Intervista a Cristian Silenzi, un barman “inarrestabile” - InformaCibo

Intervista a Cristian Silenzi, un barman “inarrestabile”

Dal 2017 il giovane pesarese ricopre il ruolo di junior bartender all’American Bar al Savoy di Londra

di Collaboratori

Ultima Modifica: 11/09/2019

E’ determinato, ambizioso, sa quello che vuole, e a soli 31 anni, il barman Cristian Silenzi si è guadagnato un posto d’onore nello scenario dei maghi dei cocktail ricoprendo dal 2017 il ruolo di junior bartender all’American Bar al Savoy Hotel di Londra, il tempio del lusso.

L’incontro con Cristian Silenzi durante l’Abruzzo Cocktail Week

Abbiamo incontrato Cristian Silenzi durante la masterclass che ha tenuto a Pescara all’Abruzzo Cocktail Week, il festival che celebra in Abruzzo l’arte della miscelazione che si è svolto lo scorso luglio.

Un momento della Masterclass all’Abruzzo Cocktail Week

La kermesse è nata dall’incontro di alcuni bartenders locali che hanno deciso di realizzare questa “week” con l’obiettivo di fare gruppo, creare qualcosa di interessante e di nuovo sul territorio cercando di dare un valore aggiunto al settore della miscelazione in primis e a quello dell’ospitalità in generale.

Leading details, Management e Bartending nei Luxury Hotels” è il titolo della masterclass alla quale Cristian ha partecipato insieme al suo amico e collega Ivan Orsini, head bartender al Franco’s Bar de Le Sirenuse a Positano. E’ stato Ivan, anche lui abruzzese, a coinvolgere Cristian in questo festival. Entrambi hanno raccontato la propria esperienza parlando di sala, di accoglienza, professionalità e di quanto siano importanti i dettagli nei cocktail bar interni agli alberghi di lusso.

Ma torniamo alla sua storia. Autodidatta, a 21 anni Cristian inizia a lavorare a Tenerife per mantenersi presso un locale di amici.

«Ero capace a fare solo Mojito e Long Island, -ci racconta- ma tutti mi dicevano che ero molto bravo». E’ stato amore a prima vista per questo mondo e così inizia a seguire i primi corsi di formazione: Bologna, Rimini, Riccione, Milano, partecipando a fiere, workshop con barman nazionali ed esteri. A questo si alternavano le stagioni ad Ibiza ma nel 2015 decide di aprire nella sua città Pesaro un locale insieme ad un socio. Poi nel 2017 la scelta di volare a Londra e di inseguire il grande sogno. «Avevo mandato il curriculum a tre bar – continua- tra i 50 Best, quando mi hanno chiamato al Savoy ho iniziato dal basso lavando i bicchieri e senza quasi parlare una parola di inglese».

Il ragazzo è in gamba, si fa notare e dopo pochi mesi si unisce al team dell’American Bar del Savoy ricoprendo il ruolo di junior bartender ed oggi si divide tra l’American Bar e Beaufort Bar.

Nel 2017 l’American Bar, nella classifica The World’s 50 Best Bars, si è aggiudicato il Best International Bar Team, Best Bar in the World e Best Bar in Europe, una tripletta da record e Cristian era lì con loro a festeggiare.

La formazione non basta mai si sa, e nel 2017 Silenzi diventa anche sommelier Ais.

Il suo è un ambiente elegante, lussuoso, rigoroso con persone provenienti da tutto il mondo. Ci sono regole precise al Savoy ci spiega Cristian: «Il mio lavoro non è solamente farti bere qualcosa di buono ma è farti stare bene. Mai costringere un cliente a bere quello che vuole il barman e mai fare commenti su chi sta dall’altra parte del bancone a consumare».

Verso che direzione va il mondo della miscelazione?

«In questi anni –ci risponde Cristian- il mondo dei social ha fatto sì che l’estetica dei drink predominasse sul gusto, su Instagram ho visto di tutto, ma questa moda credo si stia pian piano sgonfiando, si rischia di vedere in giro drink senza identità. Oggi il pubblico di Londra ad esempio, ha una predilezione per miscelazioni essenziali come l’intramontabile Martini. Il trend in generale è quello di fare cocktail minimal, puliti, senza fronzoli e ovviamente gustosi».

Cristian Silenzi e Ivan Orsini

E’ la prima volta in Abruzzo per Cristian, è un fiume in piena, durante la nostra chiacchierata a Cicchelli Generi Alimentari a Pescara, c’è anche il suo collega Ivan Orsini, scegliamo una bollicina italiana. «I barman italiani sono i migliori al mondo, -continua il giovane pesarese- si sanno adattare in ogni situazione e nel nostro lavoro è fondamentale. Nei due bar principali del Savoy, il 70% degli impiegati è italiano. Luca Cinalli ad esempio (bartender abruzzese) nei Barawards 2016, è stato eletto “Miglior Barman Italiano all’estero”». Scherza sempre Cristian, è giocoso, non è per nulla impostato, a vederlo fuori dal contesto lavorativo non si direbbe che lavora in uno dei più lussuosi hotel al mondo, «ma poi a lavoro mi trasformo, ci dice sorridendo – lo confermano anche i suoi amici che da Pesaro sono venuti a salutarlo a Pescara per l’Abruzzo Cocktail Week-, non potrebbe essere altrimenti. E’ necessaria la massima concentrazione. Facciamo due breefing al giorno con il team per confrontarci».

«Ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere – ci dice- consiglio di seguire tanti corsi, di formarsi, viaggiare e di avere passione, devi sentirlo dentro questo mestiere. Come i cuochi, i barman sono quelli che lavorano mentre gli altri si divertono, i week end, durante le festività».

E Cristian questa passione se l’è anche tatuata sul braccio con il nome Savoy.

«Quando torno in Italia per fare degli eventi vado spesso a trovare i miei amici al Baccano, al Nottingham Forest, al Mag, al 1930 o al Talea, sono tra i miei cocktail bar preferiti. Mi mancano i miei tre figli, -conclude- il mare, mi mancano le bontà delle Marche ma a Londra ho trovato la mia dimensione e ci sto bene, sono felice».

E il suo mega sorriso ce lo conferma.

Intervista a cura di Eleonora Lopes

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