Marco Sacco sbarca a Torino: una nuova era per Piano35

di Francesca Sponchia

Ultima Modifica: 03/10/2018

In corso Inghilterra 3 a Torino c’è il grattacielo Intesa San Paolo, e al 35esimo piano di questo palazzo moderno e maestoso si trova un ristorante molto particolare che da settembre porta la firma di un piemontese DOC: Marco Sacco. Piano35 è il ristorante più alto d’Italia, circondato da una serra bioclimatica e da vetrate da cui si gode la splendida vista della vecchia Torino dalla nuova Torino. E nella nuova Torino c’è spazio anche per la proposta gastronomica di uno chef come Marco Sacco, già due stelle Michelin con il suo gioiellino il Piccolo Lago di Mergozzo. Uno chef che conosce benissimo il territorio e si batte per farlo conoscere e proteggerlo, grazie anche alla sua associazione Gente di Lago, ma che non ha paura di osare e di contaminarsi con sapori e idee nuove.

Piano35, gli chef che si sono avvicendati nel ristorante più alto d’Italia

Piano35 non è una nuova apertura, nella sua breve ma intensa storia si sono già avvicendati due chef che forse non avevano trovato la formula giusta per affrontare la sfida di portare i torinesi a mangiare a quota 150 (metri). Prima di Marco Sacco ci sono stati infatti illustri precedenti: da Ivan Milani al suo pupillo Fabio Macrì. Nessuno ha avuto la fortuna di trasformare questo nuovo ristorante nel nuovo posto della Torino moderna. Da un lato la sfida è ardua: chiedere ai torinesi di uscire dalle rassicuranti piole per arrampicarsi su un grattacielo per mangiare non è cosa da poco. Anche se quel grattacielo è stato progettato da Renzo Piano per accogliere proprio la città e i suoi cittadini.

Marco Sacco Piano 35 - il ristorante

Mangiare nei non-luoghi: una barriera culturale tutta italiana

Mangiare fuori dal classico ristorante su strada non è un problema soltanto dei torinesi. Gli italiani hanno una barriera culturale che riguarda il mangiare nei “non-luoghi”. Perchè per noi il cibo è un fattore culturale, e abbiamo identificato chiaramente i luoghi che lo possono accogliere: le tavole di casa e le tavole del ristorante. Non stiamo parlando soltanto di grattacieli, ma anche dei musei dove i ristoranti nell’ultimo anno sembrano aver trovato una nuova casa. Tanto quanto degli alberghi, che abbiamo sempre eletto come posti dove mangiare in fretta, per forza. Dove si mangia quando si è in giro per lavoro, o al mare in formula pensione completa. Il ristorante in albergo è ben diverso dal ristorante d’albergo, mentre all’estero molto spesso sono proprio gli alberghi a ospitare ristoranti di alto livello. È un ostacolo culturale di tutti gli italiani, persino dei milanesi che sono sempre più aperti alle nuove esperienze gastronomiche. Questa barriera deve essere superata grazie a una proposta gastronomica interessante. Il cibo è cultura ma può e deve diventare anche un’esperienza a 360°.

Il grattacielo Intesa San Paolo e lo stretto rapporto con l’enogastronomia

Un luogo di lavoro che fosse proprio aperto alla città, questa era l’intenzione quando è stato pensato il grattacielo. Regalare qualcosa alla città, prendersi uno spazio ma restituire qualcosa. Una torre di vetro e acciaio creata per essere illuminata con luce naturale con un progetto di sostenibilità. L’intero edificio è infatti alimentato da fonti rinnovabili e da 1.600 m2 di pannelli fotovoltaici. L’edificio comprende anche un Auditorium da 364 posti dove si tengono eventi e manifestazioni culturali aperte al pubblico. Il grattacielo Intesa San Paolo apre spesso infatti le sue porte ai visitatori offrendo anche percorsi guidati nelle parti aperte al pubblico. Il calendario eventi si trova su www.grattacielointesasanpaolo.com. Piano35 non è il solo progetto di Intesa San Paolo legato al mondo dell’enogastronomia. Anche a Milano nell’ultimo anno la banca ha ceduto parte dei suoi spazi a Iginio Massari e alla sua pasticceria. La spiegazione ci dicono essere molto semplice: Intesa San Paolo da sempre promuove la cultura e l’enogastronomia fa parte di quel bagaglio culturale che bisogna valorizzare e preservare. Piano35 è la sintesi perfetta di questo concept.

Marco Sacco Piano 35 - pane

La sfida di Marco Sacco al Piano35

Sicuramente Marco Sacco non ha paura delle sfide. Quando gli chiediamo di spiegarci cosa si aspetta da questo nuovo ristorante e le sfide che lo accompagneranno, ci spiega con grande semplicità che i torinesi sono il suo pubblico. Un pubblico molto affezionato alla cucina tradizionale. Un pubblico di sostanza, di gusto e non di apparenza, che sceglie con attenzione dove spendere i propri soldi. Il pane e i grissini vengono fatti in un laboratorio in città su ricetta dello chef. A Torino per fortuna non mancano le realtà artigianali a cui delegare un compito così importante come quello del pane. Ma Piano35 non accoglierà solo i torinesi, si aspetta turisti, uomini d’affari di passaggio e i cari vicini milanesi che per raggiungere il ristorante dovranno solo prendere un comodo Frecciarossa che li farà scendere di fronte alla porta d’ingresso in soli 45 minuti. Meglio di un taxi all’ora di punta. Ecco perchè l‘offerta gastronomica è stata pensata per incontrare i gusti di tutti. Il progetto di Piano35 e Marco Sacco è nato soltanto ad agosto diventando operativo a settembre: servirà del rodaggio. Con calma ci sarà da mettere le mani sull’aspetto della sala che al momento risulta molto elegante ma a cui non farebbe male un po’ di personalità.

Marco Sacco

Piano35: i menù degustazione a cena

Sono 3 i menù della cena ideati da Marco Sacco e il suo team. 7 piatti, tra ricette nuove e ricette che pescano dalla lunga storia e tradizione del Piccolo Lago. Si parte con il menù Piemonte, un menù dedicato alla regione e agli amanti della cucina tradizionale. Un menù che rispetta molto le tecniche di cottura e gli ingredienti tradizionali. Lo chef Marco Sacco non vuole scherzare con il fuoco, la tradizione è tradizione. Qui trovate il vitello tonnato, un magatello rosa tenerissimo accompagnato da una salsa saporita e aria di acciuga. Ci sono anche i ravioli del plin ai tre arrosti e il filetto di fassona, fondente di patate e spinacini, e sbrisolona di polenta. Niente piatti miseri ma porzioni abbondanti ma che vi lasceranno comunque una sensazione di leggerezza. Il secondo menù, Mediterraneo, è quello che parla del nostro Paese. Qui siamo a cavallo tra tradizione e innovazione: mazzancolla in kataifi, cous cous, burro d’arancia e zenzero; spaghetto d’Italia; agnello, melanzana affumicata, maionese al timo. È in questo menù che si trova il piatto preferito dallo chef Marco Sacco, quello a cui lui tiene di più: il pancotto ai frutti di mare. Il pancotto per lo chef è il piatto dell’infanzia, quello che gli ricorda la cucina della nonna. Il pane viene cotto in acqua di mare e servito con i frutti di mare. Il terzo menù è Mondo, un percorso che racconta l’esperienza dello chef durante i suoi vari viaggi in posti vicini e lontani e come la sua cucina è stata contaminata dai nuovi incontri di sapori e tecniche. Il volo dell’anatra e babà al Rio vi aspettano.

Non solo cena: le proposte del pranzo

In una location così strategica per il business torinese, non poteva di certo mancare una proposta di business lunch. Un pranzo interessante e completamente modulabile che parte dalla scelta di due piatti. Un’offerta in chiave bistrot che hanno piatti con 4 diverse fasce di prezzo da abbinare creandosi un personale percorso gastronomico. Anche qui trovate il vitello tonnato che vi consiglio di abbinare a risotto, zucca e salsiccia di Bra. Se siete amanti della pasta potete provare i tagliolini con fonduta Castelmagno e caviale di tartufo e lo spaghetto con gambero e burrata.

Marco Sacco Piano 35 - pancotto ai frutti di mare

Info

Ristorante Piano35 è aperto la sera dal lunedì al sabato dalle 19.30 alle 22.00 e a pranzo dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 14.30.
La prenotazione è obbligatoria.

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