Mafia nei ristoranti: a Roma il maggior numero di confische

03/10/2017

Clamorosa denuncia del Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma: il Lazio «ha un indice doppio (5,1%) rispetto alla media nazionale (2,5%). A Roma, ha aggiunto il generale della Finanza, «sono presenti tutte le mafie e gruppi locali come la famigerata Banda della Magliana»
Mafia nei ristoranti: a Roma il maggior numero di confische
Fiscalità: la giusta ricetta” è stato il tema che ha aperto il primo congresso degli "Ambasciatori del Gusto" organizzato a Roma lo scorso 2 ottobre e che ha visto gli interventi di Severino Salvemini, economista e professore ordinario di organizzazione aziendale all’Università Bocconi di Milano, il presidente degli Ambasciatori del Gusto Cristina Bowerman, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma generale Cosimo Di Gesù e il vicepresidente Fipe Confcommercio di Roma Massimo Guarneri.

Il Congresso aveva l'obiettivo di rafforzare l’identità enogastronomica italiana, favorendo gli scambi e le relazioni di chi opera nella ristorazione in Italia e all’Estero, trasmettendo il rispetto per il cibo, evitando gli sprechi e promuovendo la sostenibilità ambientale ma subito ha fatto clamore una denuncia del Comandante della Guardia di finanza di Roma.


Clamorosa denuncia del Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma

Una forte denuncia è arrivata da Cosimo Di Gesù, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma, che nel corso del suo intervento ha sottolineato che Roma è sul gradino più alto del podio, in tutta l'Italia, per il numero di iter processuali conclusi con confisca per infiltrazione mafiosa nei capitali di bar, ristoranti, e alberghi.

Il Lazio «ha un indice doppio (5,1%) rispetto alla media nazionale (2,5%) e di queste confische l'88% è a Roma, spesso nel centro storico. Oltre il 30% delle confische riguardano ristoranti e alberghi con ristorazione».

A Roma, ha aggiunto il generale della Finanza, «sono presenti tutte le mafie e gruppi locali come la famigerata Banda della Magliana. Ma ad «investire» capitali illeciti nella ristorazione è soprattutto la 'ndrangheta calabrese. La novità - ha detto Di Gesù - è che il riciclaggio prima riguardava pizzerie, bar e ristoranti economici, ora avviene anche in locali di lusso. Noi lavoriamo a tutela degli onesti, ma avremmo bisogno di segnalazioni perché se c'è criminalità tutto il territorio si impoverisce. Finora però zero segnalazioni».


Carlo Cracco: cambiare l'insegnamento nelle scuole alberghiere

Lo chef Carlo Cracco è intervenutoin qualità di consigliere dell'associazione affermando che l'Alberghiero così com'è non va; serve una integrazione nella formazione dei ragazzi che stanno per affacciarsi nel lavoro della ristorazione.

''Partiamo da un approccio diverso - ha detto lo chef del "Ristorante Cracco" - che cercheremo di condividere col Miur. Un modello che crei qualcosa di nuovo per la formazione degli studenti dell'Alberghiero, con cinque moduli di eccellenza sia per quanto riguarda la cucina che la sala. Sono coinvolto in prima persona, come lo sono già da ora i fratelli Serva, Stabile, Caputo e Marco Reitano per la sala. Ognuno di noi cercherà di 'abbracciare' un istituto Alberghiero vicino, per far capire l'importanza della formazione che si fa sul campo, con gesti precisi, senza confusioni di ruoli. L'obiettivo è crescere nella professionalità, e alla finale nazionale del Bocuse d'Or, abbiamo avuto la prova dei progressi fatti dai nostri giovani. Io partecipai un secolo fa a questa competizione ma il livello raggiunto dai ragazzi è altissima. Ora bisogna vincere la competizione europea a giugno a Torino, ma la passione e il sacrificio dei quattro candidati in gara è stata encomiabile. Facciamo un salto di qualità per vincere nel mondo".

L'invito sembra raccolto dalla ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli che in un messaggio ha sottolineato come "educare le giovani e i giovani alla conoscenza del proprio patrimonio identitario e allo stesso tempo a sani e corretti stili di vita è un importante esempio di cittadinanza attiva, perché è un investimento sul futuro del Paese".

Al termine una cena a 14 mani sul tema della pasta all'Amatriciana, dal titolo "7 chef per Amatrice, si è tenuto presso l'Open Colonna con ricavi totalmente devoluti a favore dell'Alberghiero di Amatrice che, dopo il sisma, sta continuando la didattica in una sede transitoria a Rieti.


Ambasciatori del gusto: gli aderenti

In un anno di attività l'associazione degli Ambasciatori del gusto ha raccolto un numero crescente di imprenditori dell'alta ristorazione e chef stellati, da Annie Feolde a Niko Romito, da Rosanna Marziale a Pietro Leemann, da Enrico Bartolini a Luca Fantin.
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