Ho provato la dieta mima digiuno: ecco cosa ne penso
La mia esperienza personale con ProLon, tra curiosità scientifica, zuppe deliziose e un nuovo rapporto col cibo
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 16/10/2025
Perché ho deciso di provare la dieta mima digiuno? Quando si parla di longevità e invecchiamento sano, il nome di Valter Longo è uno dei primi che vengono fuori. La dieta mima digiuno (Prolon è il brand che commercializza in kit i principi della dieta mima digiuno) è diventata famosa in tutto il mondo, accostata al suo nome, e da quando ho iniziato a interessarmi al tema del digiuno e sugli studi che parlano dei possibili benefici per l’organismo, continuavo a sentirne parlare.
In effetti se ne parla molto, forse troppo ultimamente, nel senso che ogni fenomeno che diventa così virale merita un attimo di attenzione e approfondimento in più. Così ho deciso di provare, per curiosità. Ben consapevole che non tratta alcuna patologia è che non è una medicina per la salute, questo va detto. In caso di patologie, gli unici autorizzati a parlare sono i medici.
L’idea di un digiuno completo, però, mi sembrava troppo impegnativa. Non mangiare per giorni? Mi immaginavo già alle prese con giramenti di testa, debolezza, svenimenti e una fame insopportabile. La dieta mima digiuno, invece, prometteva di offrire i benefici del digiuno pur consentendo di mangiare: una via di mezzo che mi sembrava più sostenibile e, francamente, meno spaventosa.
Così, dopo aver letto sul sito di ProLon i vantaggi promessi e i consigli per affrontarla, ho deciso di ordinare il kit. Tra l’altro era in promozione, il che non guasta mai. E qui vi racconto come è andata.
Indice
Per chi ha fretta
Pro:
- Prodotti buoni di sapore e comodi da preparare
- Effetto reset su gusto e appetito
- Approccio più consapevole al cibo
- Tutto organizzato, non devi pensare a niente
Contro:
- Costo elevato (circa 170-180€ per il kit da 5 giorni, di più per il kit Next-Gen)
- Impegnativo
- Richiede le condizioni giuste per essere seguito al meglio
Lo consiglio? Sì, se sei curioso e vuoi provare un approccio scientifico al digiuno. No, se cerchi una soluzione rapida per perdere peso (spoiler: non esistono soluzioni rapide e miracolose per perdere peso in salute).
Per chi vuole approfondire
- Cos’è la dieta mima digiuno di Valter Longo
- Cosa contiene il kit ProLon
- ProLon Reset: l’opzione da un giorno
- La mia esperienza: cinque giorni (quasi) di reset
- Autofagia: il meccanismo della rigenerazione cellulare
- I risultati e quello che è successo dopo
- Il digiuno nelle culture del mondo
- Conclusioni: lo rifarei?
Cos’è la dieta mima digiuno di Valter Longo
La dieta mima digiuno è nata nel laboratorio del professor Valter Longo, biochimico e scienziato italiano, presso la University of Southern California, uno dei centri di ricerca più importanti al mondo per lo studio dell’invecchiamento e della longevità. Si tratta di un programma alimentare di cinque giorni che simula gli effetti del digiuno grazie a un preciso bilanciamento tra macronutrienti e micronutrienti, permettendo di “ingannare” l’organismo facendogli credere di essere a digiuno pur continuando a nutrirsi.
Il protocollo è molto specifico: 1150 calorie il primo giorno e circa 800 calorie dal secondo al quinto giorno, con un apporto principalmente di carboidrati e grassi insaturi di origine vegetale. Non è una dieta “fai da te”, ma un programma scientifico basato su oltre vent’anni di ricerche.
Come è nata e perché funziona
Nel 2018, la rivista Time ha inserito Valter Longo nella sua lista delle “50 persone più influenti al mondo nel campo della sanità“. Longo è noto per i suoi studi sulla longevità e la dieta mima-digiuno ed è professore di Gerontologia all’Università della California del Sud (USC). Le ricerche hanno dimostrato che questo approccio può aiutare a ridurre i fattori di rischio associati all’invecchiamento, come le malattie cardiovascolari, il diabete e l’obesità.
Il meccanismo chiave è l’autofagia: quando il digiuno supera i tre giorni, il corpo attiva un livello successivo di “difesa protettiva e ringiovanente” che permette alle cellule di rigenerarsi. Ma ne parleremo più nel dettaglio tra poco.
I benefici affermati sul sito ProLon includono il miglioramento dei valori del sangue, il mantenimento della massa magra con riduzione del grasso viscerale, il supporto ai livelli di colesterolo e la riduzione dell’infiammazione.
Cosa contiene il kit ProLon
La dieta Prolon si ordina online dal sito ufficiale e si può personalizzare secondo i propri gusti. Il pacchetto arriva a casa già tutto organizzato: cinque scatole, una per ogni giorno, ognuna con tutto quello che serve. Questa è stata una delle cose che ho apprezzato di più – non devi pensare a niente, è tutto già dosato e pronto. Il giorno 1 apri la scatola 1 e così via.
Il contenuto giornaliero
Ogni kit contiene zuppe preparate con ingredienti vegetali naturali (verdure, minestrone, quinoa, funghi, pomodoro), barrette alle noci con mandorle, noci di macadamia e pecan, snack come olive e cracker di cavolo kale, integratori che forniscono multivitaminici, aminoacidi, minerali e omega-3, la bevanda al glicerolo L-Drink, destinata a preservare la massa magra e sostenere l’idratazione, che va diluita in acqua secondo istruzioni allegate, che accompagna le giornate del digiuno.
Le tisane meritano una menzione speciale: il tè alla menta e limone è davvero delizioso. E le zuppe? Sono così buone che mi sono ritrovata a pensare: “Ma perché non le vendono separatamente?”. Seriamente, vorrei poterle acquistare anche da sole.
Le differenze tra i menu
ProLon offre diverse varietà di menu (Classic, più altre 3 varietà) che si differenziano principalmente per i gusti delle zuppe, mantenendo però le stesse caratteristiche nutrizionali. Ora c’è anche la varietà Next Gen con nuovi gusti e il programma Reset di un giorno che non ho ancora provato, ve ne parlo più avanti. Io ho scelto il menu Classic, quello originale, con i gusti classici come minestrone, verdure, pomodoro e funghi. Alcuni prodotti (ma non le zuppe) vengono venduti anche separatamente.
ProLon Reset: l’opzione express da un giorno
Una novità che ho scoperto durante le mie ricerche è ProLon Reset, un kit nutrizionale da un giorno che utilizza la stessa tecnologia mima digiuno per aiutare a resettare l’organismo.
È pensato per chi vuole provare il digiuno intermittente o per concedere al corpo una pausa dopo periodi di alimentazione poco equilibrata. L’idea mi intriga, non lo nego: un giorno solo sembra molto più gestibile dei cinque giorni completi, e potrebbe essere perfetto per quei momenti in cui senti il bisogno di un reset dopo un weekend di eccessi.
Può essere usato anche nell’ambito della dieta 5:2, dove per due giorni alla settimana si segue il protocollo Reset e negli altri cinque si mangia normalmente. Sono davvero curiosa di provarlo, magari come “manutenzione” dopo aver completato un ciclo completo di cinque giorni. L’acquisto una tantum al momento sul sito costa 39 euro, 37 se ci si abbona a una spedizione periodica e 99 euro con il bundle di 3 kit Reset Prolon.
La mia esperienza: cinque giorni (quasi) di reset
Quando il pacchetto è arrivato, ero determinata. Tutto perfettamente organizzato, con istruzioni chiare e confezioni divise per ogni giorno. L’unica preparazione richiesta riguarda le tisane e le zuppe – basta aggiungere acqua calda. Il resto sono barrette, cracker e olive già pronte.
Il primo giorno: partenza tranquilla
Il primo giorno è filato via abbastanza liscio. Le 1150 calorie si fanno sentire meno di quanto temessi. La zuppa a pranzo era confortante, le barrette sorprendentemente sazianti. Mi sentivo motivata e curiosa di vedere come sarebbe andata. Non è comunque un gioco e mantenere il regime è impegnativo.
Il secondo giorno: ossessione cibo
Ecco, il secondo giorno è stata tutta un’altra storia. Praticamente pensavo solo al cibo. Ogni. Singolo. Momento. Aprivo il frigo “per vedere cosa c’era” (spoiler: le stesse cose di sempre), sfogliavo ricettari, guardavo programmi di cucina. Anche preparare i pasti per la mia famiglia sembrava una tortura – il profumo del cibo vero mi seguiva ovunque.
Il terzo giorno: il punto più difficile
Il terzo giorno è stato il più impegnativo. Un leggero mal di testa mi accompagnava, ero più irritabile del solito. Probabilmente il mio corpo stava iniziando davvero l’autofagia, quel processo di pulizia cellulare di cui tanto si parla. Ma sul momento, non mi importava della scienza – volevo anche solo i creaker e le olive di merenda.
Autofagia: il meccanismo della rigenerazione cellulare
Ma cos’è esattamente questa autofagia di cui si parla tanto? Vale la pena capirlo, perché è il nocciolo scientifico di tutto il discorso sul digiuno e la longevità.
Il Premio Nobel che ha cambiato tutto
Nel 2016 il biologo cellulare giapponese Yoshinori Ohsumi ha vinto il Premio Nobel per la Medicina proprio per i suoi studi sui meccanismi dell’autofagia. Il termine deriva dal greco: “auto” (se stesso) e “phagein” (mangiare). Letteralmente, mangiare se stessi.
L’autofagia è un processo naturale di “pulizia” interna che permette alle cellule di rimuovere parti cellulari invecchiate, danneggiate e malfunzionanti, scomporle in blocchi e riutilizzarli come fonte di energia o per costruire nuove strutture. È come un sistema di riciclaggio interno del nostro corpo.
Quando si attiva e perché è importante
L’autofagia inizia ad attivarsi dopo circa 12-16 ore di digiuno, diventa più significativa dopo 16-18 ore, e raggiunge livelli molto intensi dopo 24 ore. La privazione di cibo, come nel digiuno, promuove l’autofagia conducendo a un rallentamento dei processi di invecchiamento.
I benefici? Gli studi su animali hanno dimostrato che il digiuno aumenta l’autofagia ed sarebbe collegato a un invecchiamento ritardato e a un ridotto rischio di malattie. Studi sull’uomo mostrerebbero che il digiuno intermittente riduce il danno ossidativo e promuove cambiamenti collegati alla longevità.
In parole povere, l’autofagia aiuta a eliminare materiale tossico dall’organismo, favorisce la biogenesi dei mitocondri, compie un rinnovamento profondo della cellula e mantiene l’omeostasi cellulare. In parole semplici: è un reset completo a livello cellulare. Così dicono gli studi (più sotto, trovate le fonti che ho usato per questo articolo, che consiglio sempre di consultare integralmente, visto che questa è la mia esperienza e vuole dare solo una panoramica su un fenomeno che sta diventando sempre più popolare)
I risultati e quello che è successo dopo

Il quarto giorno: la resa (parziale)
Arrivo al quarto giorno e devo essere sincera: ho mollato. Forse ho sbagliato a fare questa dieta mentre la mia famiglia mangiava normalmente e io dovevo cucinare per loro. Probabilmente lavorare a tempo pieno mentre si fa un reset così intenso non è l’ideale. È una cosa molto mentale, e forse non mi sono messa nelle migliori condizioni.
Così ho interrotto il digiuno completo. Ho continuato a mangiare i prodotti ProLon , ma ho aggiunto qualcos’altro senza digiunare proprio. Un po’ di riso, delle olive…
I benefici che ho sentito comunque
Eppure, anche così, i benefici li ho sentiti. Almeno credo. Da quel momento è come se il mio gusto si fosse resettato. Anche l’appetito è cambiato. Non ho perso peso durante la dieta – e penso che non sia nemmeno questo il vero senso della dieta mima digiuno, anche se alcuni lo perdono.
Ma ho iniziato a perderlo DOPO. Poco per volta. Come se il metabolismo si fosse risvegliato. Come se avessi sviluppato un approccio più consapevole al cibo: sono sazia prima, non ho più voglia di strafogarmi, ascolto di più i segnali del mio corpo.
Nei mesi successivi sono riuscita a tornare al mio peso forma dopo quasi due anni di sovrappeso. Qualcosa si è effettivamente resettato. Non è merito della dieta Prolon, ma del mio dietologo, ma forse in parte ha inciso per aver magari sbloccato il metabolismo? Qualche scienziato saprebbe darmi un parere in merito?
Il ruolo della dieta circadiana
Devo dire che nel frattempo mi sono anche affidata a un medico dietologo che, dopo analisi e misurazioni, mi ha prescritto una dieta basata sulle mie caratteristiche specifiche (sto seguendo una dieta circadiana). Prima di ProLon, il primo mese di dieta non perdevo peso, dopo sì. Come se si fosse sbloccato qualcosa. O forse è solo la dieta che ha iniziato a fare effetto.
È stata la dieta mima digiuno a fare la differenza? O semplicemente la dieta personalizzata ha iniziato a fare effetto? Questo, sinceramente, non posso saperlo con certezza. Forse è stata una combinazione delle due cose. Lo chiederò al mio medico.
Il digiuno nelle culture del mondo
Mentre facevo questa esperienza, mi sono resa conto di quanto il digiuno sia radicato nella storia dell’umanità. Non è certo un’invenzione moderna.
Un rito antico e universale
Quasi ogni religione promuove o sanziona il digiuno in un modo o nell’altro. Nelle religioni primitive era un mezzo per controllare le divinità, favorire la virilità o prepararsi a osservanze cerimoniali.
Nelle pratiche religiose il digiuno rappresenta un rituale di offerta e conservazione del sacro, uno strumento di autocontrollo, un metodo di ascensione spirituale.
Nelle grandi religioni
Nell’Ebraismo, il digiuno più solenne è lo Yom Kippur, che prevede l’astinenza assoluta da cibo e acqua per circa 26 ore, accompagnato da preghiere e letture sacre.
Nell’Islam il digiuno è il quarto dei cinque pilastri della fede. I musulmani digiunano durante tutto il mese del Ramadan, astenendosi completamente dal cibo e da ogni forma di bevanda dall’alba al tramonto.
Nel Cristianesimo, il periodo di Quaresima è tradizionalmente un tempo di ascesi in cui il privarsi di qualcosa diventa scelta personale di ricerca di Dio.
Nella cultura induista astenersi dal cibo significa recuperare energia da investire in attività spirituali, uno strumento di purificazione per coordinare i ritmi biologici con i cicli della natura.
Anche nel Buddhismo il digiuno è praticato come forma di disciplina interiore per liberare la mente e raggiungere un più alto livello di spiritualità.
Dalla spiritualità alla scienza
Ciò che accomuna tutte queste tradizioni è l’idea che il digiuno vada oltre il semplice aspetto fisico. È uno strumento di trasformazione, di reset non solo del corpo ma anche della mente e dello spirito. La scienza moderna, con gli studi sull’autofagia e sulla longevità, sta in qualche modo confermando quello che le culture antiche sapevano già: prendersi una pausa dal cibo può fare bene.
Lo rifarei?
Probabilmente si. Anche se non ho portato a termine i cinque giorni completi, sono contenta di aver fatto questa esperienza. I prodotti sono buoni e ho sviluppato un nuovo rapporto di consapevolezza col cibo che non avevo prima. Diciamo che se sullo shop si potessero acquistare singolarmente anche le zuppe e i craker qualcosa comprerei anche senza il kit.
Mi interessa il digiuno se fatto con consapevolezza e in sicurezza. Senza dubbio la nostra società mangia troppo e troppo trasformato e ultraprocessato (anzi, sai cosa sono i cibi ultraprocessati? ). Un reset può essere davvero utile per spostare la consapevolezza, oltre a tutti gli studi scientifici che ne parlano.
Ma vorrei mettermi nelle condizioni giuste perché funzioni. Magari prendendomi dei giorni di pausa, in modo da non avere distrazioni e di potermi concentrare sull’esperienza. Sarei anche curiosa di provare un digiuno vero, ovviamente di durata inferiore – perché per certi versi forse un digiuno di 24 o 36 ore in cui ti metti il cuore in pace e non mangi per quel periodo potrebbe essere mentalmente meno duro. Non lo so, è una cosa che voglio esplorare.
Lo svantaggio: il costo
Uno svantaggio va detto: il costo è abbastanza alto. Il kit ProLon da cinque giorni si trova online a prezzi che variano da circa 157€ a 210€, con una media intorno ai 170-180€. Non è poco, soprattutto se si considera che andrebbe ripetuto più volte all’anno per ottenere i benefici ottimali. Valter Longo consiglia di fare ProLon ogni mese per 3-4 mesi per obiettivi di salute specifici, oppure 2-3 volte all’anno per un invecchiamento sano. Non ho nemmeno le conoscenze scientifiche per essere sicura che sia davvero realmente così efficace. Il rapporto tra studi scientifici e prodotto commerciale va un attimo approfondito.
Un approccio equilibrato resta la chiave
Senza dubbio però, un approccio consapevole all’alimentazione, senza rimedi estremi, resta la miglior dieta per la longevità. La dieta mima digiuno può essere uno strumento interessante, ma non può sostituire uno stile di vita sano nel lungo periodo.
Disclaimer: Questo articolo riporta la mia esperienza personale con la dieta mima digiuno. Prima di intraprendere qualsiasi programma alimentare restrittivo, consultate sempre un medico o un nutrizionista. La dieta mima digiuno non è adatta a tutti e presenta delle controindicazioni, specialmente per chi ha patologie preesistenti, assume farmaci specifici, è sottopeso, è in gravidanza o allattamento, o ha meno di 18 anni.
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