Gelato confezionato sempre più caro: prezzi in aumento del 40% in cinque anni
Dal 2021 i prezzi del gelato confezionato sono saliti quasi del 40%. Non solo shrinkflation: sui rincari incidono anche inflazione, energia e logistica
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 10/07/2026
Il gelato confezionato costa sempre di più. Non è solo una sensazione da consumatori davanti al banco freezer: i numeri raccontano un aumento netto e concentrato soprattutto negli ultimi cinque anni. Secondo i dati Istat ripresi da un’analisi di Altroconsumo, tra il 2021 e il 2025 l’indice dei prezzi al consumo dei gelati è passato da 97,9 a 136,7, con una crescita complessiva del 39,6%.
In mezzo c’è anche la shrinkflation, cioè la riduzione del peso o del formato a fronte di prezzi uguali o più alti. Alcuni gelati molto noti sono effettivamente diventati più piccoli ma fermarsi qui sarebbe riduttivo. Perché i rincari hanno riguardato anche prodotti rimasti identici per grammatura, segno che il fenomeno è più ampio e ha a che fare con l’inflazione alimentare, i costi energetici e le strategie di prezzo dei singoli marchi.
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Gelato confezionato: i rincari dal 2021 a oggi

Il salto si concentra soprattutto nel biennio 2022-2023, quando anche il resto del comparto alimentare ha registrato aumenti importanti. Nel 2022 i prezzi dei gelati sono saliti del 13% rispetto all’anno precedente; nel 2023 hanno segnato un ulteriore incremento del 16%. Poi la crescita ha rallentato, ma non si è fermata: nel 2024 e nel 2025 l’indice continua a salire, fino a raggiungere quota 136,7.
Il contesto è quello che conosciamo: crisi energetica, costi della logistica, inflazione sulle materie prime e una filiera del freddo particolarmente esposta ai rincari. Il gelato confezionato si è mosso dentro la stessa dinamica che ha coinvolto molti altri prodotti alimentari, ma con un’intensità superiore alla media.
Questione di shrinkflation ma non solo
Negli ultimi anni, segnala Altroncosumo, alcuni gelati confezionati hanno perso peso. Il Magnum Classic è passato da 79 a 75 grammi, il Maxibon da 102 a 96 grammi, la Coppa del Nonno da 72 a 65 grammi. È uno dei segnali più evidenti della shrinkflation: il prodotto si rimpicciolisce, ma il prezzo non segue la stessa direzione.
Il confronto tra 2021 e 2026 mostra bene l’effetto. Il Magnum Classic oggi costa 1,35 euro a porzione e registra un aumento del 26% rispetto al 2021; il prezzo al chilo sale del 32%. Il Maxibon arriva a 1,15 euro a porzione, con un rincaro del 43%, che diventa del 53% se si guarda al prezzo al chilo. La Coppa del Nonno passa a 0,86 euro a porzione, pari a più 25% e a più 38% al chilo.
Cosa guardare al supermercato

Questi numeri mostrano due cose. La prima è che la riduzione del formato c’è stata davvero. La seconda è che, proprio per questo, il dato più utile non è solo il prezzo del singolo gelato ma il prezzo al chilo, che restituisce meglio l’aumento reale.
Per chi compra, la conseguenza è abbastanza chiara: non basta più guardare il prezzo della confezione o del singolo gelato. Bisogna controllare anche peso, numero di pezzi e prezzo al chilo, soprattutto quando esistono più formati dello stesso prodotto.
È un dettaglio meno banale di quanto sembri. Alcune confezioni possono sembrare convenienti perché contengono più pezzi, ma ogni singolo gelato pesa meno. In questi casi il prezzo al chilo diventa il criterio più utile per capire se si sta davvero risparmiando oppure no.
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