I migliori ristoranti d’Italia secondo la Guida Gambero Rosso 2026: ecco tutte le Tre Forchette
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 21/10/2025
La nuova edizione della Guida Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso 2026 celebra l’eccellenza della ristorazione italiana con 44 insegne insignite del massimo riconoscimento. Tra conferme illustri e nuovi ingressi, il panorama gastronomico tricolore si arricchisce di storie, territori e tante emozioni. Scopriamo qualcosa in più sulla guida e sui ristoranti protagonisti.
Indice
Le Tre Forchette 2026: cosa rappresentano

Le Tre Forchette non premiano soltanto la qualità dei piatti, ma l’esperienza complessiva: dalla selezione delle materie prime al servizio in sala, dalla cantina alla capacità di raccontare un territorio attraverso il cibo.
I cinque nuovi ingressi: chi sono e cosa raccontano
Quest’anno la Guida celebra cinque nuove Tre Forchette. Cinque storie diverse, cinque modi di intendere l’alta cucina, ma un filo comune: il profondo radicamento nel territorio e la capacità di trasformare la materia prima in esperienza memorabile.
Contrada Bricconi – Oltressenda Alta (BG)
In Val Seriana, tra le montagne bergamasche, Michele Lazzarini – allievo di Norbert Niederkofler – ha riportato in vita un borgo del XV secolo trasformandolo in un’esperienza di fine dining che dialoga con il paesaggio. Qui l’alta cucina incontra l’azienda agricola illuminata: i prodotti nascono a pochi passi dalla cucina, in un progetto che unisce sostenibilità e ricerca del sapore. Giacomo Perletti, fondatore del progetto, ha costruito qualcosa di unico, dove il territorio bergamasco si racconta attraverso piatti che rispettano i ritmi della montagna e valorizzano le tipicità locali.
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Contrada Bricconi: il ristorante stellato che non ti aspetti (e in cui vorrai tornare)
Il Luogo Aimo e Nadia – Milano
A pochi giorni dalla scomparsa di Aimo Moroni – uno degli chef che hanno scritto parte della storia della ristorazione italiana – questo ristorante torna a conquistare le Tre Forchette con la solidità di chi non si è mai fermato. Una storia che inizia negli anni Sessanta e che continua oggi con la stessa passione per i prodotti di qualità, per la cucina che rispetta le stagioni e i territori. È il riconoscimento a un percorso fatto di coerenza, di amore per gli ingredienti, di capacità di innovare restando fedeli a se stessi.
Zia Restaurant – Roma
Antonio Ziantoni, formatosi nella cucina di Anthony Genovese, raggiunge il traguardo con una proposta raffinata e attuale. Qui la Capitale trova una voce contemporanea dell’alta cucina, dove i prodotti laziali – dal carciofo romanesco alla pecora, dall’olio extravergine DOP ai legumi della Tuscia – vengono reinterpretati con tecnica impeccabile e sensibilità moderna. Una cucina che parla al presente senza dimenticare le radici.
Marotta Ristorante – Castel Campagnano (CE)
Nell’Alto Casertano, un territorio fino a ieri lontano dai radar dell’alta cucina, Marotta porta il fine dining con una proposta che nasce dall’esperienza nella scuola di Enrico Crippa. Qui i prodotti campani – dalla mozzarella di bufala DOP ai pomodori, dai limoni della Costiera agli ortaggi dell’entroterra – diventano protagonisti di una cucina che sta ridisegnando la geografia gastronomica della Campania. È la dimostrazione che l’eccellenza può nascere ovunque, quando c’è visione e rispetto per il territorio.
Villa Maiella – Guardiagrele (CH)
Finalmente arriva il riconoscimento per un grande percorso familiare. La famiglia Tinari – con Arcangelo “Peppino” e suo figlio Arcangelo – porta avanti da generazioni una cucina che affonda le radici nella Majella e nei suoi prodotti autentici. Formaggi d’alpeggio, agnello, ventricina del vastese, funghi porcini, tartufi: l’Abruzzo montano si esprime qui con tutta la sua forza e genuinità. Non è solo tecnica, è memoria che si fa sapore, è territorio che arriva in tavola con la stessa autenticità che si respira sui sentieri della montagna.
Le conferme eccellenti
Tra le riconferme spiccano nomi che da anni rappresentano l’olimpo della ristorazione italiana:
Piazza Duomo ad Alba, con Enrico Crippa, continua a celebrare le Langhe attraverso una cucina che esalta verdure, erbe e i grandi prodotti piemontesi come il tartufo bianco.
Osteria Francescana a Modena, tempio gastronomico di Massimo Bottura, rimane un punto di riferimento mondiale per la capacità di trasformare la tradizione emiliana in arte contemporanea.
Le Calandre a Rubano (Padova), con Massimiliano Alajmo, rappresenta da decenni l’eccellenza veneta, unendo creatività tecnica e rispetto per le materie prime del territorio.
Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo) racconta la storia di una famiglia che ha fatto della cucina la propria missione, preservando i sapori lombardi con eleganza e innovazione.
Reale a Castel di Sangro (L’Aquila), con Niko Romito, ha trasformato un piccolo borgo abruzzese in meta di pellegrinaggio gastronomico, proponendo una cucina essenziale e profondamente italiana.
Scopri qui tutte le Tre Forchette Gambero Rosso
La geografia dell’eccellenza: regione per regione
La distribuzione geografica delle Tre Forchette racconta un’Italia gastronomica variegata:
Lombardia e Piemonte
Le due regioni del Nord-Ovest confermano il loro ruolo centrale, con insegne storiche che valorizzano prodotti di eccellenza: dal riso alla carne, dai formaggi ai tartufi.
Veneto ed Emilia-Romagna
Il Nord-Est mantiene una presenza significativa, forte di una tradizione culinaria radicata e di una cultura dell’ospitalità che affonda le radici nella storia.
Lazio e Campania
Il Centro-Sud vede Roma e la Costiera Amalfitana come poli di attrazione, dove tradizione e innovazione convivono nei piatti degli chef stellati.
Puglia e Sicilia
Il Sud e le isole conquistano sempre più spazio, portando alla ribalta prodotti tipici mediterranei e reinterpretazioni coraggiose delle ricette della nonna.
Cosa significa ottenere le Tre Forchette
Il riconoscimento del Gambero Rosso non è soltanto un premio alla cucina, ma una certificazione di eccellenza complessiva. I criteri includono:
- Qualità delle materie prime: selezione rigorosa, con particolare attenzione ai prodotti a denominazione protetta (DOP, IGP) e alle eccellenze territoriali
- Tecnica culinaria: padronanza dei metodi di cottura, equilibrio dei sapori, presentazione dei piatti
- Identità e coerenza: capacità di raccontare un territorio, una visione, una storia attraverso il menu
- Servizio e accoglienza: professionalità in sala, capacità di guidare il cliente nell’esperienza gastronomica
- Cantina: selezione dei vini coerente con la proposta culinaria, valorizzazione delle produzioni italiane
Gli altri riconoscimenti della Guida: non solo Tre Forchette
La Guida Ristoranti del Gambero Rosso non si esaurisce con le Tre Forchette. Il sistema di valutazione prevede diversi simboli che raccontano il panorama completo della ristorazione italiana, offrendo una mappa dettagliata per ogni tipo di esperienza culinaria.
Le Due Forchette Rosse: l’eccellenza in crescita
Questo riconoscimento identifica i ristoranti che si distinguono per qualità elevata e che mostrano un potenziale concreto per raggiungere il vertice. Sono insegne dove la cucina è già di alto livello, il servizio curato e l’identità ben definita. Per molti chef, le Due Forchette Rosse rappresentano un traguardo importante e, al tempo stesso, uno stimolo a perfezionare ulteriormente la propria proposta. Compaiono qui ristoranti che stanno costruendo la propria reputazione con serietà e visione, spesso valorizzando prodotti iperlocali e tecniche innovative applicate alla tradizione.
La Forchetta: qualità accessibile
Con la Forchetta vengono premiati i ristoranti che offrono un’esperienza di livello, con piatti ben eseguiti e materie prime selezionate. Sono luoghi dove si mangia bene, dove la cucina rispetta il territorio e dove il rapporto qualità-prezzo risulta equilibrato, non a scapito della qualità di cibo, cucina e servizio.
Tra le new entry di quest’anno si è guadagnato la Forchetta e un punteggio elevato anche il ristorante DEG di Stefano de Gregorio.
I simboli speciali: Bottiglia, Gambero Rosso e altri premi
La Bottiglia segnala i ristoranti con carte dei vini particolarmente curate e interessanti, dove la selezione enologica rappresenta un valore aggiunto all’esperienza. Il Gambero Rosso, simbolo storico della guida, viene assegnato ai locali che si distinguono per il rapporto qualità-prezzo particolarmente vantaggioso: sono i ristoranti dove si mangia molto bene spendendo il giusto, senza rinunciare alla qualità.
Altri premi speciali celebrano la migliore carta dei vini, il miglior servizio di sala, la migliore pasticceria, la cucina più creativa o la migliore valorizzazione del territorio. Questi riconoscimenti trasversali permettono di apprezzare le eccellenze specifiche di ogni ristorante, anche quando non raggiungono le vette assolute della classificazione.
Il valore di essere nella Guida
Comparire nella Guida Ristoranti del Gambero Rosso, a prescindere dal numero di forchette, rappresenta già di per sé un risultato significativo. Significa essere stati visitati, valutati e ritenuti degni di segnalazione tra le migliaia di ristoranti italiani. Per i ristoratori è un riconoscimento del lavoro quotidiano, della passione messa nei piatti, dell’attenzione verso i clienti. Ma è anche conversione, in prenotazioni e pubblicità affidabile.
Per i lettori, è la garanzia di trovare locali dove la cucina è curata, dove le materie prime sono scelte con criterio e dove l’esperienza complessiva sarà all’altezza delle aspettative.
La Guida diventa così uno strumento democratico, che valorizza sia l’alta cucina sia la trattoria di paese, sia il ristorante stellato sia l’osteria familiare, purché ci siano qualità, autenticità e rispetto per chi siede a tavola.
Un approccio che rispecchia la ricchezza e la varietà della ristorazione italiana, dove l’eccellenza può manifestarsi in forme diverse ma sempre riconoscibili.
Il valore delle guide nella ristorazione italiana
Le guide gastronomiche rappresentano un punto di riferimento per consumatori e professionisti. Per chi ama viaggiare tra i sapori, sono una bussola che orienta verso esperienze autentiche e di qualità. Per i ristoratori, sono uno stimolo al miglioramento continuo e un riconoscimento del lavoro quotidiano.
Il Gambero Rosso, con la sua Guida Ristoranti, ha saputo negli anni costruire un sistema di valutazione che tiene conto certo della tecnica, ma anche della capacità di valorizzare i territori e le loro comunità. E questo è un aspetto molto importante.
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