Pane Toscano Dop, il Mipaaf riconosce il Consorzio di tutela

Una casa comune per tutte le Dop e le Igp del cibo della Toscana: lo propone l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 05/02/2020

Prosegue il cammino di riconoscimento e valorizzazione del Pane Toscano Dop.

L’ultimo atto è il riconoscimento da parte del Ministero delle politiche agricole del Consorzio di tutela del pane. Un passaggio istituzionale importante per meglio garantire e tutelare il prodotto e permettergli di avere nel Consorzio il suo collegamento ufficiale con gli operatori e cittadini.

Il riconoscimento del Consorzio, che arriva a 4 anni di distanza dal via ufficiale alla Dop (Denominazione di origine protetta) è stata l’occasione per fare il punto sul percorso di questo prodotto e sulle sue potenzialità.

Alla conferenza stampa convocata a Palazzo Strozzi Sacrati hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, il presidente del Consorzio Pane Toscano Dop Alessandro Cioni e il direttore Roberto Pardini.

Un momento dell’incontro con la stampa

Il riconoscimento del Consorzio da parte del ministero per le politiche agricole – ha detto l’assessore Remaschi – scrive una nuova  tappa nel cammino della Pane Toscano Dop: un cammino che come Regione abbiamo sempre sostenuto con convinzione nella consapevolezza dell’importanza delle certificazioni comunitarie per sottolineare  l’identità, la qualità, la salubrità e la sicurezza alimentare delle nostre eccellenze agroalimentari. A questo proposito – ha aggiunto – colgo questa occasione per lanciare una nuova sfida per prodotti come il pane Toscano Dop:  la creazione di una casa comune per tutte le Dop e le Igp del cibo: un luogo dove metterle in connessione, dove si possa fare squadra per sostenere e rafforzare  la loro capacità di promozione, di comunicazione, di valorizzazione sui mercati internazionali. La Regione potrebbe sostenere anche economicamente questo progetto nel rispetto della piena autonomia di ogni singolo marchio”.

Il Consorzio di tutela Pane Toscano Dop

Il Consorzio ci racconta la storia di un prodotto a denominazione che, attraverso varie tappe e con il lavoro degli operatori, è riuscito ad ottenere il riconoscimento più importante, ovvero l’incarico della tutela da parte del Ministero. Un’evoluzione passata dalla fondazione del Comitato Promotore e dalla domanda di riconoscimento della Dop del Pane Toscano nel 2001; dalla nascita, nel 2006, di una struttura consortile cooperativa per poter sviluppare le attività di ricerca a favore della conoscenza della qualità del prodotto; dalla costituzione, nel 2019, del Consorzio di Tutela, che assume la rappresentanza non solo dei propri soci ma di tutti gli operatori della filiera coinvolti nella produzione del Pane Toscano Dop: imprese agricole, molitori, panificatori.

Al Consorzio di tutela sono così affidati importanti e delicati incarichi come la gestione del marchio, la tutela e salvaguardia della Dop da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni; inoltre il Consorzio si occupa di promozione, valorizzazione del prodotto, informazione del consumatore.

Attualmente i soci sono 18 tra panificatori e mulini e provengono da ogni parte della Toscana: la produzione di pane toscano dop supera ormai il milione di Kg all’anno, ottenuti grazie all’utilizzo di 15.000 quintali di grano.

Il pane Toscano, riconosciuto Dop, prodotto senza aggiunta di sale

Il “Pane Toscano” è un pane bianco, ottenuto utilizzando la farina di grano tenero, oltre che l’acqua e il lievito madre. La sua peculiarità è che è prodotto senza aggiunta di sale e, proprio questa caratteristica, lo accompagna ottimamente con i cibi saporiti, come gli insaccati.

Oltrechè essere un pane “sciocco” il pane toscano ha, come caratteristiche peculiari, il profumo tipico di nocciola tostata , la crosta friabile e croccante, il colore dorato, nocciola chiaro, opaco e l’ottima conservabilità.

I prodotti certificati in Toscana

Quella del pane è l’ultima arrivata tra le certificazioni di prodotti “food” toscani che in totale sono 31 (16 Dop e 15 Igp) e cui vanno sommate le 58 produzioni certificate di vino (52 Dop e 6 Igp) per un totale di 89. Dentro ci sono tanti sapori e profumi di Toscana: salumi e formaggi, castagne e farine dolci oltre che l’antico farro, spezie e olio, per le carni unica regione ad avere carni certificate per bovini, ovini e suini, e non ultimi dolci esportati in tutto il mondo come cantuccini e panforti.

Solo 16 tra le certificazioni “food” hanno un consorzio di tutela riconosciuto (l’ultima, come detto, è quella del pane).

Il valore alla produzione dei prodotti certificati in Toscana supera il miliardo di euro (dati Ismea) grazie ai 111 milioni che arrivano dai prodotti “food” e ai 926 dei prodotti “wine”. Gli operatori interessati a queste produzioni sono quasi 23.000 (13.393 per il “food”, 9.360 per il “wine”). Quasi il 50% delle produzioni “food” (pari a circa 50 milioni di euro) è destinato all’export: i principali mercati di destinazione sono Usa (38%), Germania (21%) Gran Bretagna (13), Canada (5) e Giappone (3%).

Il significato di Dop e Igp

La differenza fra prodotti Dop (Denominazione origine protetta) e prodotti Igp (Indicazione geografica protetta) sta nel fatto che, nel caso dei prodotti Dop, tutta la filiera produttiva avviene nel territorio di origine e le qualità del prodotto finale sono essenzialmente o esclusivamente derivate dall’ambiente geografico, comprensivo dei suoi fattori naturali ed umani; mentre nel caso del prodotto Igp, non è essenziale che tutte le fasi avvengano nel territorio ove il prodotto è realizzato, ma di questo ne assume il nome in quanto là si è originato, ed una sua qualità o caratteristica possono essere attribuite al lu ogo d’origine. Per cui non tutti i fattori che concorrono all’ottenimento del prodotto debbono necessariamente provenire dal territorio dichiarato.

Entrambe le etichette consentono ai consumatori di conoscere con esattezza le origini e le caratteristiche dei beni che intendono acquistare. Sono una garanzia non solo per il cliente finale, ma anche per il produttore che può tutelare il suo lavoro dalle imitazioni. (Fonte “Toscana notizie” a cura di Massimo Orlandi)

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