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Vigne antiche e Cannonau in purezza: i nuovi vini sardi di Bentu Luna

L’azienda vinicola di Gabriele Moratti presenta due vini rossi che raccontano in maniera contemporanea l'identità enologica dell’entroterra sardo 

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 24/09/2021

Due novità per raccontare il patrimonio enologico della Sardegna. Bentu Luna presenta sul mercato due nuovi vini espressione dell’annata 2019: Be Luna, rosso di Sardegna da varietà autoctone, e Susu, da uve Cannonau. Nel progetto vitivinicolo dell’azienda di Gabriele Moratti, le neonate etichette vanno ad affiancare Mari e il Tre Bicchieri del Gambero Rosso Sobi – Mandrolisai DOC e rosso di Sardegna lanciati lo scorso marzo – nell’interpretazione che la cantina propone del territorio e dell’antica cultura contadina di cui è custode.

vigne bentu luna

Le uve da cui ha origine Be Luna sono raccolte in una vigna piantata nel 1905 nel comune di Atzara (Nuoro). In essa coesistono diverse varietà di Muristellu (Bovale sardo), Monica e Cannonau in percentuale variabile, dando vita a un vino che per Bentu Luna vuole rappresentare un concetto archetipico di biodiversità, ereditato da una cultura viticola millenaria rimasta pressoché invariata.

I grappoli di Cannonau con cui è prodotto Susu, invece, maturano in un vigneto monocultivar di Neoneli (Oristano), comune in cui ha sede la cantina. Il Cannonau rivela uno spettro olfattivo speziato, vivacizzato da una nota di pepe che dialoga con frutti scuri maturi.

Il risultato è al di fuori degli schemi conosciuti per la Sardegna. Siamo di fronte a vini molto eleganti, con grande piacevolezza di beva, poca rilevanza dell’alcool al gusto, agili ma con una grandissima profondità e persistenza

Gian Matteo Baldi, AD di Bentu Luna

Una sfida audace con cui Bentu Luna ripropone in chiave contemporanea vini dalla storia secolare, con profili organolettici in grado di restituire i gusti e gli aromi del Mediterraneo. “La valorizzazione delle uve ottenute da queste vecchie vigne passa attraverso l’infusione goccia a goccia del loro succo – prosegue Baldi – Il vino che otteniamo non viene poi ‘accomodato’ con prodotti enologici, filtrato o modificato, e le materie scelte per accoglierlo sono calde: cemento, terracotta, legno. Il ruolo di quest’ultimo, in particolare, è funzionale alla crescita naturale dei vini, non dev’essere invasivo o prevaricante. Ciascuna scelta è studiata per ritrovare nel calice l’originale e autentica espressione delle uve”.

Susu e Be Luna

Tutti i vini prevedono una vinificazione di chicchi o grappoli interi e una fermentazione spontanea, con pied de cuve altamente selezionato, in vasche di cemento da 20 ettolitri. Il processo dura circa tre settimane, con leggere follature manuali al termine della seconda. Be Luna e Susu affinano quindi in barriques di rovere di secondo passaggio per otto mesi, periodo durante il quale si attiva la fermentazione malolattica e vengono effettuati leggeri bâtonnage.

Be Luna e Susu sono stati imbottigliati a settembre 2020, con una produzione rispettivamente di 1300 e 1500 bottiglie, e sono in vendita esclusivamente nel canale horeca.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.