Orecchiette e taralli, i cibi della Puglia più noti ai turisti - InformaCibo

Orecchiette e taralli, i cibi della Puglia più noti ai turisti

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 21/12/2018

Quali sono i prodotti che piacciono di più a italiani e stranieri che visitano la Puglia?

A questa curiosità risponde un report commissionato da Pugliapromozione sulle caratteristiche dell’accoglienza in terra pugliese.

Secondo lo studio condotto da Roberta Garibaldi, autrice nel 2018 del Primo Rapporto sul turismo enogastronomico italiano e responsabile del Tourism Lab dell’Università degli Studi di Bergamo, i prodotti più noti al pubblico italiano sono le orecchiette (indicato dal 93% degli intervistati), taralli (92%), olio extravergine di oliva (86%) e pane di Altamura (83%). Il vino è conosciuto ma solo se è associato al luogo di produzione.

Le orecchiette sono un vanto della gastronomia pugliese

Nell’immaginario degli stranieri, invece, prevalgono l’olio (indicato dal 56% degli intervistati), le orecchiette (39%) e la focaccia barese (38%).

Dagli stranieri taralli e pane di Altamura sono meno conosciuti (14%)

Nonostante la sua grande ricchezza di cibo e di prodotti di origine, in Puglia il turismo esclusivamente enogastronomico vale solo l’1 per cento degli arrivi in Puglia.

In genere, infatti, è associato agli itinerari culturali. Infatti, secondo quanto emerso dallo studio, l’enogastronomia è quasi sempre associata ad altre motivazioni di viaggio, soprattutto di tipo culturale. I turisti esclusivamente “enogastronomici” pesano per l’1% sul totale degli arrivi in Puglia, un valore ancora molto basso sebbene gli operatori segnalino negli ultimi anni un forte incremento di questa tipologia di visitatori.

Rispetto ai “turisti culturali”, a parte determinate attività (visita a cantine, produttori locali, ristoranti e degustazioni), i turisti enogastronomici prediligono le sagre locali.

Si tratta spesso di viaggi di gruppo: per gli Italiani quella enogastronomica è un’esperienza conviviale adatta al gruppo di amici, mentre gli stranieri si dividono fra coppie e gruppi di amici. E’ una forma di turismo per la primavera e l’autunno, quindi particolarmente rilevante per una destagionalizzazione dei flussi. La permanenza, probabilmente per la modalità itinerante, è più alta della media (tra le 6 e le 10 notti).

188 sono le masserie didattiche

Un elemento caratterizzante l’offerta pugliese è rappresentato dalle masserie didattiche, strutture che offrono al turista un’esperienza a stretto contatto con la ruralità del territorio. In regione ne sono presenti 188, e si concentrano soprattutto nelle province di Bari (58), Lecce (41) e Foggia (33).

Il numero di servizi offerti è ampio, e include ristorazione (offerti dal 62% delle strutture presenti), pernottamento (60%) e intrattenimento/sport.

La Puglia, l’offerta enogastronomica e il turismo

“Ma oltre al tema cibo/vino, cosa cercano i turisti che scelgono la Puglia come meta per le proprie vacanze?” Risponde Roberta Garibaldi, esperta di turismo legato al food & wine e docente all’Università di Bergamo (QUI su InformaCibo)

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