La Bottega delle Carni di CIA Conad: quando il supermercato tramanda l’anima della macelleria
Un progetto che unisce tradizione, cultura e innovazione digitale per valorizzare il banco carni e le filiere nei supermercati
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 12/12/2025
Conosci davvero la differenza tra le fettine di pollo e quelle di tacchino? E sai come cuocere al meglio il tuo arrosto, hamburger o scaloppine? Per generazioni, la figura del macellaio è stata il nostro punto di riferimento: non solo per la qualità della materia prima, ma per quel sapere pratico che trasformava ognuno di noi in cuochi migliori e acquirenti più consapevoli.
Una presenza dietro al banco che andava oltre la semplice vendita. Era un servizio che ci accompagnava nella scelta di una delle cose più importanti della quotidianità: il cibo e come prepararlo. Ma cosa succederebbe se questa tradizione, invece di andare perduta, venisse valorizzata e tramandata proprio tra gli scaffali del supermercato?
Indice
Il progetto che riporta la bottega nel supermercato
È quello che sta facendo CIA Conad con La Bottega delle Carni, un progetto che riporta il clima speciale della macelleria di quartiere tra carrelli e scaffali. Personale qualificato, informazioni trasparenti su filiera e materie prime, e un piano digitale che porta i consigli dei macellai anche fuori dal negozio, attraverso video informativi ricchi di suggerimenti pratici.
È nato anche un canale YouTube dedicato, con contenuti educativi su come scegliere e cucinare la carne, quale taglio preferire per ogni piatto. Dall’altro lato della telecamera? Proprio loro: i macellai con tutto il loro sapere pratico.
Ecco i video
Il macellaio torna protagonista
Il mestiere del macellaio è sempre più richiesto e richiede competenze specifiche: abilità tecnica, conoscenza approfondita, precisione e anche buone doti comunicative. Un patrimonio di saperi che il supermercato può contribuire a valorizzare e tramandare.
Non si tratta di un semplice addetto al banco, ma di un professionista che conosce i tagli, sa consigliare la preparazione giusta, crea quella relazione di fiducia che nelle macellerie di quartiere è sempre stata la vera differenza.
Il concept de La Bottega delle Carni parte da un’intuizione semplice ma efficace: siamo un supermercato, ma il nostro banco carni funziona come quello di una vera macelleria. E per farlo funzionare davvero, servono persone preparate, capaci di dialogare con il cliente, di spiegare perché un taglio costa più di un altro, di suggerire marinature e tempi di cottura.
Ho trovato interessante l’approccio formativo pensato per i macellai: non solo competenze tecniche sui tagli e le preparazioni, ma anche capacità comunicative e relazionali. Perché oggi il cliente cerca un’esperienza, non solo un prodotto. E questo vale anche – forse soprattutto – quando fa la spesa al supermercato.
Tradizione e territorio al banco
L’altro elemento che caratterizza il progetto è il forte legame con il territorio. Attraverso i prodotti a marchio La Bottega delle Carni si prova a raccontare le filiere, a dare un volto e un luogo a quella carne che finisce nel carrello. Le denominazioni e le linee di prodotto non vengono date per scontate, ma spiegate e contestualizzate.
Non è scontato, in un contesto di grande distribuzione, trovare questo tipo di attenzione. Il rischio dell’omologazione è sempre dietro l’angolo. Qui invece c’è un tentativo di valorizzare le specificità regionali, di far dialogare i macellai con i produttori locali, di portare nei punti vendita quella conoscenza delle tradizioni culinarie del territorio.
Mi ha colpito l’idea dei “piatti pronti da cuocere”, preparazioni che il macellaio realizza al momento con un occhio alla tradizione e uno alla praticità. È un modo intelligente di rispondere alle esigenze contemporanee – la mancanza di tempo, la ricerca di soluzioni veloci – senza rinunciare alla qualità e all’artigianalità.
Digital e bottega: due mondi che si incontrano
Sul fronte della comunicazione, il progetto punta tutto sull’identità visiva della “bottega“. Logo, cartellonistica, materiali al punto vendita: tutto richiama l’estetica della macelleria tradizionale, con quel mix tra vintage e contemporaneo che oggi funziona molto bene.
Ma la vera scommessa è sul digitale. I video con i macellai protagonisti – pensati sia in formato lungo per YouTube che in versione reel per i social – hanno l’obiettivo di umanizzare il servizio, di mostrare il dietro le quinte, di creare quel passaparola che sui social può fare la differenza.
Niente patinature eccessive, ma storytelling autentico che racconta il mestiere, condivide conoscenze, crea relazione. Il cliente che vede il “suo” macellaio in un video si sentirà più vicino, più coinvolto. E probabilmente sarà più propenso a fermarsi al banco per chiedere un consiglio.
Unire due mondi senza nostalgie
È interessante un progetto omnicanale come La Bottega delle Carni perché mette insieme due mondi solo in apparenza divisi. Non si nasconde dietro retoriche nostalgiche del “come una volta”, ma prova a costruire un modello nuovo, che tiene insieme comodità, qualità, relazione e territorio.
E soprattutto parte da un’idea semplice ma potente: le persone al centro. Di sicuro è un esperimento che vale la pena seguire, perché racconta qualcosa di più ampio: la ricerca di autenticità anche dentro i luoghi che sembrano più lontani da quella dimensione.
E forse, in fondo, è proprio questo il punto. Non serve tornare indietro. Serve portare avanti il meglio di quello che c’era, con gli strumenti e le possibilità di oggi.
Condividi L'Articolo
L'Autore