Nasce Archeo-Enologica il futuro dell’enologia calabrese - InformaCibo

Nasce Archeo-Enologica il futuro dell’enologia calabrese

Gabriele Francesco Bafaro, giovane archeologo calabrese, unisce la sua passione per i vini e la sua professione di archeologo e crea la cantina Archeo-Enologica. Il tutto rappresenta un originale progetto che gode del Patrocinio dell’Università della Basilicata

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 26/02/2021

I primi coloni greci che giunsero sulle coste della Calabria chiamarono queste terre “Enotria”, che letteralmente significa terra degli uomini del vino. Ciò porta la regione Calabria ad avere i vini d’Italia e del mondo tra i più antichi.

Con circa 10.000 ettari vitati, la Calabria è la quindicesima regione italiana per superficie coltivata a vite e rappresenta l’1,62% del patrimonio viticolo nazionale. E proprio per andare alla ri-scoperta della migliore Calabria vitivinicola abbiamo affidato a Raffaele D’Angelo, un calabrese Doc, esperto e studioso di vini, il compito di raccontare per i nostri lettori come nasce l’ Archeo-Enologica, una cantina che rappresenta il futuro prossimo dell’enologia calabrese.

Ed ecco qui il racconto di Raffaele D’Angelo, che mette sotto i riflettori la cantina Archeo-Enologica di Gabriele Francesco Bafaro e la storia degli antichi vini calabresi.

Gabriele Francesco Bafaro

Gabriele, con una Laurea Magistrale in archeologia conseguita nel 2011 presso l’università della Calabria, ha successivamente effettuato una specializzazione in archeologia classica a Matera presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici con tesi di specializzazione intitolata: “La viticultura nell’antica Brettia e il progetto archeo-vino Acroneo”.

Appassionato da sempre di vino, durante gli anni dell’università ha frequentato alcuni corsi di degustazione e ha iniziato a tracciare le linee essenziali di ciò che dovrebbe essere in prospettiva il suo percorso futuro. Ha rifiutato l’invito ad andare all’estero per lavorare per conto di alcune compagnie che effettuano scavi archeologici e ha deciso di rimanere in Calabria ed invece di scavare per trovare reperti, vanga in vigna per piantare viti e interrare anfore.

In questo contesto è nato il progetto con il quale Gabriele si prefigge di applicare le sue competenze derivanti dal suo percorso professionale, alle antiche tecniche di produzione dei vini degli antichi greci sul territorio della Magna Grecia facendo macerare le uve e affinare i suoi vini in anfora.

Per questo progetto di ricerca e sviluppo gli venne conferito il patrocinio dell’Università della Basilicata e per riassumere il progetto basta osservare il logo dell’azienda che racchiude tutta la sua filosofia: una testa barbuta che raffigura il re Acroneo coronata da un diadema di vite.

Si tratta di un’immagine che si ispira alla dracma d’argento coniata a Naxos in Sicilia con i colori rosso e oro, come si usava a Pompei per omaggiare la tradizione vitivinicola della Magna Grecia assieme a quella romana.

Gabriele ha mosso i primi passi sul territorio per cercare antichi vitigni, seguito e rincuorato da mamma Katia. D’altronde il vino in casa è sempre stato una questione di famiglia, in quanto il bisnonno materno possedeva una cantina e vendeva vino e vinificava le viti del territorio: Magliocco dolce, Guarnaccia e Greco nero.

Finalmente nel Comune di San Demetrio Corone in provincia di Cosenza, a circa 400 s.l.m ha ritrovato delle vigne vecchie di circa 60-80 anni nel quale ora vengono allevate le varietà autoctone: Magliocco, Greco bianco e Greco nero.

Con le uve di tali vigne ha effettuato le prime micro-vinificazioni, ha progettato e brevettato le anfore con un sistema di chiusura a sughero alquanto originale. Ha inoltre iniziato la produzione delle prime bottiglie seguendo il regime biologico e biodinamico in attesa delle certificazioni. Tutto ciò è stato possibile anche dal fatto che la Calabria ha un ricchissimo patrimonio vitivinicolo, basato anche su quello degli antichi greci che fondarono alcune colonie che diventarono le più ricche del Mediterraneo grazie al commercio del vino, tra cui l’antica Sibari che era divenuta prospera grazie al commercio di questa preziosa bevanda.

Le sue navi raggiungevano tutti i porti conosciuti di allora, come testimoniano i frammenti delle anfore trovate negli scavi archeologici lungo le rotte marittime di tutto il Mediterraneo. Successivamente arrivò un altro contributo alla biodiversità calabrese, durante l’impero romano, quando nelle ville rustiche sorte sull’attuale territorio calabrese, furono create dei vigneti con i vitigni migliori di tutto l’impero, che potevano soddisfare con i prodotti che ne derivavano, il gusto dei consumatori.

L’Età bizantina arricchì il patrimonio viticolo calabrese, in quanto da tutte le province dell’impero si stabilirono in Italia meridionale e quindi anche nella Calabria attuale, tanti coloni provenienti dalle province d’oriente, tra cui armeni ed egiziani, che portarono i loro contributi in varietà di viti nuove.

Basti pensare al Moscato d’Alessandria, d’Egitto naturalmente, portato dai profughi di quell’area dopo la conquista dell’Egitto da parte dell’Islam o alla Sultanina d’origine mediorientale.

Un contributo determinante alla rinascita della viticoltura in Calabria, dopo la caduta dell’impero romano e la guerra contro i Goti, lo ebbero i monaci basiliani che si rifugiarono nella Calabria attuale nell’VIII secolo d.C., in seguito alla persecuzione subita dal grande imperatore Leone Isaurico, l’Iconoclasta che aveva sconfitto gli arabi ad Akrainòs, ma che aveva scatenato una campagna contro l’uso delle icone o immagini.

Essi fondarono monasteri e romitori in aree isolate, pregando e praticando l’agricoltura, impiantando, boschi, uliveti, albero da frutto e viti che portarono dalle province bizantine d’oriente. Essi furono alla base della civiltà bizantina in Calabria che decadde con la conquista normanna del 1060.

Vigna Bafaro

L’azienda di Gabriele lavora attualmente sei tipologie di vini:

Arkon Vino Rosso: Il vino Acroneo Arkon vinificato e affinato in anfora per sei mesi presenta un colore rosso rubino. I profumi sono molto complessi e caratterizzati da sentori di frutti a bacca nera su un fondo speziato. Al gusto è potente e armonioso, caratterizzato da tannini vellutati ed eleganti e da un finale lungo e persistente. Da uve Magliocco in purezza.

Akroneo Tempesta: Il vino Acroneo Tempesta vinificato e affinato in anfora per sei mesi presenta colore rosso rubino con riflessi granato. I profumi ricordano la ciliegia e i frutti a bacca rossa, accompagnati da accenni speziati e di radice di liquirizia. Al gusto si caratterizza per la corposità e il tratto deciso e pieno di carattere che contraddistingue questo vino dagli antichi sapori. Da uve Mantonico in purezza.

Acroneo Vino dell’Archeologo: Il vino dell’Archeologo vinificato e affinato in anfora per sei mesi presenta colore rosso borgogna. I profumi ricordano l’odore del sottobosco con note di liquirizia. Al gusto si caratterizza per il sapore di mandorla amara , presenta una struttura armoniosa con un finale fresco e gradevole. Da uve Magliocco in purezza.

Vino di Raffaele: Il vino di Raffaele vinificato e affinato in barriques di rovere francese presenta un colore rosso rubino intenso. Caratterizzato da profumi di piccoli frutti a bacca nera su un tappeto di gradevoli note di fiori. Al gusto si caratterizza per il tratto armonioso e la piacevolezza. Da uve Magliocco in purezza.

Acroneo Elektron: Questo vino è fuori da ogni schema di categorizzazione moderna. La produzione del bianco Acroneo Elektron segue un antico procedimento che genera naturalmente riflessi ambrati. Tutta l’emozione di un remoto e mitologico passato in un calice di vino.

Da uve: Greco bianco 80%; Malvasia bianca 20%

CRETA Vino Rosso: Il vino Creta è un rosso strutturato con una buona acidità e freschezza. La struttura del vino è giovanile e accattivante ha un’ottima persistenza in bocca. Al naso presenta note di frutti rossi unito a un colore rubino. Da uve Aglianico.

La redazione di Consulentedelgusto.it ha degustato i seguenti vini:

 Arkon Vino Rosso:

Acroneo Arkon, “Rosso Dominatore” è prodotto con uve Magliocco 100% nella località di San Demetrio Corone (CS)  un vigneto collocato a 350 mt slm. Sistema di allevamento Cordone speronato, vendemmiato nella prima decade di ottobre. Vol. 15,5%, nel vigneto viene praticata agricoltura biologica. Vinificazione: Macerazione in anfora di terracotta interrata; fermentazione in anfora di terracotta interrata. Affinamento: In anfora interrata, per sei mesi; successivo affinamento in bottiglia. Temperatura di servizio: 16 – 18 C.

Per quanto riguarda l’aspetto visivo nel bicchiere scende con vigore,  impenetrabile alla luce, colora le pareti interne del bicchiere con un manto violaceo. Di media consistenza. I riflessi violacei rimandano principalmente al varietale ma anche ad una sua evoluzione non portata a termine del tutto.

Al naso è particolare: intrigante e fine, la sua intensità non eccessiva gli conferisce eleganza e  possiede una grande finezza olfattiva, ampia, e vira dal floreale al fruttato, fiore di ginestra e rosa rossa, sicuramente appassita ma non del tutto, e presenta ancora una certa freschezza che lo porterà sicuramente verso un’evoluzione ancora più intrigante. I frutti sono neri, si ripresentano le ricche note balsamiche di macchia mediterranea con accenni alla liquirizia. Il naso è fine dolce ed elegante. Una alternanza che si gioca tra frutti rossi e neri, tra confettura a tratti sotto spirito e a tratti no. Note che ritornano e si mescolano come in un caleidoscopio di colori e sapori dove prevale sempre la dolcezza, con note di cipria, talco, rosa rossa, a ciò si aggiungono sentori vegetali molto intriganti che richiamano al gelso nero, dunque un naso di grandissima finezza e pregio.

In bocca è ancora molto preciso, spostato sull’acidità, presenta una ricca trama tannica, ma ciò che colpisce è la coerenza con l’aspetto olfattivo. Ritorna sempre questa nota glicerica di pseudo dolcezza, l’alcolicità c’è, ma non si avverte così eccessiva, e tutto ciò è sinonimo di grande.

Abbinamento: Preparazioni con tendenza dolce, preparazione leggermente speziate carne e intingoli delicati. Ideale con l’Agnello in umido al forno con patate.

Punteggio: 92.

CRETA Vino Rosso: Aglianico. 13,5 Vol. Alla vista si presenta limpido,  con un colore rosso rubino intenso con leggere note violacee. Al naso è intenso e di ottima complessità spicca un ottimo corredo balsamico di eucalipto e di erbe medicinali, seguito da note fruttate di amarena croccante. Fragrante. In bocca è diretto, secco e caldo, con una trama tannica abbastanza pronunciata, abbastanza sapido. E’ molto intenso, di lunga persistenza e di ottima qualità. Pervade la beva con un ottimo bouquet di fiori rossi, per poi virare sul fruttato, frutta rossa, amarena croccante. Equilibrato anche se spostato leggermente sulle durezze visto che necessitava ancora di riposare in bottiglia, di buon corpo. Da uve Aglianico. Macerazione in anfora di terracotta interrata; fermentazione in anfora di terracotta interrata.

Punteggio 90

Archeo-Enologica

Via Serricella, 28 – 87041, Acri (CS)
3291646040 – 3453999801
[email protected] – 
www.acroneo.it

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