L'interpretazione della Valpolicella di Burato Wines - InformaCibo

L’interpretazione della Valpolicella di Burato Wines

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 27/05/2024

Riuscire a preservare il patrimonio inestimabile della tradizione, dando vita a vini in linea con le nuove tendenze di bevuta e in grado di sostenere gli effetti del cambiamento climatico. È questa la grande sfida per chi produce vino in questo momento. Una sfida che tra le colline calcaree di Marcellise, a nord-est di Verona, ha raccolto Andrea Burato, imprenditore vicentino che con la sua cantina Burato Wines sta lavorando a una nuova interpretazione della Valpolicella. Una visione che porti nel calice le caratteristiche del territorio e racconti le specificità di Marcellise.

Le origini di Burato Wines

Andrea Burato, nato nel 1975, ha sviluppato sin da giovane un forte legame con il mondo del vino, grazie all’azienda agricola di famiglia a Marcellise. Dopo aver conseguito una laurea in ingegneria e aver completato una formazione come sommelier, Burato ha incontrato l’enologo Damiano Peroni nel 2013. Episodio determinate perché questa collaborazione ha dato vita a Burato Wines, con l’obiettivo di produrre un Valpolicella Superiore e un Amarone Riserva che riflettessero autenticamente il territorio.

La coltivazione delle uve è da sempre la mia passione. Fin da quando ho iniziato a seguire mio padre nella conduzione dei terreni mi entusiasmava l’idea di vinificare, ma non riuscivo a percepire l’identità di un vino ‘mio’, ad immaginarmi un’espressione del territorio da mettere in bottiglia. Poi ho conosciuto Damiano, ed è incredibile come fin da subito abbiamo trovato una condivisione delle idee ed una direzione comune.

Andrea Burato

Andrea Burato
Andrea Burato

Un territorio vocato alla viticoltura

Ma non ci sarebbe Burato Wines senza Marcellise, ovvero una vallata dai terreni calcarei in cui lo scoglio bianco fa da padrone, ad un’altitudine che oscilla tra i 120 e i 200 metri sul livello del mare. Tra i circa 20 ettari di proprietà sono stati identificati i due cru più indicati, differenziandoli per forme di allevamento, conduzioni e rese, studiate per consentire di esaltare le caratteristiche che si vogliono esprimere nei due vini.

L’approccio produttivo – e la filosofia di Burato in generale – si discosta dunque dai dettami classici della cernita nella denominazione: per la cantina veneta è fondamentale distinguere le zone di produzione e coltivare ogni vigneto con tecniche agronomiche specifiche per ottenere un certo tipo di prodotto.

In Valpolicella convivono due modalità distinte per produrre i vini a denominazione: l’appassimento, in cui le uve riposano nei fruttai per alcuni mesi e da cui si ottiene l’Amarone, e la ‘vinificazione in fresco’, cioè uve raccolte e subito pigiate come accade generalmente nel mondo enoico. Ma se da una parte l’appassimento conferisce aromi, profumi e struttura al vino, e l’obiettivo principale è garantirne l’equilibrio, dall’altra bisogna lavorare per conferire eleganza e complessità ad un vino ottenuto da uve fresche. Per questo occorre ottimizzare le operazioni di potatura verde e diradamento, azioni che si differenziano nei tempi e nei modi per le uve del Valpolicella Superiore rispetto a quelle dell’Amarone.

Accanto alla complessità, per Burato ogni grande vino deve caratterizzarsi per una piacevolezza di beva che soltanto l’equilibrio tra durezze e morbidezze può garantire. Ecco perché nei suoi vini, soprattutto nell’Amarone, è fondamentale preservare l’acidità delle uve al fine di bilanciare le strutture importanti esaltate dall’appassimento.

Le modalità di coltivazione e vinificazione variano a seconda dall’andamento climatico e vengono adattate di volta in volta affinché il prodotto finale sia sempre, e prima di tutto, espressione del territorio da cui proviene e restituisca nel bicchiere ciò che quel territorio in quella specifica annata è riuscito ad offrire.

Le coltivazioni intensive, l’uso di fertilizzanti e agrofarmaci e la monocultura sono tecniche contro la conservazione dell’ambiente e della biodiversità oltre che contro la qualità del vino. Nel nostro piccolo crediamo nell’importanza di preservare la natura in cui viviamo per le generazioni future, come anche di tramandare loro conoscenza e bellezza: in quest’ottica ci siamo impegnati nel restauro e nella valorizzazione della villa Orti Manara, manufatto del XIV secolo che custodiamo come un vero e proprio gioiello

L’obiettivo della cantina veronese è lasciare dunque che sia la natura a guidare il processo: “Io non ho fatto niente, solo il movimento giusto nel tempo giusto“, afferma Burato, evidenziando come il suo ruolo sia quello di facilitare l’espressione naturale del terroir.

Amarone burato wines

I vini di Burato

Dai circa 2 ettari di vigneto selezionato, la cantina veneta produce circa 6.000 bottiglie di Valpolicella Superiore e 3.500 di Amarone Riserva. Entrambi i vini sono pensati per rispecchiare, ognuno secondo le proprie qualità, le specificità del territorio di Marcellise.

Le uve Corvina e Corvinone vengono vinificate separatamente in tini troncoconici da 30 ettolitri e poi unite in percentuali variabili di anno in anno in base all’andamento stagionale e ai parametri dei vini, per raggiungere il miglior equilibrio possibile tra freschezza e rotondità e garantire una continuità dello stile nelle varie annate. La macerazione a freddo prefermentativa fondamentale per l’estrazione dei profumi – che dura 5-6 giorni per il Valpolicella e 15 giorni per l’Amarone – è seguita da una fermentazione controllata a 20-25° e quindi da una post macerazione a caldo per l’estrazione del tannino e delle durezze utili alla struttura ed all’invecchiamento.

L’affinamento prevede 4 anni in botte grande da 20 ettolitri di rovere francese più 2 in bottiglia per l’Amarone Riserva e 3 in botte da 20 ettolitri di rovere europeo più 2 in bottiglia per il Valpolicella Superiore.

Ne derivano un Valpolicella Superiore persistente e strutturato, in cui la freschezza e la sapidità dovuta al terreno si uniscono ad una raffinata nota morbida sul finale, e un Amarone verticale ed elegante di differente concezione rispetto all’approccio classico di morbidezza e sentori terziari. Due prodotti molto bilanciati e destinati a evolvere nel tempo.

Burato Wines rappresenta dunque un bel tentativo di raccontare la Valpolicella attraverso un approccio rispettoso della natura e del tempo. I vini prodotti da Andrea Burato sono un invito a scoprire le peculiarità di Marcellise.

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L'Autore

Giornalista

Giornalista e digital strategist per ViaBagutta Comunicazione. Scrivo di food & beverage per testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage de La Repubblica. Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.