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Origin Italia chiede specifiche risorse sul Piano nazionale di ripresa e resilienza per Dop e Igp

Audizione in Commissione agricoltura al Senato: il sistema delle Indicazioni Geografiche ha progetti cantierabili per 500 milioni di euro e oltre 20mila posti di lavoro nel settore agroalimentare di qualità

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 17/03/2021

«Prevedere un plafond nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dedicato al sistema delle Dop e Igp; un sistema collaudato che è in grado di sviluppare progetti subito cantierabili per almeno 500 milioni di euro, con ricadute dirette di almeno 20mila posti di lavoro e conseguenze positive dal punto di vista ambientale nell’ottica di una transizione ecologica del Paese».

E’ quanto ha sottolineato e richiesto il presidente di Origin Italia Cesare Baldrighi, ieri in audizione alla Commissione Agricoltura del Senato, di fronte al presidente Gianpaolo Vallardi, al quale va il ringraziamento di Origin Italia per l’attenzione verso le indicazioni geografiche ed ai Consorzi di tutela.

Il sistema delle Dop e Igp – ha ricordato Origin Italia – vale 16,9 miliardi di euro, con 180mila operatori e 285 Consorzi di tutela, per questo è necessario che il “Piano nazionale di ripresa e resilienza” possa procedere in modo spedito “coerente” negli obiettivi ed “efficace” nella possibilità di coinvolgere in poche settimane le filiere interessate nella progettazione degli interventi, degli investimenti, dei fabbisogni di finanza propria e di quale di derivazione del PNRR.

«Grazie alle caratteristiche proprie del sistema IG – ha aggiunto il presidente Baldrighi -, è possibile programmare la realizzazione di progettualità che possano coinvolgere contemporaneamente più filiere DOP e IGP, nonché raggruppare sotto la stessa macro-progettualità più obiettivi delle Componenti di intervento del Piano. In questo senso la strumentazione dei Contratti di Filiera appare idonea».

In particolare – precisa Origin Italia – si auspica la pubblicazione di un Bando con i criteri di dimensione massima di spesa correlata alla dimensione economica della singola DOP o IGP su cui, successivamente, i singoli Consorzi o le singole filiere possono presentare un Contratto di filiera-distretto in modo da organizzare preventivamente le rispettive attività in maniera complementare ed efficiente. Ed in questo contesto, Origin Italia può fungere da strumento di supporto al coordinamento dei contratti di filiera Dop e Igp, servendosi del proprio ruolo e delle peculiarità della propria struttura.

«Inoltre è possibile sviluppare progetti di filiera nazionali che includano l’intervento di più DOP-IGP e di singole imprese inserite nel sistema di certificazione e controllo» – ha affermato Stefano Fanti, vicepresidente Origin Italia. Per quanto riguarda i sistemi di tracciabilità integrati: «attraverso i progetti verticali di sistema, si potrebbe puntare anche all’implementazione di sistemi di tracciabilità “from farm to fork”, che quindi dal produttore arrivino al consumatore in modo da garantire la giusta trasparenza e sicurezza lungo tutta la filiera agroalimentare» ha precisato.

“Per far capire le rilevanti ricadute dei progetti che potrebbero essere sviluppati sfruttando le caratteristiche e la struttura del sistema IG italiano, a mero titolo esemplificativo – ha sottolineato il vicepresidente di Origin Italia Riccardo Deserti -, si pensi ad un bando che coinvolga 1.000 imprese italiane che investono singolarmente sul territorio somme pari a circa 20-40.000 euro, a cui si aggiungono i  servizi orizzontali a progetto da circa 50-80 milioni di euro, con un ritorno notevole per le aziende e l’economia del Paese in termini di infrastrutture, formazione, occupazione, sviluppo rurale ed entrate economiche».

Promozione in Cina

In Commissione è stato chiesto ai rappresentanti di Origin Italia se ci fossero state novità sul tema legato alle attuali disposizione cinesi, che impediscono di fatto ai Consorzi di operare nelle loro attività di promozione, come evidenziato nelle scorse settimane.

«Stiamo monitorando la situazioneha detto il presidente Baldrighima, ad oggi non abbiamo avuto risposte ufficiali dal governo, sappiamo solo che la Commissione Europea sta cercando una soluzione con le autorità cinesi. Sia chiaro – ha aggiunto –, che se non verranno trovate adeguate soluzioni, siamo pronti a chiedere ai nostri 26 Consorzi associati, di boicottare la partecipazione al padiglione italiano organizzato da ICE che si terrà in Cina nel prossimo mese di maggio. Auspichiamo perciò che il governo possa risolvere la problematica con il governo cinese in tempi brevi».

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