Il broccoletto di Custoza in tavola edizione 2014 - InformaCibo

Il broccoletto di Custoza in tavola edizione 2014

di Informacibo

Ultima Modifica: 12/01/2014

Gennaio 2014. E' cominciata la stagione del broccoletto di Custoza, ortaggio antico e tipico dei colli risorgimentali dove cresce accanto alle vigne del Custoza Doc, vino con il quale si abbina perfettamente (sono figli della stessa madre terra).
 
Il broccoletto di Custoza sarà presentato (“Broccoletto e Custoza incontrano la stampa”)  ai giornalisti venerdì prossimo 17 gennaio alla presenza dei produttori dell'Associazione che ha ottenuto un primo riconoscimento dal Ministero dell'Agricoltura e che si sta battendo per il riconoscimento della Dop (Denominazione di origine protetta), dei produttori del Custoza e dei ristoratori dell'Associazione ristoratori del Custoza che valorizzano il broccoletto in cucina proponendo serate con menù ad hoc.
 
Il broccoletto, infatti, si presta in modo straordinario quale ingrediente per piatti innovativi, sani e ghiotti.
 

 
Serate di degustazione
 
ore 20,30
 
€ 30,00 a persona
 
Mercoledì 15 Gennaio  2014     Ristorante Antico Ristoro
 
Venerdì  17  Gennaio 2014      Ristorante Pico Verde
 
Mercoledì 22  Gennaio 2014   Ristorante Tamburino Sardo
 
Venerdì  24  Gennaio 2014      Trattoria Da  Brinchi
 
Venerdì 31 gennaio 2014                  Ristorante Villa Vento
 
Mercoledì    5 Febbraio 2014    Osteria Monte  Molin

Broccoletto, mon amour
 
Lo chiamano “il duro dal cuore tenero”. Il broccoletto di Custoza è ortaggio umile e francescano. E’ buono, ma diventa ancor più buono quando fa freddo. Tanto freddo. Quando l'aria “taglia” la pelle come fosse la lama di un coltello e il mercurio precipita nelle zone infime del termometro, i broccoletti di Custoza, ubriachi di gelo, si vestono di un verde cupo e il loro cuore diventa tenero come il burro. A questo punto sono pronti ad affiancare, una volta lessati e benedetti da un filo d’extravergine novello del Garda, le classiche uova sode e il tradizionale salame veronese stagionato di un anno.
Nell’ora del loro supremo e ghiotto sacrificio li accompagna fraternamente il vino che nasce dalla stessa terra, il Custoza. Figli degli stessi colli storici dove si combatterono due nefaste battaglie risorgimentali, il vino si è meritato la medaglia della denominazione d’origine pugnando e vincendo la battaglia del Custoza. “Finalmente una vittoria!”, esclamò il compianto giornalista e scrittore Cesare Marchi quando la doc fu approvata con decreto ministeriale. Loro, i teneri broccoletti, hanno meritato l'onorificenza della fascetta di riconoscimento di prodotto tipico, fortemente voluta dall’Associazione produttori che ora si stanno per ottenere da Slow Food la promozione a presidio, cioè a produzione di qualità da difendere a tutti i costi.

 Più tipici di così i broccoletti non possono essere: nascono e crescono soltanto sui colli argillosi che fanno da corona a Custoza dove li chiamano orgogliosamente “monti” nonostante tocchino, sì e no, i 200 metri d’altezza: monte Belvedere, Pico Verde, monte Croce, le Moscatele, monte Croce, Balconi Rossi… Verdura rara e paziente, il broccoletto un tempo veniva piantato di complemento alla vite sugli sgrebani, i terreni aridi, sassosi, non arabili. Buoni solo per la vigna e per verdure capaci di patire. Il broccoletto di Custoza è come la vite, un succhiasassi che trasforma il niente in tutto, la non-vita in esistenza. Per questo va così d'accordo con il Custoza. Tanto che tra le vigne cresce bene. Si pianta al tempo della vendemmia così che fa in tempo a nutrirsi dalla stessa zolla della Garganega, della Bianca Fernanda e del Trebbianello. E’ proibito luamarar, concimare, il terreno. Se ciò avvenisse il broccoletto diventerebbe grasso e perderebbe sapore.

A Custoza si comincia a raccogliere broccoli verso il 2 gennaio, giorno di San Bovo, quando i contadini portano alle bestie il sale benedetto dal loro patrono. E' una verdura che deve soffrire almeno tre gelate. Brume e ghiaccio ne piegano a terra le foglie. La nebbia le appesantisce d’umidità. Quando uno smilzo sole, primo annuncio di primavera, li illude e i broccoletti si rianimano un po’, è l'ora di raccoglierli e cucinarli. "I ven su con cativeria, tribolando", dicono a Custoza, "per questo sono i migliori".

Nella frazione di Sommacampagna i broccoletti sono un mito, come il vino bianco e il Risorgimento. Brocoli e ovi duri, è un piatto semplice ma gustoso. Con brocoli e salame, si passa la serata. Testimone di nozze, il vino bianco. In questi ultimi anni, grazie all’Associazione ristoratori del Custoza, i broccoletti sono entrati nel regno dell’alta gastronomia. Sono diventati, infatti, gli ingredienti principali di antipasti sfiziosi, di primi piatti ghiotti e di secondi succulenti. Si prestano a tutto, anche a diventare la base di dolci e gelati davvero buoni e originali. Ogni anno, da dicembre a fine gennaio i ristoratori propongono serate gastronomiche che hanno per protagonista il broccoletto e il fratello di terra, il Custoza. Tolti dalla pentola al dente, risuscitano nel vino. Il loro mercato dura poco, non arriva a Pasqua. C’è un proverbio sui colli morenici a sud del Benaco che rimbalza di bocca in bocca, di padre in figlio: “Brocoli e predicadori dopo Pasqua no i'è pì lori”. E cioè: broccoletti e predicatori- un tempo giravano di chiesa in chiesa i religiosi specializzati in prediche quaresimali- dopo Pasqua non sono più gli stessi.

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Capo Redattore