Il potere turistico della ristorazione? Dal rapporto FIPE, 23 miliardi a tavola e 11 di valore aggiunto. - InformaCibo

Il potere turistico della ristorazione? Dal rapporto FIPE, 23 miliardi a tavola e 11 di valore aggiunto.

La cucina è il secondo pilastro dell'offerta turistica. Stoppani: "Servono politiche che riconoscano il ruolo strategico del settore"

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 08/10/2025

 La ristorazione italiana non è più solo un servizio accessorio del turismo, ma un vero e proprio asset strategico che genera ricchezza, costruisce identità territoriale e promuove l’immagine dell’Italia nel mondo. È quanto emerge dal rapporto “Il potere turistico della ristorazione”, realizzato da Sociometrica per FIPE-Confcommercio e presentato oggi in anteprima al TTG di Rimini, alla presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

I numeri del fenomeno

Il peso turistico della ristorazione Rapporto FIPE

I dati del 2024 rivelano cifre impressionanti: la spesa dei turisti italiani e stranieri in servizi di ristorazione ha superato i 23 miliardi di euro, generando 11 miliardi di valore aggiunto distribuiti in quasi 3.300 comuni turistici italiani. Questo posiziona la ristorazione come seconda componente dell’offerta turistica italiana, con un peso del 9,4% sul valore aggiunto totale del settore, pari al 56,5% di quanto generato dal comparto alberghiero.

Roma domina la classifica con 1,16 miliardi di euro di valore aggiunto, seguita da Milano (452 milioni), Venezia (372 milioni) e Firenze (303 milioni). Ma il fenomeno è capillare: dalla costa adriatica alle montagne, dai borghi storici alle città d’arte, la ristorazione rappresenta un elemento imprescindibile dell’esperienza turistica.

Il peso del turismo internazionale

Un dato particolarmente significativo riguarda il turismo internazionale, che nei primi dieci comuni turistici italiani genera oltre il 67% del valore aggiunto complessivo della ristorazione. Venezia registra la percentuale più alta con l’86,6%, seguita da Firenze (80,4%), Milano (71,6%) e Roma (70,3%).

Se si considerano i primi 200 comuni turistici, l’apporto dei turisti internazionali nella creazione di valore aggiunto rappresenta il 47,5% del totale, con 89 comuni su 200 in cui il contributo straniero supera quello domestico.

La ristorazione come soft power

Il rapporto dedica ampia attenzione al ruolo della cucina italiana come strumento di diplomazia culturale. Con oltre 90.000 ristoranti italiani diffusi nel mondo, la gastronomia del Belpaese funziona come una rete di “ambasciate culturali de facto”, che plasmano le percezioni dell’Italia e ne rafforzano l’attrattività internazionale.

L’analisi della presenza nei principali centri europei conferma questa pervasività: Parigi conta 532 ristoranti italiani (su TheFork), Londra 312, Amsterdam 102, Madrid 92. Questi esercizi non si limitano a servire cibo, ma offrono un’esperienza immersiva dell’italianità attraverso cucina, atmosfera, servizio e narrazione culturale.

La centralità della cena

Il potere turistico della Ristorazione FIPE

Un capitolo specifico del rapporto analizza il significato della cena come momento culminante dell’esperienza turistica. Non limitandosi alla funzione nutrizionale, la cena rappresenta un’occasione privilegiata per l’immersione culturale, l’interazione sociale e la formazione di ricordi duraturi che influenzano la percezione complessiva della destinazione.

Il coinvolgimento multisensoriale del pasto – gusto, olfatto, vista, tatto, udito – combinato con la connessione emotiva e la percezione di autenticità, crea esperienze che vengono facilmente codificate nella memoria e contribuiscono alla reputazione della destinazione.

L’eccellenza dei bar italiani

Il rapporto riserva un’attenzione particolare ai bar italiani, definiti “un modello in tutto il mondo” e fonte di ispirazione per catene internazionali come Starbucks. Il bar italiano rappresenta un potente simbolo della cultura quotidiana del Paese, parte di una “triade esperienziale” insieme alla piazza storica e al contesto culturale circostante.

L’appello di FIPE

“La ristorazione valorizza le economie locali ed è un patrimonio, anche immateriale, che accompagna ogni esperienza turistica”, ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio. “Non è solo valore economico, ma cultura e identità attraverso cui raccontare il Paese. Contribuisce in modo determinante alla competitività del turismo italiano e alla promozione del brand Italia nel mondo. Per questo servono politiche che riconoscano il ruolo della ristorazione nel turismo secondo un approccio di filiera“.

Il rapporto sottolinea infatti come, nonostante il ruolo centrale nella formazione dell’offerta turistica, i pubblici esercizi non siano ancora pienamente considerati imprese turistiche e non rientrino in tutte le politiche di sostegno al settore.

Prospettive future

Il documento individua alcune direzioni strategiche per valorizzare il potenziale della ristorazione: riequilibrio territoriale dei flussi, pieno riconoscimento giuridico come imprese turistiche, investimenti in formazione e innovazione, gestione strategica dell’identità gastronomica.

Alla presentazione, moderata da Simona Tedesco (direttore di Dove), hanno partecipato anche Daniele D’Amario (Coordinatore Commissione Turismo Conferenza delle Regioni), Chiara Bergadano (Consorzio Langhe Experience) e lo chef Moreno Cedroni.


Il rapporto completo “Il potere turistico della ristorazione” è disponibile sul sito di FIPE-Confcommercio. Leggilo qui

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L'Autore

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