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La guerra degli spaghetti alla bolognese continua

"Gli spaghetti alla bolognese non esistono": lo dice il sindaco e l’ambasciata americana ma il comitato e alcuni chef rispondono: «Basta inesattezze da sindaco, sono citati in documenti storici». Un libro del compianto Piero Valdiserra

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 25/03/2019

Una guerra vera e propria contro lo spaghetto  “bulgnais”, ovvero gli spaghetti alla bolognese. Una crociata che vede in prima fila il Sindaco di Bologna, la Coldiretti  e l’Ambasciata Usa da una parte, alcuni chef e il Comitato per la Promozione della Ricetta originale degli Spaghetti bolognesi dall’altra parte.

Tutto parte un mese fa  da una intervista rilasciata al Telegraph dal sindaco di Bologna Virginio Merola, (“E’ strano essere famosi in tutto il mondo per un piatto che non è nostro” raccontava Merola al giornalista inglese),  e poi il 25 febbraio da un suo commento via twitter «Cari cittadini – ha scritto Merola (vedere la foto qui sopra) – sto collezionando foto di #spaghetti alla bolognese in giro per il #mondo, a proposito di fake news. Questa arriva da Londra» e allega immagine di una lavagna fuori da un locale della capitale britannica, con scritto ‘specialità della casa, spaghetti bolognese, 6.95 sterline. E conclude: «Se potete inviatemi le vostre».

Il primo endorsement arriva dall’Ambasciata americana a Roma indirizzata al primo cittadino con una dichiarazione ufficiale: «Gli spaghetti alla bolognese non esistono» e aggiungono: il sindaco di Bologna sta affrontando una «giusta battaglia via social contro una delle fake news più difficili da sconfiggere».

Comitato Spaghetti Bolognesi, ‘piatto non è una fake news – «Basta inesattezze da sindaco, sono citati in documenti storici»

Apriti cielo!, i difensori degli spaghetti felsinei si mobilitano e la replica è del portavoce del Comitato per la Promozione della Ricetta originale degli Spaghetti bolognesi, che incalza: «Basta inesattezze da sindaco, gli spaghetti sono citati in documenti storici».

Sostenere il contrario è una inesattezza storica, dice il comitato, guidato dall’avvocato Gianluigi Mazzoni e dallo chef Stefano Boselli, che sta portando avanti dal 2016 un processo di comunicazione per riabilitare e promuovere questo “piatto della tradizione e allo stesso tempo brand internazionalmente riconosciuto“, proponendo una ricetta che riguarda gli spaghetti e la città di Bologna.

Lo stesso Comune di Bologna – afferma Mazzoni – li preparava nel 1800 a sostegno delle classi meno protette, il nostro sindaco dovrebbe ricordare questo piatto dal valore storico e sociale invece di attaccarlo”.

La querelle continua e non è per nulla risolta. E poco importa se all’estero quei menù con la scritta a caratteri cubitali “Spaghetti alla bolognese” fanno un po’ sorridere. La battaglia è tutta italiana e sembra non finire mai.

Coldiretti ER: «Bene il sindaco di Bologna contro i falsi spaghetti alla bolognese»


Scende in campo la Coldiretti Emilia Romagna, con una nota alla stampa, arrivata questa mattina (24 marzo): «Il Sindaco Merola ha ragione quando condanna gli spaghetti bolognesi spacciati nel mondo come piatto tipico del capoluogo, ma è solo la punta dell’iceberg». E i famigerati e fantomatici spaghetti alla bolognese “sono solo un esempio –aggiunge Coldiretti- di come fuori dall’Italia la tradizione gastronomica della nostra regione venga sistematicamente brutalizzata con l’obiettivo di vendere prodotti falsi, spacciati per italiani”.  E aggiungono i nomi di tanti prodotti taroccati.

I veri spaghetti alla bolognese potrebbero essere invece quelli col tonno:

Gli spaghetti con il tonno alla bolognese: è ricetta tradizionale

A questa querelle che sta infuocando i social in queste ore vogliamo aggiungere un ricordo.

La Balla degli Spaghetti alla Bolognese

Alcuni anni fa è uscito un volume intitolato: “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico”.

L’ autore, il compianto Piero Valdiserra, bolognese verace, ricercatore economico e scriveva anche su questa testata, era stato il promotore di un gruppo di amici da nome: La Balla degli Spaghetti alla Bolognese.

Nei suoi primi anni di attività, uno dei meriti maggiori della Balla degli Spaghetti alla Bolognese è stato quello di adoperarsi per contrastare i luoghi comuni che affliggono il piatto in questione. Tali luoghi comuni, su cui il libro si sofferma in dettaglio per confutarli, sono:

  • Gli Spaghetti alla Bolognese non esistono.
  • Gli Spaghetti alla Bolognese sono cattivi.
  • Gli Spaghetti alla Bolognese sono quelli al tonno.
  • Gli Spaghetti alla Bolognese risalgono alla Seconda Guerra Mondiale.

La critica serrata e ben documentata alle “leggende metropolitane” di cui sopra prelude alla parte positiva, costruttiva del testo, che può riassumersi nelle due tesi seguenti:

  1. A)  Gli Spaghetti alla Bolognese rappresentano a tutti gli effetti un prodotto tipico della tavola bolognese, anche se di natura decisamente particolare: più in specifico, rappresentano l’altra faccia del tipico;
    B) Gli Spaghetti alla Bolognese costituiscono un formidabile vettore di promozione della città di Bologna e del suo territorio.

La seconda parte del libro argomenta le tesi A) e B) con ricchezza di esempi, richiami, aneddoti e riferimenti, arrivando a concludere che gli Spaghetti alla Bolognese possono diventare il punto di partenza per una rinnovata opera di valorizzazione, anche e soprattutto internazionale, dei tesori tradizionali della tavola petroniana. In un’ottica di forte, autentico, modernissimo marketing territoriale. Due appendici, dedicate rispettivamente alle poesie sugli Spaghetti alla Bolognese e alla ricetta del Ragù Classico Bolognese, concludono la trattazione. Un ricco apparato di note consente infine di rintracciare, in dettaglio, i tanti rimandi disseminati nei dieci capitoli del volume.

I dati del libro: Piero Valdiserra, “Spaghetti alla Bolognese: l’altra faccia del tipico”, Bologna, Edizioni Edi House, 2016, 80 pagine, 8 euro.

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