Food: millennials e GenZ cercano qualità, trasparenza e sostenibilità

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 30/11/2018

Le nuove generazioni orientano le loro scelte d’acquisto nel settore alimentare cercando qualità dei prodotti, trasparenza nella comunicazione e sostenibilità ambientale e sociale. Questo quanto emerso al Philip Kotler Marketing Forum al FICO di Bologna, dove Erika Andreetta, partner Retail&Consumer Goods Consulting Leader di PwC, ha presentato i dati dell’ultimo Osservatorio PwC sulle abitudini dei Millennials e della Generation Z.

I giovani nati con la tecnologia in mano guidano e influenzano infatti sempre di più il settore alimentare, determinando il mercato dei prossimi decenni. I numeri della ricerca parlano chiaro: ben il 76% dei Millennials e il 78% della Generation Z pone particolare importanza ai prodotti di qualità, mentre il 73% dei Millennials e il 76% della Gen Z afferma di essere disposto a pagare di più per avere la certezza sulla sostenibilità dei propri marchi alimentari preferiti.

Le nuove generazioni ricercano informazioni fidandosi in primis di parenti e amici (29% Millennials e 28% Gen Z), del passaparola (27% Millennials e 27% Gen Z) e al terzo posto del negozio (26% Millennials e 27% Gen Z). Tuttavia, i canali più efficaci nella comunicazione sulla sostenibilità sono le etichette (49% Millennials e 56% Gen Z), le campagne adv (41% Millennials e 41% Gen Z), i social (31% Millennials e 30% gen Z) e infine i siti internet (30% Millennials e 33% Gen Z). Oltre il 50% dei giovani naviga sui social per scoprire nuovi marchi e prodotti visualizzabili in anticipo da piattaforme come Instagram e Pinterest, usate per leggere recensioni e feedback, ricevere offerte promozionali e visualizzare pubblicità.

 

Le aziende operanti nel food sono già sulla buona strada verso una comunicazione trasparente, poiché il 49% dei Millennials e il 55% della Generation Z percepisce già i propri brand preferiti in modo positivo per quanto riguarda queste tematiche

Erika Andreetta

I social giocano quindi un ruolo sempre più centrale. Il 40% dei Millennials e il 44% della Gen Z ha dichiarato infatti che sarebbe disposto a condividere lo storico dei propri acquisti con il brand preferito. Le aziende dovrebbero quindi dotarsi di strumenti interattivi per incrementare la personalizzazione dell’offerta e la brand loyalty. Inoltre, il 30% condividerebbe foto e video con il proprio brand preferito: i giovani sono dunque disponibili a creare un rapporto di fiducia più interconnesso con le aziende.

Il PwC “Food Trust Program”

In base ai cambiamenti nei modelli di acquisto e i valori che guidano le scelte dei consumatori, PwC ha realizzato un progetto Food Trust Program che punta a migliorare la collaborazione tra le singole componenti della filiera alimentare, in particolare sulla visibilità dell’origine delle materie prime che costituiranno il prodotto finito. Il tradizionale approccio alla tracciabilità non è sufficiente a infondere fiducia nel consumatore. Le imprese devono dotarsi di tecnologie adeguate che supportino il cambiamento e siano in grado di creare un’identità digitale al prodotto, capace di restituire la storia dell’intera filiera garantendo visibilità e trasparenza delle informazioni su di esso.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.