I dieci anni dell’Arciconfraternita dell’Anolino – Parma in Tavola

Uno scritto del suo fondatore, Antonio Battei, studioso di primo piano della cultura gastronomica di Parma e dintorni

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 30/10/2020

Preservare la rinomata cultura eno-gastronomica parmigiana nel rispetto della tradizione.

Questo uno dei compiti dell’Arciconfarternita dell’Anolino – Parma in Tavola che da anni sottolinea l’importante valore culturale, storico e sociale racchiuso in una pietanza e nei piccoli gesti quotidiani che l’accompagnano.

In occasione dei dieci anni dell’Arciconfarternita dell’Anolino per noi è un privilegio ospitare uno scritto del suo fondatore, Antonio Battei,  studioso di primo piano della cultura gastronomica di Parma e dintorni. Nell’ambito culinario,  Antonio Battei ha pubblicato molti libri in materia sia di ricette, sia sui nostri prodotti tipici, sia sulle tavole di personaggi famosi come Don Camillo e Peppone e storici come I Farnese, Maria Luigia e Giuseppe Verdi, quest’ultimo studio tradotto in inglese come altri titoli in collana.
“Parma in tavola” si può dunque considerare la più vasta collana editoriale dedicata alla cucina di Parma… senza dimenticare i dintorni. 

Antonio Battei (Credit foto Marco Vasini)

Antonio Battei: “Nel corso degli anni si è affiancato L’Arciconfraternita del Prosciutto – Langhirano in Tavola responsabile Luigi Notari

Dopo aver condotto un’accurata indagine sotto gli auspici di Baldassarre Molossi, indimenticato e indimenticabile non solo direttore della Gazzetta di Parma, presso lo studio notarile Fernando Sozzi il 26 ottobre del 2000 codifico e deposito dieci ricette esclusive della nostra più tipica cucina degli ultimi cinquant’anni.

In casa editrice chiamo così a raccolta: Giovanni Ballarini, Francesco Barocelli, Gustavo Marchesi, Giuseppe Marchetti e Baldassarre Molossi i quali, dopo attento esame, con me sottoscrivono le dieci ricette.

Qualche anno dopo quell’atto notarile diventa una plaquette Dieci verità di cucina parmigiana introdotta da: Alberto Bevilacqua, Luca Goldoni e Giorgio Torelli dedicata alla cara memoria di Baldassarre Molossi pubblicata e ripubblicata (anche in lingua inglese) nella collana editoriale Parma in Tavola a lui dedicata.

E così, grazie a quelle storiche ricette, il 6 luglio del 2009, con atto del notaio Giulio Almansi, nasce l’Arciconfraternita dell’Anolino – Parma in Tavola e con me firmano due “audaci”: Eugenio Grignaffini e Roberto Tanzi insieme sperando di radunare intorno a noi qualche amico per iniziare un’avventura che si preannuncia non facile. Sarà poi Roberto Tanzi a particolarmente sorreggere l’impresa e a lui, infatti tra l’altro, nel 2012 si deve la raccolta di scritti: Sua Maestà l’Anolino. Antologia di Racconti, subito esaurita.

E in una fresca sera di novembre quella di sabato 20 e siamo nel 2009 organizzo un simposio alla storica libreria di strada Cavour tra libri allineati come tanti soldatini in lignei scaffali ottocenteschi lucidati a festa per un’occasione particolare: la presentazione alla città dell’Arciconfraternita dell’Anolino – Parma in Tavola. Menu fortemente espressivo delle nostre terre: culatello di Zibello, anolini in brodo (ovviamente) e i suoi tagli di carne bollita. Il catering è curato da l’allora brigata di cucina de La Forchetta così come il servizio: non mancano curiosi stupiti a sbirciare dalla vetrina la libreria trasformata in una sala ristorante.

Depositato il marchio grafico disegnato da chi scrive inizia il percorso dell’Arciconfraternita: ed è un insperato successo. Da tre amici ora l’Arciconfraternita conta oltre quaranta Arcisodali e, quel che più importa, la partecipazione alle conviviali è altissima. Gli incontri si succedono al ritmo di una due volte al mese: un Arcisodale o un ospite intrattengono i commensali dialogando su svariati temi.

Nel corso degli anni si è affiancato Luigi Notari, e da subito fattivamente collabora ed insieme si dà vita, con Roberto Tanzi e Alessandro Bosi, a una nostra delegazione: L’Arciconfraternita del Prosciutto – Langhirano in Tavola responsabile Luigi Notari.

E così, nei giorni scorsi, l’austero ed imponente Castello di Felino ha accolto gli Arcisodali per celebrare dieci anni di convivialità, spesso di buona cucina ma anche e soprattutto sempre ricca d’Amicizia un ingrediente indispensabile che non è mai mancato nella nostra tavola: una tavola che sa unire in un fraterno spirito di condivisione.

Oltre settanta gli Arcisodali con le consorti, tra i quali Paola e Marco Alessandrini in veste di Arcisodale e padroni di casa, hanno festeggiato il decennale e il libro che celelebra l’avvenimento L’Arciconfraternita dell’Anolino in Cucina. Antologia di Ricette pubblicato dall’ Associazione Culturale Luigi Battei e, per l’occasione, presentato da Luigi Notari e Roberto Tanzi.

Dopo alcune commosse parole in ricordo dell’Arcisodale Giuseppe Finzi che, nel pieno della pandemia in quei tragici giorni, ha sacrificato se stesso per portare aiuto ai tanti sofferenti ricoverati in ospedale, ha preso la parola Gianfranco Cervellin brillantemente illustrando la cucina veneziana, traendo spunto dalle ricette da lui proposte nel volume a ricordare così le sue origini e la natia Venezia.

Nel rispetto delle disposizioni anti virus il convivio si è tenuto nel cortile d’onore dell’antico maniero illuminato e addobbato per l’occasione e, al taglio della torta del compleanno, l’applauso finale ha chiuso i “lavori” che si sono già riaperti con altre serene simpatiche conviviali sempre nel segno dell’Amicizia.

Antonio Battei

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