Gault&Millau debutta in Italia: la guida francese sceglie il Piemonte come sede ufficiale
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 27/01/2026
Cinquant’anni di storia, mezzo secolo passato a mappare l’eccellenza gastronomica internazionale: la guida francese Gault&Millau annuncia ufficialmente il suo debutto in Italia e lo fa scegliendo il Piemonte come sede legale e operativa della futura edizione nazionale.
L’annuncio segna l’ingresso nel nostro Paese di una delle guide gastronomiche più autorevoli al mondo, fondata negli anni Settanta dai giornalisti Henri Gault e Christian Millau. E che con la Michelin non è in competizione.
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Come sarà la prima edizione di Gault&Millau Italia
Nata in Francia e oggi presente in oltre 20 Paesi nel mondo, Gault&Millau si è distinta nel tempo per un approccio critico indipendente e per la capacità di scovare talenti emergenti della cucina. I celebri Toques, termine francese che indica i cappelli da chef e che per Gault&Millau sono come le stelle per la Michelin, inizieranno a comparire sulle vetrine dei ristoranti italiani a partire da gennaio 2027, quando sarà presentata ufficialmente la prima Gault&Millau Italia.
Il piano di mappatura sarà meticoloso e richiederà quattro anni per coprire l’intero Stivale. Un centinaio di ispettori di nazionalità italiana sono già sul campo per scovare non solo il fine dining, ma anche le migliori interpretazioni della cucina di territorio. La prima edizione della Guida Gialla, come viene spesso chiamata la Gault&Millau per il colore della copertina, coprirà Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino Alto Adige, con l’obiettivo di aggiungere nuove regioni ogni anno, in modo da arrivare alla mappatura completa entro il 2031.
Il debutto italiano arriva in un momento simbolico: la cucina italiana è stata recentemente riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, rafforzando il legame tra gastronomia, cultura e identità nazionale.
Il Piemonte capitale della critica gastronomica
La scelta del Piemonte come sede ufficiale non è casuale. “L’arrivo di una guida internazionale come Gault&Millau in Italia e in Piemonte è un risultato straordinario – spiega Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte – e rappresenta un altro tassello per portare l’enogastronomia del nostro territorio sotto i riflettori del mondo”.
Accanto alla pubblicazione della guida, sono previsti una serie di eventi dedicati al pubblico e agli addetti ai lavori, sul modello di quanto già avviene negli altri Paesi in cui la guida è attiva. Incontri, premiazioni e appuntamenti formativi diventeranno parte integrante del progetto editoriale.
A guidare Gault&Millau Italia saranno il ceo Miroslav Lekeš e Daniele Scaglia, general manager: “È un sogno che si avvera, un progetto ambizioso che vogliamo onorare con professionalità e con una narrazione nuova della ristorazione italiana, capace di valorizzare i talenti emergenti e il patrimonio gastronomico di un Paese unico al mond0”.

In cosa si differenzia dalla Guida Michelin?
Mentre la Guida Michelin è storicamente legata alla valutazione del prestigio e della costanza attraverso le sue iconiche Stelle, la Gault&Millau si distingue per un approccio più narrativo e orientato alla scoperta. Il suo focus principale non è solo il fine dining consolidato, ma la capacità di individuare e promuovere i giovani talenti e le nuove tendenze prima che diventino fenomeni di massa. A differenza del sistema stellato, Gault&Millau utilizza un punteggio in ventesimi e l’assegnazione dei “Toques” (i cappelli da chef), mantenendo un tono di voce che punta a incuriosire e coinvolgere il lettore attraverso storie di aziende, famiglie e prodotti, piuttosto che limitarsi a tecnicismi per addetti ai lavori. Questa filosofia si sposa con l’obiettivo di valorizzare non solo il piatto, ma l’intero patrimonio e la cultura del territorio.
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