C’è una pasta stampata in 3D che si mangia come un finger food
Si chiama Artisia, si cuoce come una normale pasta ma si mangia come un pasticcino
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 29/05/2026
Sembrano delle tartine, o meglio dei piccoli pasticcini salati. Invece è una pasta stampata in 3D dalle forme più diverse, da servire come finger food durante l’aperitivo: si chiama Artisia, viene prodotta da 3D Food, start up del gruppo Barilla che usa la tecnologia 3D per realizzare formati di pasta dal design particolare.
Impastata a mano, viene stampata in 3D in forme scultoree, che possono ispirarsi alla natura (petali, stelle, ricci di mare), alla cultura e alle festività (anfore, uova pasquali, coniglietti, alberi di Natale, calderoni, girandole) o altre forme iconiche, come zucche, cuori o nidi di spaghetti. Vanno preparati e serviti come piccoli bocconi tridimensionali da mangiare con le mani. Proprio come se fossero piccole tartine, però fatte di pasta di semola.
Non a caso, uno dei suoi prodotti più iconici, lo Spaghetto 3D, ha appena vinto il Compasso d’Oro, il più prestigioso premio italiano dedicato al design.
La pasta come finger food da aperitivo

Si tratta di una modalità nuova di realizzare, cucinare e proporre la pasta, che in Italia viene solitamente usata solo come primo piatto, per quanto con un’infinità di ricette e una batteria vastissima di formati regionali.
Artisia prova invece fare qualcosa di diverso, proponendosi come finger food da aperitivo per cene casalinghe, quando si vogliono stupire gli amici, oppure per eventi (non a caso è stata usata per la cena della Prima della Scala). Viene infatti venduta sul sito in box che ricordano quelle dei cioccolatini, con 12 pezzi ciascuna e la possibilità di inserire un biglietto di auguri.
Lo spaghetto 3D premiato con il compasso d’oro
Lo Spaghetto 3D nasce da un singolo filamento di pasta fresca lungo 6,727 metri che, attraverso un processo di stampa additiva, viene trasformato in una struttura tridimensionale compatta e scenografica. La forma finale ricorda un piccolo nido di spaghetti intrecciati, progettato per raccogliere il condimento e amplificare la percezione del gusto.
Dietro al progetto c’è un lavoro di ricerca iniziato oltre dieci anni fa: l’impasto viene realizzato soltanto con acqua e semola, ma la vera sfida è stata riuscire a mantenere stabilità, forma e consistenza durante tutte le fasi: estrusione, essiccazione e cottura.
Secondo quanto spiegato dall’azienda, il design dello Spaghetto 3D nasce osservando un gesto quotidiano: il movimento ellittico della forchetta quando si arrotolano gli spaghetti nel piatto. Quel movimento è stato trasformato in un algoritmo capace di guidare la stampa tridimensionale.
Come si cucina la pasta 3D

Il sito riporta anche una serie di ricette per cucinare e servire la pasta 3D: si cuoce normalmente in acqua bollente salata, facendo molta attenzione a non romperla in cottura. E poi si farcisce con ingredienti vari, giocando con le forme e i colori e spaziando dal dolce al salato.
Si possono farcire gli spaghetti 3D con un sugo di pomodoro fresco e lamelle di mandorla, le stelle marine con salmone e avocado, i cuori di pasta con una crema di mascarpone e scaglie di cioccolato, da servire ovviamente come dessert.

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