Giro del mondo in sei grigliate (più una): dove la brace è un rito, non solo un metodo di cottura
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 04/08/2025
C’è chi la chiama braciata, chi BBQ, chi mangal o asado. Cambiano i nomi, i tagli di carne e le salse, ma l’idea della grigliata è sempre quella: ritrovarsi attorno al fuoco per mangiare, chiacchierare e godersi il momento. Perché, diciamocelo, grigliare è uno di quei piaceri universali che accomuna popoli e culture, dalla Patagonia al Giappone.
E siccome viaggiare alla scoperta (anche) dei piatti altrui, partiamo per un tour delle grigliate nel mondo, perché non è mai troppo tardi per prenotare un volo, un treno o mettersi in marcia e partire.
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Indice
Giro del mondo tra le grigliate

In occasione della loro campagna estiva, Babbel e HelloFresh hanno messo insieme un viaggio gastronomico che vede la griglia protagonista. Partiamo?
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In Giappone si dice yakiniku
Letteralmente: carne alla griglia. Ma lo yakiniku non è solo una tecnica, è un rituale giapponese (che arriva dalla Corea) dove ogni commensale cuoce la sua fettina su un braciere al centro del tavolo. Si usano tagli pregiati come il wagyu, ma anche pollo, agnello, frutti di mare e verdure. Il tutto si accompagna con le salse tare, dolci e saporite, con soia, mirin e un tocco di aglio.
Argentina, dove l’asado è sacro

Altro che BBQ: in Argentina la grigliata è una cosa seria. L’asado è una tecnica di cottura lenta e intensa, tramandata di generazione in generazione. Ogni grigliata ha il suo asador, il maestro della brace. Le varianti sono tante (al palo, a la parrilla, a la llama) ma il punto è uno solo: far festa. E se sei invitato a un asado, presentati affamato (e porta il vino).
In Sudafrica c’è il braai

Il 24 settembre è il National Braai Day, e già questo dice molto. Perché in Sudafrica il braai non è solo un barbecue: è uno stile di vita. Il re della griglia qui è il braaimaster, che arrostisce boerewors (salsicce speziate), sosaties (spiedini marinati) e serve tutto con pap (una specie di polenta) e chakalaka (una salsa piccante di verdure). Il nome deriva dall’olandese braden (ovvero arrostire) ma il significato è: “Porta la birra e rilassati”.
In Turchia si fa il mangal
Nato come braciere portatile per i beduini del deserto, oggi il mangal è la grigliata turca da picnic. Ogni famiglia ha la sua, da accendere nei parchi o sul balcone, con divisione dei compiti ben precisa: chi fa la brace, chi cuoce, chi si gode il tè mentre aspetta. I protagonisti sono gli shishlik, spiedini di manzo o agnello serviti con insalata çoban e pane caldo.
Negli Usa il BBQ è roba da pitmaster

Se pensi che il barbecue sia solo hamburger e salsicce, preparati a un corso intensivo. Negli Stati Uniti, il BBQ è un’arte. In particolare nella cosiddetta Barbecue Belt, che va dalla Carolina del Sud al Texas, dove il pitmaster governa temperature e affumicature come un direttore d’orchestra. Le specialità? Pulled pork, ribs, brisket, spesso cotti per ore e ore.
In Brasile si chiama churrasco

Il churrasco è la grigliata brasiliana che non conosce limiti. Nei ristoranti churrascarias, i camerieri passano di tavolo in tavolo con spiedi giganteschi di carne (espetos), affettandoti picanha, costela, fraldinha e tutto quello che ci sta sopra. Il servizio si chiama rodízio: puoi dire basta solo girando il cartellino sul tavolo da verde a rosso. Se riesci.
I consigli per una grigliata perfetta
Grigliare sembra facile, ma tra falsi miti e piccoli errori ci si può bruciare (letteralmente). Ecco qualche dritta raccolta dagli esperti di HelloFresh:
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Più carbone = più calore? No, anzi: troppa brace può far salire troppo la temperatura e cuocere male la carne.
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Sigillare la carne? Non serve. I succhi escono comunque, meglio non stressare la bistecca.
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Olio sulla griglia? Meglio di no: provoca fiammate e sapori sgradevoli.
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Sale e condimenti? Meglio a fine cottura: esaltano i sapori senza alterare la texture.
E ricordiamoci che anche in Italia la braciata è una piccola istituzione: salsicce, costine, spiedini, melanzane grigliate, peperoni e le immancabili bruschette con pomodoro fresco e olio buono. Il tutto condito da amici, famiglia e magari un bicchiere di rosso.
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