Frutta e verdura nella dieta degli italiani: ancora non abbastanza

Lo rilevano le ricerche dell’Osservatorio Grana Padano e di Coldiretti: nel 2019 siamo sotto la soglia minima quotidiana di 400 grammi, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 11/02/2020

Ci sono ancora troppe poche frutta e verdura nella dieta degli italiani: i giovani ne mangiano circa il 60% e gli adulti l’80% della quantità quotidiana consigliata per un’equilibrata alimentazione protettiva. È quanto rileva una ricerca dell’Osservatorio Grana Padano che ha valutato le abitudini alimentari di 5.500 italiani al fine di fornire i consigli per migliorare le difese immunitarie e difendersi dall’influenza. I risultati della ricerca dimostrano infatti che lo stile alimentare degli italiani non aiuta a fermare i virus influenzali e a migliorare i sintomi dell’influenza visto che non si mangia la giusta quantità di frutta e verdura.

 

Giovani, cattive abitudini

 

Dall’analisi di evince che i giovani (anni 14-18) mangiano meno verdura rispetto agli adulti (anni 18-70) e mediamente consumano, tra verdura cotta e cruda, 217 grammi, gli adulti ne assumono 328 grammi. Entrambe le quantità – spiega l’Osservatorio – non sono sufficienti, secondo quanto raccomandano le linee guida della Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana) che consiglia 400 grammi di verdura al giorno in maggioranza cruda (mediamente 2 porzioni da 200 g cadauna tra cotta e cruda, come pomodori, sedano, finocchi, carote, ma anche zucchine, melanzane, carciofi). La ricerca rileva inoltre che, nel campione preso in considerazione, non solo il consumo di verdura è insufficiente ma anche la quantità di frutta consumata. Di frutta, soprattutto quella di stagione, i ragazzi mediamente ne consumano 63 grammi, cioè meno di un’arancia al giorno, e non superano i 200 g totali quotidiani, a dispetto dei 450 g consigliati dalla Sinu (in media 3 porzioni). Gli adulti, invece, arrivano a 290 g di frutta al giorno.

 

Consumo pro-capite

 

Una tendenza negativa, quella rilevata dall’Osservatorio Grana Padano, che trova conferma che nelle proiezioni di Coldiretti, le quali riportano che dopo tre anni il trend dei consumi di frutta e verdura subiscono una diminuzione del 3% nel 2019, arrivando a 8,5 miliardi di chili. Il consumo pro capite, fa notare anche la Coldiretti, è sceso sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure da mangiare nel corso della giornata, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Un dato ancora più allarmante, se si considera che a consumare meno frutta e verdura sono soprattutto bambini e adolescenti, con quantità che sono addirittura sotto la metà del fabbisogno giornaliero, aumentando così i rischi legati all’obesità e alle malattie ad essa collegate. A provocare il calo, precisa la Coldiretti, è stato il 4% della frutta e il 2% degli ortaggi i quali hanno tenuto meglio per il diffondersi di smoothies, frullati e centrifugati. A livello generale le mele restano il frutto più consumato dagli italiani, seguite dalle arance, mentre tra gli ortaggi sul podio ci sono patate, pomodori e insalate/indivie.

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L'Autore

giornalista Osservaitalia