Il mercato del private label in Italia arriva a dieci miliardi: la presentazione del Rapporto a Bologna

Anticipiamo i dati più significativi del Rapporto sulla marca privata

13/01/2015

Il mercato  del private label in Italia arriva a dieci miliardi: la presentazione del Rapporto a Bologna
Bologna 13 gennaio 2015. Domani inizia l'importante appuntamento italiano sulla Marca del Distributore: MarcabyBolognaFiere che si terrà (il 14 e 15 gennaio) presso BolognaFiere.

Tra gli eventi importanti da segnalare l'XI Rapporto sulla Marca del Distributore nel mercato distributivo italiano che verrà presentato giovedì 15 gennaio 2015 alle ore 10.00 presso la Sala Gallery 21/22: il Rapporto sulla marca privata è realizzato da Adem Lab-Università di Parma e sarà illustrato da Guido Cristini, coordinatore scientifico dell’Osservatorio sulla MDD.

Anticipiamo i dati più significativi.

Il mercato del private label in Italia arriva a dieci miliardi
Nel 2014 la quota complessiva della Marca del Distributore si è stabilizzata intorno al 18% con un giro di affari delle etichette delle catene distributive che arriva a quota 10Miliardi.
La notizia è che per la prima volta da undici anni, la quota dei prodotti con il brand dei supermercati (per esempio: Esselunga, Coop, Conad, Carrefour) non è cresciuto ma ha registrato un lieve rallentamento nelle vendite a valore (-0,1%) come conseguenza della contrazione generale dei consumi che interessa l’intero Paese.
Tuttavia, analizzandone i singoli segmenti, emerge che i prodotti “Premium” e “ Bio”, quelli a maggiore valore, registrano una crescita significativa: prendendo in considerazione le vendite a valore il segmento “Premium” aumenta del 7,1% e quello “Bio” dell’8,5%. Fra i segmenti più performanti si segnala anche la drogheria alimentare (+2,5% a valore e +0,4% a volume), il fresco (+0,6% a valore), il petcare (+2,0% a valore).
Il rallentamento a valore della MDD appare, tuttavia, inferiore sia a quello della marca industriale sia a quello del mercato nel complesso.

In riferimento alla tipologia di MDD, la maggiore quota è detenuta dalla marca Insegna: 81% a valore e 82% a volume. Il rapporto mette sotto la lente d’ingrandimento anche le attività di comunicazione svolte dalle Insegne a supporto della MDD che appaiono variegate:
 il packaging, il materiale promozionale, le fiere e i convegni si collocano, a pari merito, al primo posto (90%), mentre le promozioni in punto vendita si posizionano al secondo posto (80%).

Per quanto riguarda, invece, l’ammontare degli investimenti a sostegno delle diverse attività di comunicazione si evince che la comunicazione istituzionale raccoglie il 25%, seguita dal packaging e grafica 
con il 21%, mentre gli investimenti realizzati sui new media appaiono ancora ridotti (8%). Come emerso anche nell’indagine dell’anno passato, il packaging riveste un’elevata importanza nelle politiche riguardanti la MDD. Le principali azioni sviluppate dalle Insegne a supporto della MDD sono innanzitutto l’aumento dello spazio espositivo dei prodotti a marca propria in punto vendita e secondariamente la riduzione temporanea del prezzo dei prodotti. Infine, lo sviluppo di attività di comunicazione mirata in punto vendita si posiziona al terzo posto.

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