Nasce in Valtellina "Sciur", un vino buono da bere e buono da pensare - InformaCibo

Nasce in Valtellina “Sciur”, un vino buono da bere e buono da pensare

di Informacibo

Ultima Modifica: 03/11/2014

Milano 3 novembre 2014. Novità in casa Nino Negri. E’ stato presentato a Milano nella biblioteca del PoliDesign alla Bovisa “Sciur”, il nome del nuovo vino e del progetto enologico della cantina Nino Negri.
 
Da sempre la Nino Negri punta su ricerca, innovazione e esperienza, per scommettere con precisione e lungimiranza sul futuro.
Come negli anni Ottanta lo Sforzato 5 Stelle rappresentò per la Valtellina e per il suo territorio un vero e proprio ciclone culturale nel know how enologico e vitivinicolo del comparto, un modello strategico che influenzò positivamente il concetto di qualità e il profilo sensoriale e organolettico del vino, così Scìur nasce dalla voglia di proiettare in avanti un’intuizione, promuovere un certo tipo d’enologia che sia capace di pre-figurare ciò che si avrà intenzione di fare in avvenire. Ricerca e innovazione sono le parole chiave di questo percorso che poggia sull’idea guida di un brillante connubio tra la tradizione del territorio e un approccio metodologico nuovo alla viti-enologia che, nel nostro caso, si pone come elemento di connessione e dialogo tra cultura del fare e cultura del progetto.
 
Sciur è un’ibridazione di conoscenze professionali, una rete di relazioni complesse che, proprio attraverso il lavoro pratico d’adempimento del prodotto finale (in vigna, in cantina, nella comunicazione, nel marketing, nel packaging, nel nome e nell’identità, nel rapporto sociale con il territorio…) si è trasformato in piattaforma di scambio.

Pertanto, oltre ad un approfondito e dialettico lavoro di squadra svolto tra l’ambito agronomico e quello tecnico di cantina, l’ideazione di Sciur ha visto il fattivo coinvolgimento di giovani designer, italiani e stranieri, di docenti universitari del Politecnico di Milano e della Scuola del Design, di manager, esperti di marketing e della comunicazione. Un laboratorio, un progetto dentro cui ricercare una nuova prospettiva per la Valtellina vitivinicola e il suo territorio. Non è un caso se Sciur dialoga con il Polo di Formazione Professionale Valtellina nel progetto di stage per giovani muratori, trasferendo le tecniche e la cultura storica per il mantenimento e la costruzione dei muretti a secco.
 

 La presentazione di Sciur a Milano nella biblioteca del PoliDesign alla Bovisa (Foto Canio Romaniello)
 

Sciur come prodotto del saper fare. La parola Sciur non si trova sul vocabolario italiano, ma solo sui dizionari del dialetto lombardo. In Valtellina, come forma di rispetto, veniva così appellato Carlo Negri (noto come Sciur Carluccio) figlio di Nino Negri, storico fondatore nel 1897 dell’omonima Cantina. Se, oltre al simpatico accenno, è casuale il richiamo dialettale, Sciur nasce per serendipità* come acronimo, in seguito al lavoro di ricerca svolto dagli studenti del Politecnico per intercettare alcune parole chiave identificative del progetto e del vino da realizzare.
Sono 5 i termini individuati, fortemente carichi di significato e di valore strategico, espliciti per il loro senso, suggestivi e nonché virtuosi, per quanto implicano dal punto di vista pratico e culturale.  S come Sostenibile Ÿ C  come Concreto Ÿ  I come Innovativo Ÿ  U come Unico Ÿ  R come Responsabile: SCIUR.
*Serendipità è un neologismo che , tradotto, indica la sensazione che si percepisce quando si svela una cosa, un’idea non cercata, la quale compare inaspettatamente, proprio nel momento in cui se ne sta indagando un’altra.
Orgoglio della casa vitivinicola Nino Negri di Chiuro, in Valtellina, il vino Sciur è “un lavoro” di ieri fatto con la testa e le mani di oggi, le cui tracce sono sparse tra le vigne valtellinesi e nei vini che l’enologo Casimiro Maule ha realizzato in passato. Sciur è un vino in sintonia con la geografia emozionale del territorio che, nel vino prende corpo dandogli un’anima e una forte personalità. Il frutto e la freschezza di Sciur sono sorprendentemente percepibili sia nei profumi che al palato. Colore porpora di media intensità, brillante. Profumo complesso, di buona intensità e finezza. Si riconoscono sentori di frutta rossa come il lampone e di fiori come la viola. Tannini presenti e vellutati con un’acidità ben integrata. Di media lunghezza in fase giovanile e di grande beva. E’ molto equilibrato e piacevole da bere, con un finale di bocca lungo e persistente.
Grande vino, anche se non impegnativo, che parte da uva chiavennasca 100%, su 4 ettari  di vigneto, situato in zona Fracia, terrazzato, sciolto, con esposizioni Sud-Est e altitudine da 380 a 515m  s.l.m.. Affinamento in cantina in botticelle di legno da 750 l nell’Antica Cantina del Castello Quadrio, fino al raggiungimento del giusto equilibrio per 16 mesi, a cui segue un adeguato periodo in una delle 15.000 bottiglie circa previste per annata.
 
Sull’etichetta di Sciur è riportata una dichiarazione di Maule: “Non abbiamo semplicemente prodotto un vino, ma ci stiamo impegnando per salvaguardare e valorizzare il territorio, l’ambiente, la cultura e la storia”.
 
Casa Vinicola Nino Negri
 
La Casa Vinicola Nino Negri, fondata nel 1897, ha sede a Chiuro nell’antico quattrocentesco    Castello Quadrio. Rappresenta la maggiore realtà vitivinicola della Valtellina nonché il sinonimo dei vini valtellinesi nel mondo. La vite, il cuore di questa terra difficile ma generosa, coltivata sulle pendici dei monti, ha trovato qui le condizioni ideali per crescere. Infatti l’ottima esposizione al sole e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte favoriscono l’unicità espressiva del vitigno re, il Nebbiolo, chiamato localmente Chiavennasca.
Ogni momento della viticoltura valtellinese richiede un grande impegno. Un impegno di cui la Nino Negri, da più di un secolo, ha saputo cogliere i frutti valorizzando le grandi potenzialità delle uve e producendo con maestria vini rossi di alto pregio e personalità. La raccolta delle uve viene interamente fatta a mano lungo i terrazzamenti, una miriade di millenari muretti a secco in sasso, elemento caratterizzante del territorio. Durante la vendemmia le uve appena raccolte vengono trasportate dalla montagna per mezzo di un elicottero, in modo da farle arrivare velocemente alla cantina.
La Negri possiede 31 ettari di vigneto di proprietà posti nelle zone più prestigiose del Valtellina Superiore DOCG, dove nascono vini famosi quali Inferno, Sassella, Grumello, Fracia e il grande e sontuoso Sfursat. “Riscoprire la tradizione migliorandola”: in queste parole è racchiuso il segreto del successo della Nino Negri.
Dal 1971 è abilmente diretta da Casimiro Maule, uno tra i più apprezzati enologi italiani. Trentino, ma sposato professionalmente alla Valtellina, ha alle spalle più di 40 vendemmie, passate fra le vigne, a contatto con la natura, con gli odori e gli umori della terra. Nonostante i tanti riconoscimenti attribuiti da tutto il mondo, il più recente l’Enologo dell’Anno 2007 del Gambero Rosso, non si è mai dimenticato quanto sia bassa la terra e quanto sia difficile lavorarla.
 


Foto di Canio Romaniello

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