Nasce “Lomellina Terra di Riso”, il marchio collettivo che valorizza il riso della Lomellina
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 23/04/2026
Un nuovo marchio collettivo per dare identità, riconoscibilità e valore a uno dei territori risicoli più importanti d’Europa. Nasce Lomellina Terra di Riso, progetto che riunisce sette aziende agricole della provincia di Pavia con l’obiettivo di raccontare in modo unitario il riso della Lomellina, oggi al centro di una filiera che punta su qualità, biodiversità e legame con il territorio.
Il debutto ufficiale segna una tappa concreta di un percorso avviato nel 2024 con la costituzione dell’associazione. Non solo un nuovo marchio, quindi, ma un progetto strutturato che intende rendere più leggibile sul mercato l’origine del prodotto e il lavoro delle aziende coinvolte.
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Indice
Il peso del riso della Lomellina in Italia e in Europa

Lomellina Terra di Riso è un marchio ombrello che mette insieme esperienze produttive diverse. L’obiettivo? Trasformare un prodotto spesso percepito come indistinto in un’espressione di territorio e filiera.
Il contesto in cui nasce il marchio è quello di una filiera strategica per l’agroalimentare italiano. Con circa 230mila ettari coltivati e una produzione annua di 1,5 milioni di tonnellate, l’Italia è il primo produttore di riso in Europa, coprendo oltre il 50% della produzione dell’Unione.
In questo scenario, la Lomellina rappresenta uno dei poli più rilevanti, con circa il 30% della produzione nazionale concentrata in quest’area tra le province di Pavia, Vercelli e Novara. Un territorio in cui il riso è una coltura ma anche un elemento strutturale del paesaggio e dell’economia locale.
Le aziende coinvolte e il modello di filiera
A dare forma al marchio sono sette realtà del territorio: Cascina Alberona, Cascina Mora Bassa, Cascina Bosco Fornasara, Marta Sempio Riso, Azienda Agricola Zerbi, Azienda Agricola Massino e Azienda Agricola Santa Maria. Aziende diverse per dimensioni e impostazione, ma accomunate da un approccio condiviso alla produzione e alla valorizzazione del riso lomellino.
Uno degli elementi centrali è l’organizzazione della filiera. Il riso raccolto viene infatti lavorato in un unico centro, presso l’azienda Ferraris Luigi di Cascina Alberona, dove il ciclo è controllato e standardizzato. L’obiettivo è garantire uniformità qualitativa, tracciabilità e un prodotto finale con una percentuale di chicchi rotti inferiore all’1%, parametro significativo per il posizionamento sul mercato.
Le regole di produzione: sostenibilità e agricoltura rigenerativa

Alla base del progetto c’è una precisa idea di agricoltura. Le aziende aderenti adottano come riferimento l’agricoltura rigenerativa, con pratiche orientate alla tutela del suolo e della biodiversità. Rotazioni colturali, utilizzo di cover crops, lavorazioni ridotte e sommersione invernale sono alcune delle tecniche impiegate per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema agricolo.
Accanto alla sostenibilità ambientale, il progetto include anche un impegno sul piano sociale, con attenzione alla qualità del lavoro e alla valorizzazione delle fattorie didattiche. La filiera corta e la concentrazione delle lavorazioni sul territorio contribuiscono inoltre a ridurre gli spostamenti e a rafforzare il legame tra produzione e area di origine.
Le varietà: dal Carnaroli ai risi storici recuperati

La prima selezione del marchio riunisce sette varietà rappresentative del territorio come il Carnaroli, proposto in diverse declinazioni – classico, biologico, tradizionale e semilavorato – accanto al Vialone Nano classico. A queste si affiancano varietà storiche come Rosa Marchetti e Lomello, recuperate e custodite da aziende del territorio.
Una scelta che mette al centro la biodiversità varietale e la possibilità di raccontare il riso non come prodotto uniforme, ma come insieme di identità diverse, con caratteristiche specifiche in termini di consistenza, profumo e comportamento in cucina.
Il progetto prevede inoltre l’ingresso progressivo di altre varietà coltivate in Lomellina, dalle tipologie aromatiche ai risi pigmentati.
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Il nuovo packaging

Il lancio del marchio passa anche attraverso un nuovo packaging condiviso, pensato per rendere immediatamente riconoscibile il prodotto. La grafica, essenziale e contemporanea, richiama due elementi distintivi della Lomellina: le risaie, rappresentate attraverso i colori delle stagioni, e i castelli, presenza diffusa che ha valso all’area l’appellativo di “piccola Loira”.
Sulla confezione compare la dicitura “Fatto con passione in Lomellina”, scelta che punta a rendere esplicita l’origine in un mercato in cui spesso la provenienza del riso non è immediatamente leggibile.
Il progetto non si limita alla dimensione produttiva. “Lomellina Terra di Riso” include infatti un programma di iniziative che si svilupperà fino al 2027, con degustazioni, eventi e attività. L’obiettivo è costruire un racconto più ampio, che tenga insieme prodotto e territorio.
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