L’Ue apre alla carne sudamericana, allarme di Coldiretti e Unaitalia

02/02/2018

L’Unione Europea sarebbe disposta a offrire un accesso al mercato comunitario di 99mila tonnellate a dazio zero di carni bovine provenienti dai Paesi sudamericani, denuncia la Coldiretti. C'è un rischio concreto - avverte Unaitalia - di una vera e propria invasione nel nostro paese di carne congelata proveniente dal Brasile
A meno di un anno dal più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto proprio il Brasile, l’Unione Europea sarebbe disposta a offrire un accesso al mercato comunitario di 99mila tonnellate a dazio zero di carni bovine provenienti dai Paesi sudamericani nell’ambito del negoziati sul Mercosur.

E’ quanto denuncia in una nota la Coldiretti in riferimento all’incontro tra i commissari Ue e i ministri del blocco commerciale dell’America latina interessato al negoziato durante il quale sarebbe stato proposto l’aumento rispetto alla già critica iniziale nei diversi 70mila tonnellate.

E’ inaccettabile -dichiara il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvoche il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale e della salute”.

Per la Coldiretti è grave questa scelta per la sicurezza dei consumatori europei dopo lo scandalo che ha coinvolto i piu’ grandi produttori brasiliani che avrebbero aggirato controlli sanitari con la commercializzazione di carni avariate nei diversi continenti e il conseguente blocco alle importazioni in numerosi Paesi, dalla Cina agli Usa.

L’apertura a condizioni agevolate, da parte dell’Unione Europea, sarebbe un danno anche per gli allevamenti a causa delle concorrenza sleale perché – precisa una nota della Coldiretti – la carne dei Paesi Mercosur non rispetta gli standard produttivi e di tracciabilità vigenti in Italia e nel Vecchio Continente.


Unaitalia: rischio di una invasione di carne congelata
Anche Unaitalia, l'associazione che rappresenta i produttori avicoli italiani, a sua volta segnala che "La concessione da parte dell'Unione Europea di tariffe agevolate ai paesi del Mercosur per 100.000 tonnellate di carne di pollo congelata avrebbe un impatto estremamente dannoso per l'avicoltura italiana ed europea". C'è un rischio concreto - avverte Unaitalia - di una vera e propria invasione nel nostro paese di carne congelata proveniente dal Brasile, la stessa protagonista dello scandalo della carne avariata dello scorso anno".

Una vicenda a seguito della quale "sono aumentati i controlli sulla carne avicola brasiliana i cui risultati non sono incoraggianti: dal 1 gennaio 2017 - spiega Unaitalia - sono state bloccate alla dogana 303 partite di carne per presenza di contaminazioni da salmonella, mentre i controlli svolti a maggio dalla Commissione europea presso i produttori brasiliani hanno confermato il mancato rispetto degli standard di sicurezza europei".

"Ci auguriamo che al tavolo dei negoziati il comparto agricolo e la produzione di carni avicole in particolare, - sostengono i produttori italiani di carni bianche - eccellenza italiana e settore totalmente autosufficiente ed integrato che genera Pil e occupazione, non sia sacrificato in nome di altri interessi, e che il nostro Governo ponga adeguata attenzione alle richieste del settore rappresentandole in sede Europea".

I paesi del Mercosur forniscono la maggior parte delle importazioni europee di carne di pollame. Nel 2016 l'UE ha importato 895.000 tonnellate, di cui 500.000 dal solo dal Brasile, per un valore totale di 988 milioni di euro, che corrispondono al 56% delle importazioni europee. "Oltre a mettere in ginocchio il settore avicolo europeo - conclude Unaitalia - tale accordo mette a rischio la sicurezza dei consumatori, abituati ai più alti standard di produzione. Le norme di tutela europee sono le più severe al mondo e operano in tutte le fasi della filiera, dall'allevamento alla distribuzione, garantendo prodotti sani, buoni e sicuri. Non fa eccezione l'avicoltura italiana, unico settore zootecnico autosufficiente con una produzione del 106% rispetto al fabbisogno nazionale, e capace quindi di garantire che il pollo che gli italiani portano in tavola è 100% Made in Italy".
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