La Bibbia dei viaggiatori “Lonely Planet” incorona l'Emilia-Romagna - InformaCibo

La Bibbia dei viaggiatori “Lonely Planet” incorona l’Emilia-Romagna

Tra mare, montagna, borghi, città d'arte ed enogastronomia, dal Prosciutto di Parma all’aceto balsamico tradizionale e Dop, dal ragù alla bolognese al Parmigiano Reggiano

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 06/12/2019

Il periodo d’oro del turismo emiliano-romagnolo trova una conferma a livello internazionale.

E questo riconoscimento arriva nel momento giusto, proprio mentre viene lanciato alla Borsa di Milano “Parma2020 Capitale della cultura italiana”.

Ed è stato  Stefano Bonaccini, presidente della Regione, ad annunciarlo: “L’Emilia Romagna è una destinazione di richiamo internazionale grazie alle nostre città e al fatto che siamo leader per numero di riconoscimenti di prodotti agroalimentari Dop, Igp e Stg e questo riconoscimento arriva dalla prestigiosa rivista Lonely Planet che esce questa settimana”.

Dalle montagne dell’Appennino alle spiagge infinite della Riviera, passando per le città d’arte: la varietà dell’Emilia Romagna è la sua ricchezza, l’accoglienza che riscalda il cuore è la sua anima”. Queste sono le parole di Lonely Planet, la guida di viaggio più famosa al mondo che con questo incipit apre la sua prima Guida completa dell’Emilia Romagna, uscita in libreria ieri 5 dicembre.

Merito del cibo, ovviamente, ma non solo. Questa è la regione del ragù bolognese e degli anolini di Parma, del Prosciutto di Parma e dell’Aceto balsamico tradizionale e Dop, della Francescana, del ristorante tre stelle Michelin di Massimo Bottura, del Parmigiano Reggiano e di Parma, città creativa Unesco per la gastronomia. E come afferma l’Assessora regionale all’agricoltura, Simona Caselli su Informacibo: “l’Emilia Romagna sempre più protagonista in Europa, la prima regione nell’Eu per innovazione in campio agricolo”. Ma c’è molto di più.

La Guida Lonely Planet dedicata all’Emilia Romagna

Cinque autori (Adriana Malandrino, Piero Pasini, Rossana Cinzia Rando, Remo Carulli e Denis Falconieri) l’hanno percorsa in lungo e in largo per raccontare, in 448 pagine, le tante opportunità di vacanza che la Regione Emilia Romagna offre al turista contemporaneo. Innata vocazione all’ospitalità della sua gente, una cucina unica e genuina, affascinanti città d’arte e una varietà di offerta senza eguali gli highlights che gli autori hanno voluto evidenziare nelle prime pagine della pubblicazione.

Dell’Italia nel mondo si parla troppo spesso – dichiara Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia – per sottolineare i suoi difetti. Ma tutti ci invidiano la cosiddetta Italian way of life. L’Emilia Romagna rappresenta da sempre questa idea positiva di Italia. Per questo è stato un piacere raccontarla, nella nostra guida. Speriamo che tanti italiani abbiano piacere di leggerla per conoscere meglio la terra in cui vivono. Premessa fondamentale per amarla e valorizzarla“.

Nel 2018 gli esperti internazionali di viaggio di Lonely Planet ci hanno spontaneamente inserito nelle destinazioni Best in Europe – sottolinea il Presidente della Regione Stefano Bonaccini – assicurando all’intera offerta di vacanze della Regione una visibilità esponenziale. Da tre anni, inoltre, l’UlisseFest – l’unico festival di Lonely Planet al mondo – ha scelto Rimini come suo palcoscenico. Oggi, in un’ideale prosecuzione di questo cammino virtuoso, la Bibbia dei viaggiatori racconta le più belle e coinvolgenti esperienze che si possono fare in Emilia-Romagna. E’ un’altra importante occasione di visibilità e promozione per i nostri territori e le loro tante eccellenze, dalle Città d’Arte alla Riviera, dall’Appennino ai castelli, dai motori al food, dalla moda al wellness, insomma un intero territorio da scoprire palmo a palmo in ogni sua preziosa caratteristica. L’Emilia-Romagna è una terra autentica e sincera, proprio come lo sono i consigli di viaggio sui quali Lonely Planet ha costruito dagli anni ’70 la sua credibilità e fama. E, ne siamo sicuri, la guida sarà un’ottima compagna di viaggio per tutti“.

Le Top 16 dell’ Emilia Romagna

Prima di entrare in dettaglio a raccontare la Regione, dedicando un capitolo ad ogni capoluogo di provincia e al suo territorio, la Guida, nel migliore stile Lonely Planet, evidenzia i 16 elementi che rendono l’Emilia Romagna una meta imperdibile.

Ecco la città di Bologna con i suoi porticati infiniti e la vibrante atmosfera del centro storico tra musei e locali, ma anche il suo Appennino, dove il tempo sembra essersi fermato; Modena, terra di brand motoristici e sapori amati in tutto il mondo; le colline reggiane con le testimonianze di Matilde di Canossa e gioielli rinascimentali a pochi passi dal Po come Brescello, Guastalla e Gualtieri. E ancora, Parma nobile e gaudente a tavola, imminente Capitale Italiana della Cultura; il viaggio a ritroso nel tempo dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza; Ferrara con il suo aristocratico retaggio estense; le atmosfere rarefatte di Comacchio e delle sue Valli; Ravenna con i suoi mosaici Unesco, le spiagge e le pinete infinite, Faenza con la tradizione delle botteghe ceramiche e i monumenti del centro storico; Cesena con gioielli quali la Biblioteca Malatestiana e la maestosa Rocca dell’Albornoz. Ma anche la full immersion nella natura silente del Parco delle Foreste Casentinesi; San Leo e i romantici paesaggi del Montefeltro; Rimini, con un centro storico di inaspettata bellezza, “capitale” della Riviera Romagnola, e infine Santarcangelo di Romagna, con i suoi romantici vicoli e le atmosfere slow.

Alla scoperta della Regione

Tante le informazioni riportate nella sezione “Se vi piace”, calibrate sugli interessi del lettore, dai parchi naturali ai giardini urbani, passando per teatri, case museo, cimiteri monumentali, luoghi del cinema e templi dell’enogastronomia. Una quarantina dei più importanti appuntamenti, dai festival alle sagre occupano la sezione calendario, con gli eventi suddivisi mese per mese.

Diversi poi, per lunghezza e tematica, gli itinerari di viaggio proposti: dai 21 giorni lungo la millenaria Via Emilia alla settimana nell’entroterra romagnolo, tra cascate citate da Dante (Cascate dell’Acquacheta, nel forlivese), le sorgenti del Tevere a Verghereto e il fascino della Valmarecchia, alle spalle di Rimini. A chi vuole veramente scoprire l’Emilia Romagna (altra sezione della Guida) Lonely Planet consiglia di partire dall’esplorazione dei tanti borghi, castelli e rocche di cui il territorio regionale da nord a sud è ricco, ma di considerare anche le testimonianze architettoniche, da quelle rinascimentali del Tempio Malatestiano di Rimini all’architettura del Ventennio di Tresigallo, Forlì e Predappio, per finire con i lavori di archistar del calibro di Alvar Aalto e Santiago Calatrava. Menzione a sé per la Motor Valley con i suoi affascinanti musei aziendali e collezioni private, ma anche per la Via Francigena, dove rientrare, passo dopo passo, in contatto con sé stessi, per finire con il fascino del Fiume Po e dei paesaggi del suo Delta.

L’enogastronomia regionale e i Musei del Cibo

Una ricca sezione – non poteva essere diversamente – è dedicata poi all’enogastronomia regionale, dallo street food ai Musei del Cibo, dalle più importanti rassegne enogastronomiche regionali ai corsi di cucina. Spazio anche alle attività all’aria aperta nei tanti parchi naturali, specchi d’acqua e strutture della Regione, dall’arrampicata al trekking, passando per sci, golf e pescaturismo, e alle proposte di vacanza per famiglie, con parchi divertimento e naturali, musei per bambini, animazione ed eventi nei castelli e tanto altro.

Le curiosità capoluogo per capoluogo

All’interno della minuziosa descrizione di ogni capoluogo e di cosa offre il territorio circostante, saltano all’occhio curiosità e proposte di esperienze inedite: a Bologna si parla di umarell, polka chinata (ballo tra uomini tradizionale bolognese in voga negli anni ’50), corsi di pasta sfoglia e gelateria; nella sezione dedicata al Modenese si individua a Castelfranco Emilia il preciso luogo di origine del tipico tortellino e si cita la “Scagliola Carpigiana” (antica tecnica che imitava marmi e pietre dure grazie alla lavorazione del gesso con colle naturali e pigmenti). Nel reggiano il lettore scopre la presenza, a pochi km da Novellara, di uno dei più grandi templi Sihk d’Europa (il Gurdwara Sihk Sabha), nonché dello strepitoso zafferano (essicato su brace di faggio il giorno stesso della raccolta) prodotto sul Monte Ventasso, a Castelnovo ne’ Monti. A Parma si possono ascoltare parlare al proprio cellulare le statue cittadine di Verdi, Toscanini, Correggio e tanti altri (grazie al Progetto Talking Teens che impiega app e QR code e ha per “doppiatori” Franco Nero, Elio Germano e Lino Guanciale), mentre fuori città si consiglia la visita del parco di biodiversità Barboj di Rivalta, che ospita antiche varietà vegetali e razze animali come le ultime bovine emiliane. Al capitolo dedicato a Piacenza si apprende che il Faxhall, il viale alberato di 2 km a sud del centro storico, deve il suo nome ai giardini londinesi di Vauxhall, e che nell’Alta Val Trebbia si possono praticare canyoning e kayak.

Nel centro di Ferrara si segnala un monumento poco conosciuto, il Padimetro (ovvero il misuratore delle massime del Po) che ricorda ai visitatori che un tempo la città estense è stata città d’acqua, mentre sul territorio da non perdere un giro in bici dell’Anello dei Borgia, che per 40 km porta alla scoperta delle Delizie Estensi, la fastose residenze rurali degli Este. A Ravenna si può percorrere la Via dei Poeti (via Mazzini), percorso letterario con pannelli che riportano i pensieri dedicati alla capitale del mosaico da scrittori quali Dante, Henry James, Herman Hesse, Freud e Marguerite Yourcenar, nonché partecipare ai tour estivi di Mosaico di Notte. Nel forlivese citazione obbligatoria per il vulcano del Monte Busca, il più piccolo d’Italia (un soffio costante di gas metano naturale che produce una fiammella alta meno di 1 metro) e per l’Associazione Spazi Indecisi che promuove una sorta di Museo Diffuso dell’Abbandono per esploratori urbani “a caccia” di spazi affascinanti spazi industriali in disuso, senza dimenticare una sosta all’originale Ristorante Al Parco di Valverde di Cesenatico, gestito da un centro anziani e con menù rigorosamente romagnolo.

A Rimini una dritta porta a visitare la Chiesa di San Martino in Riparotta, col il suo soffitto affrescato dal famoso writer Eron, mentre un’altra “tip” ricorda le visite del Dalai Lama a Pennabilli, paese da cui partì nel 1700 alla volta del Tibet il missionario Padre Francesco Orazio Olivieri, che il Lama ha onorato lasciando nel paese una lapide commemorativa, una campana affiancata da tre ruote da preghiera e un chorten, il monumento buddhista per antonomasia.

Parma Attractions

Il sito di Lonely Planet

 

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