Metti una Sera d'Estate... a Civitella del Tronto - InformaCibo

Metti una Sera d’Estate… a Civitella del Tronto

di Informacibo

Ultima Modifica: 11/07/2017

Tra il mare e la luna abbracciati dalle montagne con Massimo Bottura e i Ragazzi dell'Agave

di Alba Simigliani  foto di Nicola Zinni

 

In una notte di mezza estate, il 7 luglio scorso, l'antico borgo di Civitella del Tronto  (Te), annoverato fra i più belli d'Italia, torna alla ribalta e la sua imponente Fortezza Borbonica  diventa luogo di relazioni vivo e palpitante nella suggestione Etico-Mitica di un grande Evento con Massimo Bottura e i ragazzi della Associazione Agave.
Una cena superstellata per portare a compimento il progetto di formazione in ambito lavorativo dei ragazzi disabili. Un connubio esemplare di eccellenze solidali, fortemente voluto da Daniele Zunica, Patron dello storico Ristorante-Hotel Zunica 1880, cui  va una speciale menzione d'onore!
Fra arte, cultura, musica, enogastronomia, territorio, solidarietà  e paesaggio mozzafiato, questo luogo così antico, eppure attualissimo, ha catturato, con la plurisensorialità delle proposte, i numerosi partecipanti ed è stato il palcoscenico perfetto per illuminare un territorio vasto che dall'Abruzzo sconfina nelle Marche.
 
Nell' imponente scenario della Fortezza, dove la natura e l'uomo sembrano sfidarsi in potenza e bellezza,  Massimo Bottura, ha presentato i suoi grandi piatti.
Lo chef di fama mondiale,  che non ha bisogno di presentazioni, ha forti legami con l'Abruzzo. Il suo secondo nella brigata di cucina della Francescana di Modena, Davide di Fabio è originario di Bellante (Te).  Inoltre, Bottura, noto per la  magistrale creatività e bravura in cucina, è anche un appassionato d'arte, un fine conoscitore e collezionista  d'arte contemporanea e vanta  l'amicizia con una delle più importanti operatrici culturali internazionali, Lucrezia De Domizio Durini. Una mecenate particolarmente sensibile ai temi dell'arte sociale e alle problematiche ambientali e umanitarie, divulgatrice del pensiero e dell'opera di Joseph Beuys (che per tanti anni ha operato in questa regione) che ha scelto l'Abruzzo e Bolognano, paese del marito, in provincia di Pescara,   per continuare a parlare agli uomini e alla natura attraverso la Piantagione Paradise.  “Tutti gli uomini sono artisti- ogni uomo ha una energia creativa. Qualsiasi cosa faccia con passione, è buono per l'umanità… Se un cuoco cucina con amore è un artista, poiché il cibo non è un alimento solo per il corpo, ma anche del pensiero” Questo il messaggio della baronessa!

Questo Evento accende i riflettori su l'intero Abruzzo grazie anche alla partecipazione di tanti artisti e musicisti fra cui Tony Esposito, Mark Kostabi, pittore e compositore statunitense,  e di Mariano Moroni che con la  mostra  di arte contemporanea “Sensory Path”, curata da Silvia Pegoraro, espone ed organizza i suoi giochi di forma e di luce conferendo agli spazi immensi della Fortezza un nuovo orizzonte di significato.  Di grande effetto la Liquid Tower, che fa da sfondo alle tavole imbandite, un assemblaggio di 2256 componenti tra bicchieri, tazzine, piattini e coppette in acrilico e vetro della lina Venice – Prezioso quotidiano by Guzzini.

Da Rocca Aragonese e struttura militare, dunque, la Fortezza  trasforma le sue vaste piazze d'armi e le caserme dei soldati in una incantevole e suggestiva location incorniciata dalla potente bellezza dei massicci del Gran Sasso, dei monti della Laga, della Majella, dei monti Gemelli fino al mare Adriatico.

Il “benvenuto” è affidato ai  Finger Food del bravo chef Sabatino Lattanzi del Ristorante Zunica 1880 con un Menu  straordinario: dal gambero rosso in una deliziosa spuma di frutto della passione  al “nido” di ostrica con accenno di formaggio di capra e mela verde; dall'omaggio alle vicine Marche  col panino  croccante  con formaggio fritto e ciauscolo, alla deliziosa crema di pecorino con uova di quaglia e tartufo della Laga. Il tutto accompagnato egregiamente dagli ottimi vini delle Cantine Marramiero, Illuminati, De Angelis Corvi, dei Fratelli Barba, di Torre dei Beati e di Terraviva.

Ad accogliere i numerosi ospiti anche chicche golose del territorio: la Ventricina di Fracassa Salumi  e il classico pane e olio evo dell'Azienda Marina Palusci e del frantoio Pedicone.

L'attesa cena del pluristellato Massimo Bottura  inizia con il  Ricordo di un panino alla mortadella. Questa “memoria” è stata “ricordata” con una pura essenza di mortadella accanto ad un pezzo di gnocco croccante, crema di aglio dolce e pistacchi tritati, sul lato.
A seguire La parte croccante di una lasagna, ovvero l' essenza della lasagna e  i Tortellini in crema densa di Parmigiano Reggiano. E' lo stesso Bottura a raccontare i suoi piatti: “La mia è una cucina tradizionale vista a 10 Km di distanza.  Il piatto è una sorta di compromesso storico fra i tradizionali Tortellini in brodo di cappone e quelli con la panna. Un umami perfetto senza l'utilizzo della panna, ma con  un'emulsione di Parmigiano Reggiano di 36 mesi di razza bianca modenese e acqua naturale per garantirne la purezza.” 
Viene servita, poi, una portata spettacolare, un piatto “dipinto” paragonabile ad una tela di Mirò: Psichedelic Spin Painted Veal, not Flame Grilled, ovvero un vitello  che rappresenta la grande tradizione toscana  della carne alla griglia, ma il vitello è cotto sottovuoto per preservarne le proteine essenziali, poi ricoperto di cenere e carbone e abbigliato con clorofilla, crema di patate, succo di barbabietola rossa, peperone giallo e arancione, Aceto Balsamico Villa Manodori. A stupire è anche la delicatezza di una Caear salad in bloom che racchiude il profumo e il colore della stagione estiva con i petali di fiori di camomilla, gelsomino e polvere di lampone essiccata che ricordano i sentori della natura .
Dulcis in fundo: Oops… mi è caduta la crostata al limone, la famosa crostatina al limone rotta che gioca tra convenzioni e aspettativa con strati di zabaione al limone, sorbetto alla verbena e una frolla delicata che incontrano bergamotto e canditi.

Completano il ricco menu il pane del Governatore Fratelli Tribotti e l'insieme di eccellenti vini del territorio: dal fresco Pecorino Tiberio, al Cerasuolo Nicodemi a quello della Tenuta Ulisse al Montepulciano d' Abruzzo di Emidio Pepe, e, per finire, il vino da tavola da muffa nobile “Lorè”  2007  Illuminati.
I  liquori “Ratafià” Praesidium e l'Anisetta Meletti chiudono la cena, ma non la serata ancora ricca di musica, di arte e di rapporti umani.

In tanti hanno risposto all'invito, in tanti hanno salito i mille gradini della Fortezza di Civitella del Tronto per prendere parte al connubio perfetto tra alta cucina, arte, design,  musica e solidarietà, per vivere emozioni e sapori intensi, per applaudire i tanti attori generosi e capaci, e tutti i protagonisti che lo hanno reso possibile, per contribuire a dare forma reale e completare il sogno dell'Associazione Agave di cui Loredana Fanini e Gino Natoni sono, rispettivamente, Presidente e Vice Presidente.

C'è un filo conduttore che unisce le regioni confinanti di Abruzzo e Marche e ci sono persone ed Istituzioni che con lo stesso filo che lega cultura, arte, enogastronomia dei due territori tessono progetti  e sogni e scrivono  la storia dell'Italia migliore con l'ossessione della qualità e l'evoluzione della passione.

I sogni guidano e portano lontano!

Ampliando i propri confini per diventare più grandi e più forti, i  Comuni di Ascoli Piceno e di Civitella de Tronto  insieme da tempo danno vita ad una serie di eventi e a fruttuose e lungimiranti collaborazioni,  come quella appena conclusasi a Civitella.
Le recenti calamità non offuscano le due regioni  fra le più belle ed interessanti d'Italia, e l' esemplare  protocollo di intesa turistica sottoscritto dal Comune di Ascoli Piceno e di Civitella del Tronto (Te), con lo scopo di promuovere e valorizzare il vasto territorio, sconfinando dalle rispettive  regioni, rafforza il loro dinamismo e danno nuova luce alle straordinarie potenzialità e risorse di questi luoghi.

Anche qui miti e leggende, storia e bellezze  sono difese con orgoglio e  fierezza, con forza ostinata e passione incrollabile.
Il popolo piceno ha origini antiche testimoniate da palazzi, cattedrali, chiese, piazze di rara bellezza. Un vero museo a cielo aperto che ha preservato tutti gli stili più rappresentativi resi armonici dall'uso della pietra locale: il  travertino, un marmo giovane utilizzato fin dall'epoca romana.

Sempre “cullata” dal terremoto, questa città resta solida negli edifici e nel carattere dei suoi abitanti. Anche il recente evento sismico non l'ha segnato in modo significativo, grazie anche al  suo Patrono: Sant' Emidio, santo tedesco invocato in tutto il mondo come protettore dai terremoti.

Equidistante dal mare,  Ascoli è uno scrigno di bellezze e di bontà!

Tra i tanti punti di interesse storico ed artistico di Ascoli Piceno, il Caffè Meletti è una tappa obbligata.
La facciata neoclassica sulla incantevole Piazza del Popolo, introduce ad uno spazio elegante. Rara espressione di liberty nelle Marche,  dichiarato dal 1981 di interesse storico- artistico,   conserva inalterato tutto il suo fascino negli arredi autentici e negli affreschi con singolari  richiami al tema dell'anice, tanto cara alla famiglia Meletti, base della specialità della casa: l'Anisetta. Ristorante e Bar, ai cui tavoli si sono seduti illustri personaggi e i più grandi nomi dell'arte e della cultura di fama internazionale dal 1907, il Meletti resta sempre inconfondibile e speciale!

Tanti sono i punti di ristoro in città per gustare le  specialità di questa terra, ma per una sosta golosa e per un caffè straordinario il Caffè – Pasticceria Yoghi nella bella Piazza Arringo ne ha davvero per tutti i gusti!

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Capo Redattore