“Origin Italia” sui dazi: le Dop e Igp non si toccano - InformaCibo

“Origin Italia” sui dazi: le Dop e Igp non si toccano

L’Associazione dei Consorzi si schiera duramente contro la politica ritorsiva degli USA che punta a colpire ben 93 indicazioni geografiche europee

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 23/10/2019

Si annunciano ulteriori dazi per 117 milioni di euro per l’agroalimentare italiano sul mercato americano, andando così a colpire ben 93 indicazioni geografiche europee, tra cui prodotti italiani DOP e IGP.

Questo il principale allarme lanciato ieri a Roma durante la conferenza stampa “Dazi e tutela internazionale” organizzata da Origin Italia.

Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia-

“Occorre giocare d’attacco -ha detto il presidente di Origin Italia Cesare Baldrighi- aumentando la conoscenza è la promozione del Made in Italy all’estero. Chiediamo pertanto al Governo e all’Ue che vengano cofinanziate le azioni di tutela e valorizzazione dei Consorzi, un sostegno per rilanciare azioni di sviluppo e riallocare il prodotto che non verrà venduto che negli USA”.

Le Dop casearie risultano quelle più penalizzate dalla politica USA che appare più come ritorsiva nei confronti dell’Unione Europea, che protezionista in favore dei produttori americani. Ritorsiva perché, palesemente, vengono mirati con precisione i prodotti di riferimento dei singoli Paesi membri ovvero olio per la Spagna, vino per la Francia, formaggio per l’Italia, whisky per la Scozia. Per l’Italia ad accusare il colpo più duro potrebbe essere proprio il Parmigiano Reggiano che vedrà aumentare i propri dazi da 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari e sulla cui realtà ricadrà circa il 25% dell’impatto complessivo – circa 30 milioni di euro – che tale misura avrà sul sistema delle IG italiane. Fortemente interessata anche la realtà del Grana Padano, che in USA esporta attualmente circa 75 milioni di euro di prodotto – l’8% del totale esportazioni – e che vede passare il dazio da 2€ a 5,25€ al chilo. Impressionante è l’entità delle perdite che potrebbe subire in un anno il sistema Grana Padano: circa 270 milioni di euro, considerato anche il danno che si riverserebbe sulle 4.000 stalle il cui latte è destinato alla produzione di tale formaggio e i cui introiti sono legati all’andamento del Grana Padano.

La strada da battere, dunque, sarà chiedere misure di compensazione all’Unione Europea, insistendo in particolare sul potenziamento delle attività di promozione dei prodotti DOP fuori dai confini comunitari e la migliore risposta della UE e del Governo italiano, dal canto loro, sarebbe proprio quella di attuare corsie preferenziali nei programmi promozionali dell’agroalimentare negli USA, per i progetti a favore dei prodotti colpiti dai dazi. Inoltre sarebbe utile poter ottenere anche aiuti alle imprese mirati ad alleggerire le problematiche che esse potrebbero avere come effetto della politica dei dazi; misure da attuare, affinché il Made in Italy possa essere traghettato senza troppi scossoni nella fase in cui i dazi finiranno.

“La lista formata dagli USA dei prodotti che saranno investiti dal rincaro dei dazi – ha spiegato il direttore di  OriGIn Italia  Leo Bertozzi  – comprende 40 prodotti italiani, in primis formaggi di qualità ma anche liquori e salumi. L’impatto di questa operazione sulle nostre IG dipenderà molto dalla tempistica con cui essa si svilupperà – ha aggiunto – perché avremo quattro mesi di tempo per cercare di risolvere politicamente il problema. Qualora si risolvesse in tempi brevi, le ripercussioni non saranno così rilevanti, ma se i dazi entrati in vigore il 18 ottobre dovessero protrarsi anche per tutto il 2020 ed oltre, potrebbero determinare serie ripercussione  nel comparto di DOP e IGP”.

Se tale politica dei dazi dovesse perdurare poi, un riflesso si avvertirà inevitabilmente anche sul mercato italiano: nel breve periodo i prezzi potrebbero diminuire per smaltire le scorte, tuttavia i mancati ricavi da uno dei principali mercati mondiali di esportazione dovranno essere compensati in qualche modo e ciò potrebbe voler dire aumentare i prezzi anche in Italia.

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