La filiera della birra vale oltre 9 milioni di euro

Presentato il rapporto "La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia" a cura della Fondazione Birra Moretti

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 30/11/2019

E’ di oltre 9 miliardi (esattamente 9.169 milioni di euro) il valore della filiera della birra italiana. Negli ultimi tre anni la sua crescita ha superato il miliardo di euro (+17%).

Il risultato economico permette di “doppiare” la performance dell’economia italiana nel suo complesso (+7% dal 2015 al 2018). Il contributo fiscale della filiera, in tre anni, cresce invece del +19,4% portando nel 2018 nelle casse dello Stato 4,3 miliardi di euro, mentre le accise sono passate da 609 milioni di euro a 711 milioni (+16,7%).

I dati sono stati diffusi dall’Osservatorio Birra con la presentazione del 3° Rapporto “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, realizzato da Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti. Per calcolare il valore condiviso, lo studio ha analizzato tutte le fasi della filiera della birra (approvvigionamento materie prime, produzione, logistica, distribuzione e vendita), considerando gli effetti diretti (valore aggiunto, contribuzione fiscale, occupazione, ecc.) delle attività dell’industria birraria italiana, quelli indiretti e indotti, le ricadute degli investimenti pubblici.

La ricerca offre infine il dato che, se irrealisticamente in Italia scomparisse tutto ciò che contribuisce alla produzione, distribuzione e consumo della birra, si creerebbe un “vuoto” in termini di ricchezza generata, per tutti gli attori della filiera, pari allo allo 0.52% del Pil italiano.

In termini di occupazione, la birra permette a quasi 100.000 famiglie di avere una fonte di reddito, assicurando lavoro a 92.190 dipendenti distribuiti proporzionalmente lungo l’intera filiera, distribuendo salari lordi di oltre 2,5 miliardi di euro (2.525 milioni di euro). In 3 anni la filiera della birra è stata in grado di offrire ben 4.500 posti di lavoro in più (il numero di dipendenti nel 2015 era infatti di 87.668). In particolare, nel 2018 per ogni addetto alla produzione della birra, il settore è riuscito ad assicurare ben 29,3 occupati complessivi a livello di filiera.

ll contributo delle aziende birrarie a questo percorso di valorizzazione della birra e della sua cultura è fondamentale –osserva la nota stampa di Heineken- e si declina tra innovazione, alta formazione, diversificazione dei gusti e dell’offerta. In tre anni, i grandi gruppi hanno avutola possibilità di investire e i piccoli imprenditori dicrescere ulteriormente e ampliare la propria capacità distributiva. Heineken, presente nel nostro Paese dal 1974, ha portato ricchezza e occupazione puntando sulla valorizzazione di birre locali che hanno una tradizione e un posto speciale nel cuore delle persone. Portando cioè nel bicchiere di birraun universo valoriale fatto di territori, persone, tradizioni locali”.

La conferma arriva da Søren Hagh, Ad di Heineken Italia:  «Da qualche anno c’è un nuovo modo di bere birra in Italia. Il consumatore italiano cerca sempre più birre che hanno una storia da raccontare, un’esperienza in cui possano riconoscersi. Heineken Italia ha interpretato questa istanza fornendo un respiro nazionale e perfino internazionale a brand che avevano un vissuto soprattutto regionale. È una filosofia imprenditoriale un percorso che abbiamo cominciato con Birra Moretti, passando per Ichnusa fino alla novità di quest’anno Birra Messina, un marchi ofino a poco tempo fa quasi sconosciuto dagli italiani ma vero e proprio orgoglio per la Sicilia».

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