediterranea, che si svilupperanno nell’arco dei prossimi mesi per concludersi nell’autunno del 2020, decimo anniversario dell’iscrizione della dieta mediterranea nella lista Unesco del patrimonio culturale immateriale.

 

Alleanza aperta

 

All’iniziativa partecipano tanti paesi: Cipro, Croazia, Grecia, Marocco, Portogallo, Spagna, Giordania, Libano, Tunisia, San Marino ed Egitto. Tutti insieme hanno istituito, insieme all’Italia, un’alleanza per difendere i principi originari della dieta mediterranea attraverso un viaggio che spazia in oltre 2000 anni di storia. “Si tratta di un’intesa aperta che si pone come obiettivo la condivisione di un percorso per promuovere uno stile di vita e una cultura dell’alimentazione che su basi scientifiche dimostra di dare benefici in termini di salute, benessere sociale ed economico. Nel contempo, lo scopo è anche quello di promuovere i prodotti che l’Italia e tutti i Paesi del Mediterraneo possono produrre ed esportare”, ha spiegato il segretario generale del ministero degli Esteri, Elisabetta Belloni.

 

Piramide alimentare

 

Per veicolare in modo facile ed intuitivo i principi della dieta mediterranea nel 1992 è stata ideata la “Piramide Alimentare”.  Che, in tempi più recenti (2005), ha subito una sostanziale revisione dovuta sia ai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini della popolazione che alle nuove scoperte scientifiche in ambito alimentare. Ad esempio, i cereali raffinati (pasta, pane bianco, patate) sono stati spostati dalla base alla cima della piramide, tra gli alimenti da consumare con moderazione. L’attenzione infatti si è spostata dal livello di complessità dei carboidrati alla loro capacità di incrementare più o meno velocemente la glicemia nel sangue. I cereali integrali hanno un impatto glicemico minore rispetto a quelli raffinati e sono da preferire. Anche i lipidi hanno subito una modifica: mentre all’apice sono stati lasciati solo i grassi di origine animale come consumo saltuario, i grassi vegetali (come l’olio d’oliva) sono stati spostati alla base come consumo quotidiano. Fra i pilastri della dieta mediterranea, che si troverebbero idealmente alla base della piramide alimentare, ci sono anche aspetti che esulano dall’alimentazione vera e propria e che completano il quadro del regime alimentare perfetto: il piacere e la convivialità dei pasti; la stagionalità dei prodotti; e l’importanza di tenere sotto controllo il peso.

Leggi anche:

Risi italiani, quali sono? Proprietà, varietà, come usarli

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista Osservaitalia